Ciao Mondo.
Se stai cercando un posto dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo, dove il rumore dell’acqua sostituisce quello del traffico e ogni angolo racconta qualcosa che vale la pena ascoltare, Borghetto sul Mincio potrebbe essere esattamente quello che stavi cercando senza saperlo.
Borghetto sul Mincio | Valeggio sul Mincio, Veneto
Paese: Italia Regione: Veneto Località: Borghetto sul Mincio (frazione di Valeggio sul Mincio) Come ci sono arrivato: camper Periodo consigliato: primavera, estate Spostamenti in loco: a piedi, in bicicletta Alloggio: parcheggio a pagamento non attrezzato
Il borgo
Borghetto sul Mincio è una frazione di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, incastonata tra le colline moreniche che chiudono a sud il Lago di Garda. È incluso nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia, e quando ci sei dentro capisci perché: case medievali affacciate sul fiume, ruote di mulini che ancora girano, un ponte lungo 650 metri che è anche una diga. Non è una ricostruzione, non è un parco a tema. È tutto vero.
Il Mincio lo attraversa, lo abbraccia, lo definisce. E da qui puoi raggiungere Peschiera del Garda in bicicletta lungo una pista ciclabile che fiancheggia il fiume senza mai incontrare il traffico, se non in un paio di attraversamenti rapidi. Una strada piatta, rilassante, adatta a tutti, anche con il carrellino per cani. Lungo il tragitto trovi solo due punti di ristoro, quindi parti con le borracce piene.
Curiosità: quello che Borghetto non ti dice subito
Il nome del borgo viene dalla lingua longobarda e significa, letteralmente, “insediamento fortificato”. I Longobardi, tra il VI e l’VIII secolo, vi costruirono una Curtis Regia, sede di un Gastaldo, funzionario preposto alla riscossione delle gabelle per l’attraversamento e la navigazione fluviale. Duecento anni dopo quel guado, il borgo era già diventato qualcosa di più complesso.
Le colline moreniche che circondano la valle si sono formate durante l’ultima era glaciale, circa 15.000 anni fa, per accumulo di sedimenti trascinati dai ghiacciai in ritirata. Il Mincio stesso, nel suo tratto iniziale, scorre tra queste dolci catene collinari in un paesaggio che alterna centri abitati a vigneti, boschi e prati aridi, frutto di un processo geologico durato dal 600.000 al 10.000 a.C. Quando passeggi lungo il fiume, stai camminando su un fondo che un ghiacciaio ha modellato.
Il Ponte Visconteo che vedi oggi fu costruito nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano. Era una sorta di diga fortificata lunga 650 metri, progettata per rendere impenetrabile il territorio attorno a Verona. Era connesso al Castello Scaligero e faceva parte di un sistema difensivo chiamato il Serraglio, la cui cinta muraria raggiungeva i 16 chilometri. Napoleone lo conobbe bene: il 30 maggio 1796 qui sconfisse gli austriaci in una battaglia che vide schierati 7 battaglioni e 15 squadroni nemici.
Nel 1954, nelle vicinanze del ponte di legno sul Mincio, furono girate alcune scene del film “Senso” di Luchino Visconti, il primo film a colori del regista milanese. Per quelle riprese, un ponte sul Mincio fu in parte demolito per riportarlo alle dimensioni ottocentesche, e dalla campagna circostante furono rimossi pali e fili elettrici. Il regista stabilì il suo quartier generale nella scuola elementare di Valeggio. Quelle colline che vedi intorno, in un’estate del dopoguerra, erano un set cinematografico.
C’è anche una leggenda che gira da secoli. Nell’antica torre rotonda del borgo si dice che sia ancora sepolta la spada di un cavaliere ucciso con l’inganno, e nelle notti di luna piena c’è chi giura di sentire inspiegabili lamenti. Credibile o no, è il tipo di storia che ci vuole quando si cammina tra mura medievali al calar della sera.
Poi c’è il tortellino. La leggenda del Nodo d’Amore racconta la storia di due giovani innamorati annegati nel Mincio, che avevano lasciato sulla riva un fazzoletto di seta dorata annodato a simbolo del loro legame eterno. Le donne del luogo hanno sempre voluto ricordarli tirando sottilmente una sfoglia di pasta fresca e annodandola come quel fazzoletto. Ogni anno, il terzo martedì di giugno, sul Ponte Visconteo si siede una tavolata di 3.300 persone, lunga più di un chilometro, e si mangiano tredici quintali di tortellini fatti a mano. È la Festa del Nodo d’Amore, ed è esattamente quello che sembra: una cena collettiva in un borgo medievale, sopra una diga del 1300, per ricordare due ragazzi innamorati.
Dove ho mangiato
La colazione l’abbiamo fatta al Caffè Visconti, un posto dall’atmosfera tutta sua. Non aggiungo altro: certi posti vanno vissuti senza aspettative.
Per pranzo abbiamo pedalato fino a Peschiera del Garda e abbiamo mangiato da Pasta Salame: tre primi eccellenti e un tagliere di affettati e formaggi come antipasto. Consigliatissimo, senza riserve.
Cosa ho visitato
Il borgo si gira a piedi senza fretta. Il Ponte Visconteo va camminato, non solo fotografato. I mulini ad acqua, alcuni dei quali ancora in funzione, meritano attenzione: sono stati costruiti a partire dal XIV secolo per sfruttare la corrente del Mincio, e sono rimasti in funzione fino all’inizio del Novecento.
A pochi chilometri c’è il Parco Giardino Sigurtà, uno dei giardini più celebrati d’Europa, con labirinto di siepi, lago delle ninfee e spettacoli stagionali che cambiano completamente l’esperienza a seconda del periodo. Tieni presente che gli animali domestici non sono ammessi.
Un consiglio pratico che vale la pena leggere
Noi siamo arrivati a Pasquetta e l’area sosta era al completo. Abbiamo ripiegato su un parcheggio a pagamento che alla fine ci è costato più dell’area sosta, senza avere i servizi. Se puoi, evita i giorni festivi. Se come noi non riesci sempre a gestire i tempi del relax, metti in conto questa variabile e parti per tempo.
Dal parcheggio, raggiungere la ciclabile è immediato. La strada per Peschiera è piatta, fiancheggia sempre il Mincio e non incrocia mai il traffico se non in due punti. Parti con qualcosa da bere, e goditi il silenzio.




