Voge DS800X Rally

Uomo accanto a una moto adventure gialla e nera in un prato con testo su prova su strada e test di 200km.

Buongiorno Mondo!

Oggi mi trovi in sella a una moto che sta facendo parecchio rumore nel segmento delle maxi enduro di media cilindrata: la Voge DS800X Rally. Un nome lungo, lo ammetto, ma che racchiude un carattere ben definito e una voglia matta di esplorare. Devo ringraziare Andrea e Giuliano di Bigai Moto di Gruaro per avermi messo a disposizione questo gioiellino con soli 44 km all’attivo in sostituzione alla mia moto in manutenzione (se vuoi sbirciare nel loro sito, questo è il link: https://bigaimoto.com/. È praticamente fresca di fabbrica, eppure ha già saputo lasciarmi un’ottima impressione!

Guarda qui la video recensione completa su YouTube: https://youtu.be/LO2jO_cQi_8

Uomo seduto su una moto da enduro gialla e nera in un prato verde durante una giornata di sole.

A primo impatto, non si può negare una certa ispirazione alla Yamaha Ténéré, ma la DS800X Rally ha saputo ritagliarsi una sua identità, specialmente con questa colorazione gialla e i cerchi oro che sono a dir poco spettacolari (molto soggettivo ovviamente). Un look da vera avventuriera che non passa inosservato.

Entriamo un po’ nel dettaglio, perché i numeri parlano chiaro e Voge non ha scherzato con questa moto.

Il cuore pulsante è un bicilindrico parallelo da 798 cc (KEL800), con distribuzione DOHC a 8 valvole e raffreddamento a liquido. Ti assicuro che la potenza non manca: ben 95,2 CV (70 kW) a 9.000 giri/min e una coppia massima di 81 Nm a 6.500 giri/min. Un motore elastico e reattivo, che nonostante l’olio del rodaggio si è comportato egregiamente, senza vuoti fastidiosi. Voge ha puntato forte su questo propulsore, dichiarandolo un proprio sviluppo, anche se qualcuno lo ha avvicinato al CP2 di Yamaha.

Per quanto riguarda i consumi, i dati ufficiali WMTC si attestano sui 5,2 l/100 km (circa 19 km/l). Con un serbatoio da ben 24 litri, l’autonomia è uno dei suoi punti di forza, ma ne parleremo meglio nelle conclusioni.

Il peso dichiarato a secco è di 213 kg. Alcune fonti riportano 204 kg a secco, ma poi saliamo a 213 kg con i fluidi, e circa 225 kg in ordine di marcia. A volte le schede tecniche sono un po’ ballerine, ma diciamo che siamo nell’intorno dei 210-213 kg a secco. Con il pieno di benzina e liquidi, si arriva tranquillamente intorno ai 230-235 kg, ma su strada, te lo garantisco, sembra una libellula.

L’altezza della sella è di 850 mm. Un valore tipico per le maxi enduro, ma la sella snella aiuta a gestire bene la moto anche per chi non è altissimo.

Il prezzo di listino in Italia è di 8.690€ IVA inclusa Franco Rivenditore, ma ora (marzo 2026) si trova in promozione a 8.290€. Con la messa in strada e le spese di immatricolazione, si parla di circa 300€ aggiuntivi si paga meno di 8.600€. Un prezzo decisamente aggressivo per quello che offre.

Salire sulla DS800X Rally è subito un piacere. La posizione di guida è comoda e l’ergonomia ben studiata (sono alto 1,86 metri), con un manubrio largo e pedane che consentono una buona postura anche in piedi.

Il motore è la vera sorpresa. Nonostante fosse quasi nuova e in rodaggio, si è dimostrato molto elastico e privo di vuoti. Ha una spinta lineare e una progressione che diventa quasi “adittiva” nella zona alta del contagiri. Ti permette di fare tutto, dalle tranquille passeggiate al giro più allegro, senza mai essere brusco. Certo, non ho potuto “tirarla” come avrei voluto, ma già così ha convinto.

Voge con questa moto entra a gamba tesa nel mondo dell’adventuring, e si posiziona come una valida competitor per moto del calibro di CFMoto 800 MT-X, KTM 790 Adventure, Yamaha Ténéré e Honda Transalp.

L’acceleratore a cavo, non essendo un Ride-by-Wire, presenta un leggerissimo effetto on-off. È appena percettibile e Voge è riuscita a gestirlo in modo esemplare, non risultando mai fastidioso.

Il comfort è elevato: manopole e sella riscaldate di serie sono una chicca che apprezzerai nei mesi più freddi. L’aerodinamica è ben studiata e, anche a velocità autostradali, non ho avvertito fastidiose turbolenze. Il cupolino è regolabile, anche se con l’uso di attrezzi, in due posizioni, così come il parafango anteriore e i riser al manubrio (avanzati o arretrati).

Il display TFT a colori verticale è una vera e propria torre di controllo. Cambia grafica tra le modalità Normal e Sport, ed è sempre chiaro e leggibile, anche quando si guida in piedi sulle pedane. Non mancano le prese USB/USB-C e un pratico traversino per il navigatore.

Visuale soggettiva di un motociclista che guida di notte su una strada con cruscotto digitale illuminato.
Esperienza di guida notturna in moto su una strada extraurbana con display digitale in primo piano.

La frizione idraulica è morbidissima, un piacere da azionare, anche se stacca un po’ tardi e richiede un minimo di abitudine. Il cambio è di una precisione chirurgica, con un “click” secco e gratificante ad ogni innesto.

Una chicca che mi ha colpito tantissimo sono i fari cornering: quando azioni la freccia, si accendono in automatico i faretti supplementari per illuminare l’interno curva. Un sistema efficace e che aumenta la sicurezza, specialmente di notte.

Nonostante i suoi 213 kg a secco, la moto è sorprendentemente agile e maneggevole. La ruota da 21″ all’anteriore si gestisce bene in curva e il peso si sente solo se la si dovesse alzare dopo una scivolata in off-road. La combinazione di ruote 21″/18″ e pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR la rende pronta per il vero divertimento, anche se non ho potuto testarla a fondo in questo frangente data la sua “giovane età”. Attenzione solo alla luce da terra su mulattiere molto impegnative.

Sul fronte ciclistico, Voge non ha badato a spese. Le sospensioni sono firmate Kayaba (KYB), completamente regolabili.

All’anteriore troviamo una forcella upside-down con steli da 43 mm. L’escursione è di 207 mm . È regolabile in precarico, compressione ed estensione, permettendoti di cucirtela addosso. Risponde in modo eccellente alle asperità dell’asfalto, mantenendo la moto stabile e precisa.

Al posteriore, un mono ammortizzatore Kayaba, anch’esso completamente regolabile (precarico ed estensione), con un comodo rinvio per la regolazione del precarico, utilissimo quando si viaggia carichi. 

La Voge DS800X Rally vanta una luce da terra di 220 mm, un sufficiente valore per l’off-road.

I freni sono i collaudati Nissin: all’anteriore un doppio disco da 310 mm con pinze radiali a 4 pistoncini, che offre una frenata potente, precisa e prevedibile. Il freno posteriore, con disco da 240 mm e pinza a singolo pistoncino, è efficace, ma a mio parere potrebbe avere un po’ più di mordente, anche disinserendo l’ABS. L’ABS è disinseribile, anche selettivamente (solo ruota posteriore o entrambe), il che è fondamentale per la guida in off-road.

Infine, una “chicca” è l’ammortizzatore di sterzo rotante. Fa egregiamente il suo lavoro, mantenendo la moto sempre stabile anche in curva o nelle frenate più decise.

Ammortizzatore di sterzo rotativo nero e oro montato centralmente sul manubrio di una moto da enduro.

Và citata anche la cash can all’anteriore con la possibilità di installare una SSD per registrare in loop.

Se dovessi tirare le somme e pensare a cosa potrei migliorare su questa moto, mi concentrerei su tre aspetti, come ho detto anche nel video:

1.  Cavalletto centrale: È una dotazione comodissima, ma in alcune manovre da fermo o nella guida in piedi in off-road, specie per chi come me ha il “piedone”, può risultare un po’ fastidioso. Se proprio si vuole mettere, magari andrebbe riprogettato per avere un ingombro minore in fase di guida.

2.  Ride-by-Wire con mappe off-road e cruise control: L’acceleratore a cavo è ben gestito, ma un Ride-by-Wire con mappe dedicate all’off-road e un cruise control renderebbero la guida ancora più confortevole e versatile, specialmente nei lunghi trasferimenti.

Motociclista su moto gialla percorre una strada asfaltata accanto a un campo arato sotto il sole velato.
Un suggestivo viaggio in solitaria tra i campi agricoli immersi in una luce mattutina nebbiosa.

3.  Cupolino regolabile senza attrezzi: La regolazione in due posizioni è utile, ma dover ricorrere agli attrezzi per farlo non è il massimo durante un viaggio. Una soluzione più pratica e rapida sarebbe apprezzata.

È chiaro che queste modifiche farebbero lievitare il prezzo, e la Voge DS800X Rally fa del suo posizionamento aggressivo uno dei suoi punti di forza.

In questi quattro giorni passati in sella alla Voge DS800X Rally, mi sono divertito un mondo. È una moto facilissima da guidare, con un’ottima ciclistica e un motore generoso. È una compagna ideale per chi cerca un’adventure di media cilindrata che non teme né l’asfalto né le strade bianche più impegnative. Con i cerchi da 21″ e 18″ puoi montare pneumatici aggressivi per il vero off-road, aprendoti a un mondo di esplorazione.

Parlando di autonomia, con un serbatoio da 24 litri e un consumo dichiarato di 5,2 l/100 km, possiamo calcolare un’autonomia stimata di:

Autonomia = (Capacità Serbatoio / Consumo) = (24 Litri / 5,2 Litri/100km) * 100 = 461,5 km

Un valore eccellente che ti permetterà di affrontare lunghi viaggi senza l’ansia del distributore, essenziale per un vero motoviaggiatore!

Il prezzo, aggressivo e competitivo, la rende un’opzione davvero interessante sul mercato. Come ho detto prima, con meno di 8.600€ chiavi in mano (prezzo promozionale attivo ora: marzo 2026), ti porti a casa una moto con una dotazione di serie invidiabile e un potenziale avventuroso non indifferente.

Quindi, non ti resta che una cosa da fare: andare a provarla!

In vespa da Roma a Saigon di Giorgio Bettinelli

Copertina del libro In Vespa di Giorgio Bettinelli: uno scooter carico di bagagli su una pista sabbiosa.

Ciao Mondo.

Ti è mai capitato di sentire il richiamo della strada prima ancora di aver acceso il motore? Quella strana, dolcissima urgenza che ti spinge a guardare oltre l’orizzonte, chiedendoti cosa ci sia dopo la prossima curva, oltre il confine, dove la mappa sfuma in territori che non hai mai osato calpestare? Se la risposta è sì, allora mettiti comodo, perché oggi voglio parlarti di un compagno di viaggio che non può mancare nella tua borsa da serbatoio o sul cruscotto del tuo camper: **”In Vespa” di Giorgio Bettinelli.**

Esistono libri che si leggono e libri che si vivono. L’opera di Bettinelli appartiene prepotentemente alla seconda categoria. Non è solo un diario di bordo; è un invito al viaggio puro, quello spogliato da ogni tecnicismo e sovrastruttura. La bellezza di questo racconto risiede proprio nella sua disarmante semplicità. La scrittura di Bettinelli è fluida, limpida, priva di quegli artifici letterari che spesso creano una distanza tra l’autore e il lettore. Al contrario, qui la parola si fa trasparente: leggendo, avrai la sensazione fisica di sederti sul sedile posteriore della sua Vespa, con il vento che ti sferza il viso e l’odore della miscela che impregna l’aria intorno a te.

La storia, se ci pensi, ha dell’incredibile e racchiude in sé l’essenza stessa dell’avventura casuale che cambia la vita. Immagina di trovarti in Indonesia, avvolto dal caldo umido dei tropici, e di ricevere in regalo una vecchia Vespa. Fino a quel momento, Giorgio non aveva mai guidato un veicolo a due ruote. Eppure, è proprio lì, tra i sentieri indonesiani, che avviene il suo “apprendistato scooteristico”. È un dettaglio che trovo meraviglioso: ci insegna che non serve essere esperti meccanici o piloti collaudati per abbracciare la libertà. Serve solo il coraggio di ingranare la prima marcia.

Da quel primo, incerto approccio nasce un’impresa epica: un viaggio da Roma a Saigon. Ventiquattromila chilometri. Dieci paesi da attraversare. Un’odissea su due ruote che Bettinelli trasforma in un mosaico di emozioni. Ogni capitolo è un universo a sé, una nazione diversa che si svela ai tuoi occhi con le sue contraddizioni. Ti ritroverai a percorrere strade in condizioni pietose, dove l’asfalto è un ricordo lontano e il fango sembra voler inghiottire le piccole ruote dello scooter. Attraverserai con lui terre tormentate da conflitti e guerriglie, percependone la tensione ma anche l’incredibile dignità dei popoli che le abitano.

Bettinelli possiede il raro dono di descrivere i luoghi e le persone in modo profondo, senza mai risultare pedante o noioso. La sua è una scrittura intraprendente, che non teme di mostrare l’Asia nella sua interezza: quella misera delle baraccopoli e quella opulenta dei palazzi, quella tragica della guerra e quella esilarante degli incontri fortuiti in qualche sperduta locanda di confine. Non c’è giudizio nelle sue parole, solo una curiosità insaziabile e un rispetto profondo per le persone.

Ma ciò che ti colpirà di più, ne sono certo, è il senso di sfrenata libertà che emana da ogni pagina. La Vespa non è solo un mezzo di trasporto; diventa un passaporto universale, un “grimaldello” che scardina le diffidenze e apre le porte delle case e dei cuori. Viaggiare a bassa velocità, con il ronzio costante del motore come colonna sonora, permette di cogliere dettagli che a bordo di un mezzo veloce andrebbero perduti: il profumo delle spezie in un mercato, il sorriso di un bambino lungo la strada, il mutare dei colori del cielo al tramonto sulle risaie.

“In Vespa” è un inno alla lentezza consapevole e alla scoperta genuina. Ti spinge a riflettere sulla filosofia del viaggio: non è importante la meta, né la velocità con cui la raggiungi, ma la qualità dello sguardo che posi sul mondo mentre lo attraversi. È un libro che parla di confini superati, non solo geografici ma soprattutto interiori.

Ti invito caldamente a lasciarti trasportare da Bettinelli in questa traversata leggendaria. Che tu sia un motociclista che macina chilometri ogni weekend o un sognatore che progetta il suo prossimo grande on the road, troverai in queste pagine linfa vitale per il tuo spirito vagabondo. Leggere questo libro significa riscoprire che il mondo, nonostante tutto, è ancora un posto immenso, terribile e magnifico, pronto a essere esplorato da chiunque abbia il cuore abbastanza leggero da seguirne il ritmo.

Proprio come facciamo noi qui su *unposticino.it*, Bettinelli ci ricorda che la vera avventura inizia dove finiscono le certezze e dove la strada smette di essere una linea su una mappa per diventare vita vissuta.

Prendi questo libro, mettiti in sella e lasciati portare lontano. Buon viaggio.

Lo trovi sicuramente nelle libreria (se non è disponibile puoi fartelo ordinare; editore Feltrinelli che è sempre una garanzia di approvvigionamento.

Disponibile su Amazon e su Audible (servizio di audio libri di Amazon non compreso con Prime)

Disponibile sulle solite conosciute librerie online… anche usato a meno di 5 euro.

Una passeggiata nei Boschi

Copertina del libro 'Una Passeggiata nei Boschi' di Bill Bryson con un orso bruno in doppia esposizione con montagne innevate e foresta.

un libro di Bill Bryson

Ciao Mondo,

devi assolutamente leggere quello che sto per scriverti perché ho per le mani un libro che, credimi, sembra scritto apposta per chi ama la natura. Si chiama “Una passeggiata nei boschi” di Bill Bryson e, guarda, è un viaggio incredibile che ti farà venire voglia di preparare lo zaino e partire domattina stessa.

Immagina questo signore che, un po’ per follia e un po’ per sfida, decide di percorrere l’Appalachian Trail, un sentiero infinito che attraversa gli Stati Uniti tra foreste selvagge e montagne. Ti piacerà un sacco perché non è il solito racconto eroico o pretenzioso; Bryson è uno di noi, uno che fatica, che inciampa e che ammette quanto possa essere dannatamente monotono camminare per giorni sotto la pioggia vedendo solo alberi. Però, ascolta questa parte: lui non và da solo, ma convince un suo vecchio amico, Katz, che è un personaggio assurdo. Insieme sono una coppia comica nata: tra incontri con orsi immaginari e scorte di cibo discutibili, ti regaleranno delle scene che ti faranno fare delle grasse risate, di quelle che devi chiudere il libro un momento per riprendere fiato.

La cosa bella è che l’autore riesce a farti vedere i posti come se fossi lì con lui. Le descrizioni sono vivissime, senti quasi l’odore del bosco e il peso degli scarponi, ma tutto è condito da un’ironia tagliente che non ti abbandona mai. Incontra dei personaggi lungo il percorso che sono delle vere chicche umane, tipi bizzarri che rendono tutto ancora più vivo e divertente.

È il classico libro da leggere tutto d’un fiato, un compagno di viaggio perfetto. Se mai dovessi decidCiao Mondo,

devi assolutamente ascoltare quello che sto per dirti perché ho per le mani un libro che, credimi, sembra scritto apposta per te. Si chiama “Una passeggiata nei boschi” di Bill Bryson e, guarda, è un viaggio incredibile che ti farà venire voglia di preparare lo zaino e partire domattina stessa.

Immagina questo signore che, un po’ per follia e un po’ per sfida, decide di percorrere l’Appalachian Trail, un sentiero infinito che attraversa gli Stati Uniti tra foreste selvagge e montagne. Ti piacerebbe un sacco perché non è il solito racconto eroico o pretenzioso; Bryson è uno di noi, uno che fatica, che inciampa e che ammette quanto possa essere dannatamente monotono camminare per giorni sotto la pioggia vedendo solo alberi. Però, ascolta questa parte: lui non parte da solo, ma convince un suo vecchio amico, Katz, che è un personaggio assurdo. Insieme sono una coppia comica nata: tra incontri con orsi immaginari e scorte di cibo discutibili, ti regaleranno delle scene che ti faranno fare delle grasse risate, di quelle che devi chiudere il libro un momento per riprendere fiato.

La cosa bella è che l’autore riesce a farti vedere i posti come se fossi lì con lui. Le descrizioni sono vivissime, senti quasi l’odore del bosco e il peso degli scarponi, ma tutto è condito da un’ironia tagliente che non ti abbandona mai. Incontra dei personaggi lungo il percorso che sono delle vere chicche umane, tipi bizzarri che rendono tutto ancora più vivo e divertente.

È il classico libro da leggere tutto d’un fiato, un compagno di viaggio perfetto. Se mai dovessi decidere di farti una notte in campeggio sotto le stelle, portalo con te: leggerlo fuori da una tenda, nel silenzio della natura, rende tutto ancora più magico. Fidati di me, Mondo, inizialo stasera e poi fammi sapere quanto hai riso!ere di farti una notte in campeggio sotto le stelle, portalo con te: leggerlo fuori da una tenda, nel silenzio della natura, rende tutto ancora più magico. Fidati di me, Mondo, inizialo stasera e poi fammi sapere quanto hai riso!

Lo trovi anche su Audible o in quasi tutte le librerie online o fisiche.

Il prezzo a Gennaio 26 si aggira sui 13€, ma non dimenticare che esiste l’usato (ne ho trovato uno a 8€)

Kawasaky Versys 650 dopo 40.000km

Kawasaky Versys 650

Buongiorno Mondo,

Oggi voglio raccontarti della mia incredibile esperienza con la Kawasaky Versys 650 del 2019, dopo aver percorso 40.000 chilometri (non sono tanti, ma neanche pochi). Ho affrontato ogni tipo di terreno immaginabile, dall’asfalto liscio alle strade sterrate, passando per ghiaia e superfici scivolose. L’ho portata anche nella sabbia. Ho guidato sotto la pioggia battente, attraversato nevicate, sfidato venti fortissimi, nebbie da paura e superato tappone spaccaossa (la piu’ lunga da oltre 1000km con tre soste da mezz’ora l’una).

Sempre mantenuta al massimo delle sue prestazioni, con tagliandi effettuati regolarmente, accurata pulizia e lubrificazione della catena, oltre a tutte le altre manutenzioni necessarie per garantire che mi accompagnasse e mi accompagni in ogni esplorazione con il massimo della sicurezza e affidabilità. Unica manutenzione straordinaria di cui ha avuto bisogno, è stato il cambio del cavo frizione perché era diventato un po’ duretto e ho dovuto far revisionare la pompa del freno anteriore. Oltre a questo, tagliandi, regolazione gioco valvole come da programma, 2 cambi trasmissione e 2 treni gomme (3 se contiamo quelle di primo equipaggiamento)

Kawasaky Versys 650
kawasaky versys 650 montenegro

Ho apportato pochissimi aggiornamenti, ma necessari alle mie esigenze: ho aggiunto il cavalletto centrale per la manutenzione della catena in viaggio, una griglia parasassi al radiatore, l’attacco per la borsa da serbatoio, portapacchi e attacco per bauletto. Ultimamente ho aggiunto le manopole riscaldate, accessorio che non ritenevo necessario avendo guanti invernali riscaldati, ma due occasioni sotto la pioggia estiva , una in Piemonte e una in Bosnia, mi hanno fatto ricredere….. le manopole riscaldate sono utili anche e soprattutto in estate e nelle mezze stagioni… ma questo è un altro capitolo della storia!

Come mi sono trovato con questa avventuriera? Direi bene, senza ombra di dubbio.

Kawasaky Versys 650 tourer plus
kawsaky e tenda

Affidabile e facile da usare, molto ben bilanciata nel peso, offre una potenza modesta che risulta comunque più che adeguata, evitando la sensazione di desiderare ulteriori cavalli. Questo è un aspetto cruciale che mi impedisce di trovare una valida sostituta, e, ad essere sincero, non sto nemmeno cercando di trovarne una.

Vibrazioni si, ci sono, mai invasive, però sempre presenti…. Sella comoda ma non troppo… sicuramente migliorabile. Le sospensioni lavorano veramente bene, sia all’anteriore che al posteriore. Ci ho messo un pò a cucirmele addosso (anteriore regolabile, posteriore solo al precarico)… ma poi non ho avuto mai la sensazione di ondeggiamento, di spostamento strano di masse o di incertezza in inserimento, percorrenza e uscita di curva.

Caricata come un mulo, mi ha permesso di vivere tantissime avventure in questi anni…. considera che ha trascorso con me gli anni di restrizione 2020-2022.. altrimenti i kilometri sarebbero molti, molti di piu’.

Anche in assetto da viaggio, e io viaggio con tutte le comodità appresso, non si scompone mai… mai un’esitazione.

Versys sulla neve
kawasaky versys 650 monte zoncolan

In Montenegro mi sono trovato ad affrontare un vero e proprio guado in città durante un’alluvione… la moto è stata sommersa fino quasi alla sella…. ma mi ha portato fuori… a riprova che i cavalli che ha nel motore bastano e avanzano per avventurarsi nel mondo. Ecco, a proposito, un problema che ho avuto è che con quella immersione, mi si è bruciato il sensore contamarce… ma non lo conto come difetto perchè la moto è comunque operativa e non dà nessun tipo di problema.

Fortunatamente non mi è ancora mai successo di aver bisogno di pezzi di ricambio, quindi non ti so dire se sono facili o meno da reperire, soprattutto fuori dall’Europa. In realtà non l’ho ancora mai portata fuori dall’Europa (geografica).

Cosa non mi è piaciuto? Ti sembrerà assurdo… ma è proprio la sua affidabilità. Mai una scodata, mai un’esitazione sulla frenata, mai un movimento scomposto… mai un’incertezza nell’accensione o qualsiasi altra cosa. Direi noiosa da quanto si comporta bene.

kawasaky tempesta in arrivo
kawasaky tempesta in arrivo

Una moto veramente emozionante è stata la Guzzi Breva 1100 ad esempio…. quella si era un’incognita ad ogni uscita, ogni scalata, ogni staccata… ma se ti interessano racconti di quella moto…. fammelo sapere.

La Kawa no, non è votata all’emozionare. E’ una compagna affidabile. E’ quella cosa che ti lascia lo spazio per te stesso… per goderti il paesaggio, il viaggio. Non devi pensare a lei, e lei che pensa a te! Sai che quando hai bisogno, lei è li, sempre pronta… dai 45 gradi ai -15, dal sole alla pioggia, dal mare alla montagna…. non si lamenta mai e ti perdona quando sbagli, quando osi troppo. Asfalto, polvere, sassi… lei và… carica come un mulo greco…. non si ferma mai!

Pneumatici Dunlop Mutant… trasmissione DID…. e Vaiana (questo è il nome che mia figlia a dato alla mia Versys) è pronta per qualsiasi terreno.

Ha l’anteriore da 17, ma lei non lo sa… ed io di certo non vado a dirglielo. Si crede una maxi enduro….

kawasaky sassaia
La versys nel greto del fiume

Ci sono moto migliori? Ovvio! Ci sono moto con piu’ cavalli, piu’ leggere, con il 19 all’anteriore…. Se parli con 100 persone, avrai 100 moto migliori al mondo! Ma io no, non mi affeziono ne al marchio ne al modello…. semplicemente in questo momento questa è la moto giusta per le mie esigenze…. come lo era il CBR, il Ninja, la Breva, il Caballero, la Royal e tutte le altre moto che mi hanno accompagnato in posti meravigliosi. Addiritura il Downtown ha avuto il suo giusto periodo nella mia vita…. e chissà… domani potrebbe essere il momento del Ciao.

Quando parli al bar di moto…. ascolta ma non assimilare. Non assimilare l’idea che se non hai almeno 120cv non ti diverti (prova una motard 500 2t)… non assimilare l’idea che se non hai una moto da 250kg non puoi viaggiare (Itchy Boots sta viaggiando in lungo e largo nel mondo con moto leggere da 25 cv… i tuoi amici esperti da bar… neanche sanno dove si trovano quei posti… o cosa significa imbarcare la moto in una zattera). Quando ti dicono di capire prima cosa vuoi dalla moto e poi decidere…. ricordati che Simone (Stepsover) ha attraversato il deserto in sella ad un CBR!

Pranzo con kawasaky
Pranzo con kawasaky

Non esiste la moto perfetta… esiste la moto giusta per quel determinato momento!

Ciao Mondo!!!

Se hai domande in merito a questa moto, contattami pure, e appena possibile ti risponderò volentieri!

Kawasaky a Limone del Garda
Kawasaky a Limone del Garda
kawasaky versys nel bosco
Nel bosco con la versys 650
Versys nel Tagliamento
kawasaky versys in riva al Talgiamento

Charge Around the Globe la serie TV

change around the globe locandina

Ehi Mondo,

Ho appena finito di guardare i primi episodi di questa docuserie su Prime Video, “Charge Around the Globe”. 

Ispirata dalle aventure di Aloha Wonderwell, che per prima ha fatto il giro del mondo in auto nel 1922, Lexie lancia una sfida: 6 continenti in 90 giorni con un’auto elettrica

Cominciamo col dire che la protagonista, Lexie Limitless, youtuber che a 21 anni ha già viaggiato in tutto il mondo, è una ragazza davvero simpatica e solare. Si vede che ha una passione genuina per i viaggi e che affronta le sfide con un ottimismo contagioso. La sua storia è sicuramente ispirante, soprattutto per chi sogna di esplorare il mondo.

Tuttavia, ho notato alcune cose che mi hanno lasciato un po’ perplesso. Innanzitutto, è evidente che la serie sia fortemente sponsorizzata da Ford. Non c’è dubbio che vogliano promuovere l’uso dei veicoli elettrici, ma a volte sembra che questo scopo prevarichi la narrazione stessa.

Ho apprezzato molto le riprese, sono ben fatte e ci permettono di immergerci nell’avventura di Lexie. Però, a tratti ho trovato il tutto un po’ troppo “patinato”. Manca un po’ di quel tocco di autenticità che ti fa sentire davvero parte del viaggio. Ben inteso: le riprese sono tecnicamente impeccabili, innegabilmente ben fatte, ma manca quel qualcosa in più per emozionarmi davvero. Manca forse un tocco più personale, un’angolazione più inusuale che mi facesse sentire parte del viaggio

Un altro punto che mi ha fatto riflettere è la facilità con cui vengono superate alcune delle sfide legate alla mobilità elettrica. Capisco che si tratti di una serie promozionale, ma mi sarei aspettato di vedere qualche difficoltà in più, qualche situazione che mettesse alla prova la tecnologia e l’organizzazione del viaggio.

Detto questo, la serie si lascia guardare con piacere. I dialoghi sono scorrevoli e la narrazione è ben strutturata. Inoltre, la possibilità di scegliere tra l’audio originale e la versione doppiata in italiano con la voce originale di Lexi in sottofondo è un valore aggiunto.

In conclusione, “Charge Around the Globe” è una serie che ti consiglio di vedere se sei interessato ai viaggi, e alle sfide personali. Non è un documentario che ti rivoluzionerà la vita, ma ti offre un paio d’ore di svago.

Io sono curioso di vedere come si svilupperà la storia nelle prossime puntate. Magari mi sorprenderanno e mi faranno cambiare idea su alcuni aspetti.

E tu, Mondo, l’hai già vista? Cosa ne pensi?

Fammi sapere!

A presto

Qui trovi il canale youtube di Lexi, da non perdere! https://www.youtube.com/@LexieLimitless

Sulla strada giusta

Uomo su strada deserta, braccio alzato, guarda un oggetto in aria. Titolo libro: "Sulla Strada Giusta" di Francesco Grandis.

Buongiorno Mondo

ti parlo di un libro che, anche se non è una guida di viaggio con le foto dei panorami mozzafiato, è profondamente in linea con lo spirito di unposticino.it e di tutti noi che cerchiamo la nostra strada, che sia in moto, camper, bici o, appunto, nella vita.

Parlo di “Sulla strada giusta” di Francesco Grandis, pubblicato nel 2020. Mettiti comodo, perché non è il solito memoir da zaino in spalla, ma qualcosa di molto più intimo e, credimi, necessario.

Non è un Viaggio, è IL Viaggio

Scordati gli itinerari esotici e i consigli su dove dormire in tenda. Grandis non ti porta a fare il giro del mondo in moto, ma ti invita a seguirlo nel suo viaggio interiore, quello più difficile e importante di tutti.

Questo libro è un saggio autobiografico, una chiacchierata sincera sulle scelte che ci cambiano la vita. È la storia di come l’autore ha cercato e, a quanto pare, trovato un equilibrio tra quello che amava fare e la necessità di “campare”. La bellezza è che non è la solita storia di chi “molla tutto e va a fare il surf in Australia” in modo impulsivo. Francesco ci racconta come ha trovato una strada alternativa, un modo per conciliare vita e lavoro con intelligenza, senza fare il botto.

L’Onestà di un Viaggiatore Interiore

Il protagonista, ovviamente, è Grandis stesso. Ma il suo percorso non è fatto di chilometri e vette conquistate, è un arco narrativo interiore pazzesco. Si mette a nudo, ti racconta le sue crisi e le sfide che lo hanno costretto a ripensare tutto. Non è un supereroe, ma uno di noi che, con l’autoanalisi e una bella dose di determinazione, è riuscito a ridefinire cosa significa davvero avere successo e, soprattutto, essere felici.

Ti assicuro che la sua scrittura è come una di quelle chiacchierate che fai al tramonto, magari dopo una giornata passata a macinare chilometri. È diretta, accessibile, senza fronzoli. Non si perde in descrizioni di paesaggi (i veri panorami qui sono i suoi stati d’animo e i dilemmi che affrontava), ma usa un ritmo cadenzato, che ti invita a fermarti e riflettere. La sua prosa è completamente al servizio dell’introspezione: ti sentirai coinvolto a livello emotivo e intellettuale.

Il Focus: La Scelta è la Destinazione

Il cuore del libro è proprio questo: il viaggio come metafora di trasformazione. Non si tratta di esplorare terre lontane per l’avventura fine a sé stessa, ma di scavare dentro di te per ridefinire il tuo posto nel mondo e, in particolare, il rapporto con il lavoro.

Il vero paesaggio che esplori leggendo è la psiche dell’autore. Grandis analizza a fondo il concetto di “scelta”, quel coraggio di cercare un’autonomia vera e propria, dimostrando che è possibile costruire un’alternativa realistica alle pressioni sociali che spesso ci dicono cosa dovremmo fare.

Il mio pensiero (e il Tuo Invito)

“Sulla strada giusta” è un libro fresco e, a mio avviso, necessario. Il suo grande punto di forza è proprio la sua unicità: non ti propone mete esotiche, ma una riflessione profonda sulla tua vita.

È un’indagine sincera che ti stimolerà a interrogarti sulla tua “strada giusta”. Non ti darà soluzioni magiche, ma ti fornirà un esempio concreto di come si può superare l’insoddisfazione senza dover per forza “mollare tutto” in preda a un raptus.

Se cerchi ispirazione per ripensare la tua vita, il tuo lavoro, e se sei stanco dei soliti cliché di viaggio-fuga, questo è un titolo che devi assolutamente mettere nella tua lista.

È un invito potente: esplora il tuo mondo interiore, perché è lì che troverai la tua personale “strada giusta”.

Qualche dritta

Disponibile come audiolibro su audible e acquistabile onine in molte piattaforme e librerie; copia e incolla questa ricerca: Sulla strada giusta Francesco Grandis acquisto

il prezzo è di circa 11€, si trova anche usato a 7-8€ ad esempio su Libraccio.it

Night Cat 2 Posti Pro: La Tenda che Non Teme la Transilvania (E Si Monta Asciutta)

La tenda Night Cat 2 Pro verde, illuminata internamente, montata di notte in un campeggio con un'altra tenda nera sullo sfondo.

Ciao Mondo!

Se hai mai pianificato un viaggio epico, di quelli che prevedono lunghe ore in sella o in cammino, sai che l’attrezzatura giusta non è un optional, ma la chiave tra l’avventura e la disperazione. Voglio parlarti di un pezzo che ho messo alla prova duramente: la tenda Night Cat 2 posti Pro. L’ho usata nel mio viaggio in moto verso la Transilvania, e fidati, non mi ha tradito.

Breve Nota sul Brand Night Cat

Prima di addentrarci nei dettagli, è utile sapere che Night Cat è un brand relativamente giovane e molto focalizzato sull’attrezzatura da outdoor e camping ultraleggera e portatile. Si è fatto conoscere sul mercato (soprattutto online) proponendo tende con un ottimo rapporto qualità-prezzo, spesso dotate di soluzioni di montaggio rapido o ultraleggere, puntando in modo particolare sull’affidabilità in condizioni meteo avverse, un aspetto che, come vedremo, è pienamente confermato da questo modello Pro.


La Tenda Night Cat 2 Posti Pro: Prestazioni Senza Compromessi

Quando sei in viaggio, ogni grammo e ogni centimetro contano. La Night Cat Pro si presenta bene fin da subito.

Una tenda da campeggio Night Cat verde scuro è montata in primo piano su un terreno erboso, con un gruppo di motociclette parcheggiate sotto degli alberi sullo sfondo.
Il campo è pronto: La tenda Night Cat 2 Pro offre riparo dopo una giornata di viaggio in moto.

Punti di Forza (Quello che Funziona Davvero)

Prima di tutto, è compatta da chiusa e molto leggera. Questo è fondamentale sia per chi fa bikepacking sia per chi carica lo zaino. Non ti ritroverai a lottare con la borsa della tenda per ore.

Ma la vera eccellenza si vede sotto pressione:

  • Montaggio Anti-Pioggia: Il Vantaggio del Telo Esterno: Questo è un dettaglio tecnico che fa la differenza. A differenza della maggior parte delle tende, la Night Cat Pro è progettata con la paleria esterna e il telo esterno e la zanzariera interna sono già collegati tra loro. Questo significa che quando monti la tenda sotto la pioggia, l’interno non si bagna! Il telo esterno viene tirato su per primo e protegge subito l’abitacolo. È un enorme sollievo.
  • Resistenza Totale: Ha tenuto benissimo la pioggia battente. In certe notti di tempesta, sapevo che il riparo era garantito. Non solo: la struttura, grazie alla paleria resistente, ha resistito a venti abbastanza importanti. È una tenda che ti fa dormire sereno.
  • Facilità d’Uso: È facile da montare, il che è un sollievo dopo una giornata intensa. E i picchetti in alluminio? Hanno fatto il loro dovere, piantandosi bene anche in quel terreno sassoso che ti fa disperare.
  • Abitabilità Intelligente: L’interno è molto spazioso per una due posti. Ma il vero colpo di genio sono i due absidi, che sono molto grandi. Questo spazio è vitale: ti permette di cucinare qualcosa al riparo dalla pioggia e, soprattutto, di lasciare fuori, ma protetti, gli stivali infangati, le borse e l’attrezzatura ingombrante. Mantiene la zona notte pulita e asciutta.

Il Lato Negativo (Quello che Manca)

Se c’è una cosa che mi ha dato fastidio è un dettaglio di comodità: mancano delle tasche interne per stivare oggetti personali. Devi trovare un modo per tenere telefono, torcia o occhiali a portata di mano. Su un modello Pro, onestamente, è una piccola caduta di stile organizzativa.

Interno tenda Night Cat 3 pro
L’ufficio è chiuso. 😉 Dopo una giornata in viaggio (moto, bici o kayak che sia), questo è il mio #Posticino preferito. Zanzariera anti-ospiti e base pronta per il materassino: il riposo del guerriero nomade.

Il Giudizio Finale

La Night Cat 2 posti Pro è la tenda giusta se cerchi un equilibrio perfetto tra trasportabilità e performance sotto stress. Grazie al montaggio che protegge immediatamente l’interno, è l’ideale per chi, come me, affronta viaggi dinamici dove l’affidabilità contro gli elementi non è negoziabile. Ti dà la sicurezza di un riparo solido, gestibile con rapidità, rendendo il difetto delle tasche facilmente perdonabile.

Link produttore: https://nightcat.com/

Beta Alp 4.0: La Guida Completa per Iniziare le Tue AvventureBeta Alp 4.0: La Piccola Esploratrice che Ti Sorprende!

Beta Alp 4.0: La Moto Perfetta per Iniziare (e non solo) tra Strade e Sentieri

Ciao Mondo!

oggi ti parlo di una moto che mi ha sorpreso più di quanto mi aspettassi: la Beta Alp 4.0. Ho avuto modo di provarla finalmente, dopo averla vista a EICMA due anni fa, e devo dirti che questa “piccolina” mi ha davvero convinto. Nonostante i suoi soli 27 cavalli, ha dimostrato di essere molto più di una semplice “motocicletta da passeggio”.

Trovi qui la video recensione completa: https://youtu.be/mdCK7g8OXoo

Una Scout che ti fa Sorridere

La Beta Alp 4.0 è una moto che fa dell’agilità e della leggerezza i suoi punti di forza. Pensala come la tua compagna perfetta per esplorare sentieri nascosti, boschi e prati, senza troppe pretese, ma con un pizzico di pepe che ti fa sorridere. Leggera, maneggevole, e sì, molto divertente da guidare.

Quella che inizialmente pensavo sarebbe stata una moto “lenta”, si è rivelata piuttosto pronta. Nonostante i suoi 27 cavalli, la Alp 4.0 offre prestazioni brillanti che sorprendono, soprattutto per la sua categoria. Adatta sia a chi cerca un mezzo da utilizzare in mezzo alla natura che a chi ha bisogno di una moto agile per spostamenti più brevi.

Caratteristiche Tecniche e Sensazioni

Partiamo da ciò che salta subito agli occhi: il blocchetto, un po’ diverso da quello che potresti aspettarti. Ma subito dopo ci si accorge che questa moto è un gioiellino. Parliamo di una ruota anteriore da 21 pollici e una posteriore da 18, caratteristiche ideali per un’ottima stabilità, soprattutto su terreni più irregolari. E poi la forcella a steli tradizionali, che regala una certa sensazione di “solidezze” che in moto da enduro non guasta mai.

Le vibrazioni sono ovviamente presenti, come è normale per un monocilindrico, ma non sono affatto fastidiose. È una moto che, nonostante le vibrazioni, riesce comunque a mantenere un buon confort di guida, a patto che tu non stia cercando la comodità di una moto da turismo.

Un Cinghiale Leggero

Ciò che più colpisce, però, è la sua leggerezza. La Beta Alp 4.0 sembra quasi galleggiare sopra il terreno, tanto che se non stai attento, ti troverai a pensare di avere tra le mani una moto ben più potente e grande di quella che stai effettivamente guidando. Può sembrare piccola, ma la stabilità è sorprendente. Le asperità del terreno, sì, le senti tutte, ma la moto rimane agile e controllabile. Soprattutto quando vai a prendere le curve, l’Alp ti lascia fare il bello e il cattivo tempo.

Ideale per Brevi Esplorazioni

Ora, è chiaro che non si tratta di una moto per lunghe distanze o viaggi impegnativi. Se sei alto 1,86 m come me, la triangolazione della sella è buona, ma la moto è comunque piuttosto stretta e piccola e la guida in piedi è praticamente impossibile. L’idea di fare lunghe traversate in due potrebbe risultare poco comoda, e se hai bisogno di più prestazioni in salita o con carico extra, ti consiglio di guardare altrove. Però, per piccole escursioni o per essere caricato su un camper per il weekend, beh, è la moto che ti serve.

La Guida: Semplice e Gratificante

In sella alla Beta Alp 4.0, la guida è intuitiva e, a dir poco, divertente. Ti fa sentire in totale controllo, e nonostante la sua leggerezza, la moto frena molto bene e non affonda mai eccessivamente in frenata. Insomma, se sei alla ricerca di una moto agile, divertente e facile da gestire, non posso che consigliarla.

Il Display TFT: Piccolo ma Completo

Anche se il display TFT è piccolo, è abbastanza per darti tutte le informazioni che ti servono: giri motore, velocità, marcia ingranata, temperatura e livello carburante. Ogni dato è ben visibile e facile da consultare mentre guidi. Il che è sempre un punto a favore quando si esplora in mezzo alla natura!

Prezzo e Conclusioni

La Beta Alp 4.0 è una moto che costa intorno ai 5.000 euro e, per il prezzo che ha, offre una fantastica esperienza di guida. È leggera, maneggevole e ti permette di esplorare senza pensieri. Se stai cercando una moto da portare in giro con il camper, da usare per brevi escursioni o per divertirti nel fuoristrada leggero, non puoi davvero sbagliare.

Se questa descrizione ti ha incuriosito, ti consiglio vivamente di fare un giro di prova: vedrai che ti divertirai!

Alla prossima, Mondo!

Voge Valico 900 DSX: maxienduro adventure da viaggio con motore BMW

Voge Valico 900 DSX: l’endurona che unisce stile, potenza e comfort

Ciao Mondo!
Oggi voglio portarti con me alla scoperta di una moto che ha tutte le carte in regola per diventare la compagna ideale dei tuoi viaggi: la Voge Valico 900 DSX. Se cerchi un equilibrio tra sportività e comodità da turismo, questa moto potrebbe davvero sorprenderti. È una di quelle che ti fa venire voglia di girare la chiave e partire, senza troppe esitazioni.

Guarda il video completo qui: https://youtu.be/IYwsMrrQW4g

Un design che ti conquista al primo sguardo

Ammettilo: l’occhio vuole la sua parte, e la Valico 900 DSX su questo fronte non sbaglia un colpo. Linee moderne, carenature muscolose e una presenza scenica che non passa inosservata. Ma dietro al fascino estetico c’è sostanza: sotto il serbatoio batte un motore bicilindrico di derivazione BMW, capace di sprigionare 95 cavalli. Una potenza generosa, ma mai ingestibile, pensata per farti godere la strada senza stressarti.

Una posizione di guida che sa di sport-touring

Salire in sella è già un piccolo piacere. La postura è leggermente caricata in avanti, quanto basta per sentirti protagonista della strada senza sacrificare troppo il comfort. Nelle curve la moto è agile e reattiva, trasmette sicurezza e ti invoglia a osare un po’ di più. Le sospensioni lavorano bene: le buche e le irregolarità del fondo vengono assorbite con efficacia, e questo significa meno fastidi e più voglia di macinare chilometri.

Il cuore della moto: un motore che convince

Qui Voge ha fatto centro. L’erogazione è fluida, corposa, mai brusca. Ti permette di divertirti quando vuoi aprire il gas, ma allo stesso tempo ti accompagna con dolcezza nei viaggi lunghi. A bordo trovi anche il quickshifter, che ti consente cambi marcia rapidi e precisi. È un po’ più rigido rispetto ad altri sistemi, ma svolge il suo compito senza incertezze.

Freni e display: controllo totale

Un’altra nota positiva è l’impianto frenante: modulabile, potente e pronto a trasmetterti fiducia in ogni situazione. Davanti ai tuoi occhi c’è un display TFT completo e leggibile, che non si limita a mostrarti le classiche informazioni, ma aggiunge chicche come la pressione degli pneumatici. Tutto quello che ti serve, sempre a portata di sguardo.

Comfort e dettagli tecnologici

La sella è un po’ rigida, ma nel complesso la comodità non manca: la triangolazione manubrio–pedane–sella è studiato bene, con una postura naturale che non affatica. Le leve regolabili permettono di adattare la moto alle tue mani, e il sistema keyless è quella comodità che non sapevi di desiderare… finché non inizi a usarlo.

A chi si rivolge?

La Valico 900 DSX è la moto giusta per chi ama viaggiare con un’anima sportiva. Se preferisci una guida molto eretta, forse non è il tuo terreno ideale. Ma se ti piace sentire la moto “viva” sotto di te e avere sempre la sensazione di essere parte della strada, allora questa Voge saprà conquistarti.

Conclusioni

In definitiva, la Voge Valico 900 DSX è una moto completa, curata nei dettagli e pronta a sorprendere anche i motociclisti più esigenti. Eleganza, prestazioni e comfort si fondono in un pacchetto che, considerando dotazioni e qualità generale, rappresenta una proposta davvero interessante.

Se vuoi una compagna di viaggio capace di unire emozione e praticità, merita assolutamente una prova su strada. E chissà… potrebbe diventare la tua prossima moto.

Dati Tecnici della Voge Valico 900 DSX

Motore:

  • Tipo: Bicilindrico 4 Tempi
  • Marca: VOGE
  • Raffreddamento: Liquido
  • Cilindrata: 895 cc
  • Potenza Max: 70 kW (95,2 CV) a 8.250 giri/min
  • Distribuzione: Doppio albero a camme in testa (DOHC) – 4 valvole
  • Cambio: 6 marce

Ciclistica:

  • Telaio: Tubi di acciaio alto resistenziale
  • Sospensione Anteriore: Forcella KAYABA upside-down regolabile in precarico e idraulica
  • Sospensione Posteriore: Ammortizzatore singolo regolabile in precarico e idraulico
  • Freni: BREMBO con ABS a doppio canale
    • Ant. doppio disco ø 305 mm
    • Post. disco ø 265 mm
  • Pneumatici: Tubeless
    • Ant. 90/90 – 21
    • Post. 150/70 – R17

Dimensioni:

  • Dimensioni: 2.325×940×1.420 mm
  • Interasse a carico: 1.580 mm
  • Altezza Sella: 825 mm
  • Massa a vuoto: 218 kg
  • Serbatoio Carburante: 17 litri

Prestazioni:

  • Velocità Max: 210 km/h
  • Consumo: 20 km/l

Link diretto al sito Voge: https://vogeitaly.it/valico-900dsx/

Sul sentiero della frittella di banane di Martino Buran

Copertina del libro "Sul sentiero della frittella di banane" di Martino Buran. L'immagine mostra il profilo di una testa umana, all'interno della quale è rappresentato un paesaggio con un sentiero di banane che serpeggia attraverso campi verdi, palme, una casetta e un tramonto con montagne sullo sfondo.

Apro il libro e mi trovo subito una dedica che mi emoziona: “A Omar, da viaggiatore a viaggiatore, buona ricerca. Con affetto e gratitudine, Martino”.

La prima parte del libro è introspettiva e un po’ triste, ma poi l’autore arriva a Bangkok e il libro prende una svolta. Si percepisce subito la gioia dell’autore nell’essere in viaggio, non solo con il corpo, ma soprattutto con lo spirito e la mente.

Descrive molto bene le situazioni in cui si trova e le sensazioni che prova. I cambi di umore e della percezione del presente sono espressi in parole in modo così chiaro e tangibile da trasportarti con lui in quel preciso momento. È capace di catturare talmente in profondità l’attenzione da azzerare i rumori e gli odori che ti circondano mentre leggi.

Un libro da divorare! Non è una guida turistica, ma una vera fonte di ispirazione: un modo fresco, giovane e autentico di vivere il viaggio. Ed è proprio questa la parola chiave: viaggio. Perché un viaggio non è una vacanza. Sono due modi completamente diversi di approcciarsi a un luogo. Nessuno dei due è giusto per tutti, ma solo per chi li vive in prima persona.

Un viaggio introspettivo alla scoperta della parte più intima dell’io. Non amo i libri introspettivi, ma questa volta Martino ha fatto centro sulla mia anima. Una sincerità disarmante, una capacità di coinvolgermi, di trasportarmi direttamente nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti, nel suo mondo interiore, che in pochissimi libri così personali ho trovato.

Mi sento molto in sintonia con Martino quando condivide il suo punto di vista sulle scelte di vita che ciascuno di noi compie, spesso dando priorità a cose sbagliate. I consigli che offre, in modo discreto, sono particolarmente preziosi per i lettori più giovani, ma non solo: rappresentano spunti di riflessione utili a tutte le età.

Quando arriva in Cambogia, la descrizione che ne fa e la rievocazione della storia cambogiana riflettono perfettamente il mio pensiero, e quello di molti, sul non senso della violenza e la rabbia per i crimini e i criminali impuniti.

Se non hai letto il libro o visto il film “Into the Wild”, attento all’enorme spoiler che scappa a Martino in questo libro. Semmai, leggi prima “Into the Wild”.

Più che un semplice libro di viaggio, lo definirei un’autobiografia arricchita da un bellissimo diario che racconta anche del viaggio.

È anche un libro denuncia sui fatti accaduti durante le guerre che hanno sconvolto il Sud-est asiatico dagli anni ’60 agli anni ’80: il conflitto in Vietnam, con la pesante ingerenza degli USA, la tragedia dei Khmer Rossi in Cambogia e le tensioni in Laos. In tutti questi scenari, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo da protagonisti o burattinai dietro le quinte, contribuendo a destabilizzare la regione con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali.

“Sul sentiero della frittella di banane” è un libro di viaggio, un racconto, un viaggio introspettivo, un riassunto della storia moderna con gli occhi di chi l’ha vissuta sulla pelle… Consigliatissimo a tutti!

Un sentito grazie a Martino, prima di tutto per aver condiviso con noi queste sue esperienze così profonde e intense, e poi per la dedica all’inizio del libro, che mi ha colpito fin da subito, ma che, una volta terminata la lettura, ha assunto un significato ancora più profondo e toccante.

E poi, preparati a divorare la zuppa Khao Soi che ti catapulterà istantaneamente con Martino in Thailandia. E va bene… lo so che vuoi la ricetta, eccola:

Ingredienti (per 4 persone):

Per il curry:

• 2 cucchiai di olio vegetale

• 2 cucchiai di pasta di curry rosso (o giallo, se preferisci meno piccante)

• 1 cucchiaino di curry in polvere

• 1 cucchiaino di curcuma in polvere

Per la zuppa:

• 500 g di sovracosce di pollo disossate, a pezzi

• 400 ml di latte di cocco (una lattina)

• 500 ml di brodo di pollo o vegetale

• 1 cucchiaio di salsa di soia

• 1 cucchiaio di salsa di pesce

• 1 cucchiaino di zucchero di canna o di palma

• Sale q.b.

Per i noodles e la guarnizione:

• 300 g di noodles all’uovo cotti (una parte fritta croccante, una parte lessata)

• Cavolo sottaceto o crauti thai (oppure cavolo cappuccio marinato con aceto)

• Cipolla rossa affettata sottilmente

• Lime a spicchi

• Coriandolo fresco tritato

• Peperoncino in olio (facoltativo)

Procedimento:

1. Base del curry: in una pentola capiente scalda l’olio, aggiungi la pasta di curry e le spezie in polvere. Fai soffriggere un paio di minuti fino a sprigionare il profumo.

2. Aggiungi il pollo: unisci i pezzi di pollo e rosolali nella pasta di curry.

3. Brodo cremoso: versa metà del latte di cocco e lascia sobbollire per qualche minuto. Aggiungi il brodo, il resto del latte di cocco, salsa di soia, salsa di pesce e zucchero. Copri e cuoci a fuoco basso per 20-25 minuti, finché il pollo non sarà tenero.

4. Noodles: cuoci i noodles all’uovo e dividili in due parti. Una parte tienila lessata, l’altra friggila in olio bollente finché non sarà croccante (sarà la guarnizione).

5. Servizio: in una ciotola metti i noodles lessati, versa sopra la zuppa con il pollo. Guarnisci con noodles croccanti, cipolla rossa, cavolo sottaceto, coriandolo e una spruzzata di lime.

Risultato: una zuppa ricca, cremosa e profumata, con il contrasto dei noodles morbidi e croccanti.