Moto e freddo: come divertirsi in moto in inverno

Moto sulla neve

L’inverno è una stagione difficile per i motociclisti, che devono affrontare il freddo, il vento, la pioggia e la neve. Molti preferiscono lasciare la moto in garage e aspettare la primavera, ma altri non vogliono rinunciare al piacere di guidare su due ruote, anche quando le temperature scendono sotto lo zero. Come fare, allora, per divertirsi in moto in inverno senza rischiare di congelarsi o di ammalarsi? La risposta è semplice: bisogna scegliere l’abbigliamento giusto, che sia in grado di proteggere dal freddo e dall’umidità, senza compromettere la comodità e la sicurezza.

Dividerò l’abbigliamento in 3 strati, intimo, primo strato e strato esterno isolante.

## L’intimo termico (primo strato)

Il primo strato di abbigliamento che dobbiamo indossare è l’intimo termico, che ha la funzione di mantenere il calore corporeo e di traspirare il sudore. L’intimo termico deve essere aderente al corpo, ma non troppo stretto, per non ostacolare la circolazione sanguigna. Il materiale più indicato è la lana, che ha proprietà isolanti e antibatteriche. Un buon intimo termico dovrebbe avere almeno il 70% di lana, per garantire una maggiore efficacia. Esistono intimo termico specifico per i motociclisti, che ha delle cuciture rinforzate e delle zone imbottite per proteggere le parti più esposte agli urti, ma ha dei costi altini; trovi però ottime alternative in negozi tipo il “Diecidiscipline” a prezzi molto vantaggiosi (io uso quelli… poca spesa tantissima resa).

intimo termico in moto

## I guanti riscaldati

Le mani sono una delle parti del corpo che soffrono di più il freddo in moto, perché sono costantemente esposte al vento e devono gestire il manubrio e i comandi. Per questo motivo, è fondamentale indossare dei guanti adeguati, che siano impermeabili, antivento e imbottiti. Ma se il freddo è davvero intenso, i guanti normali potrebbero non bastare. In questo caso, la soluzione migliore sono i guanti riscaldati, che sono dotati di una batteria ricaricabile e di un sistema di resistenze elettriche che generano calore. I guanti riscaldati di buona qualità, hanno diversi livelli di temperatura, che si possono regolare a seconda delle proprie esigenze. Inoltre, sono compatibili con i dispositivi touch screen, per poter usare il navigatore o lo smartphone senza doverli togliere. Hanno anche una parte gommata sull’indice che funge da tergicristallo… molto utile nelle giornate di nebbia intensa. Ai guanti va necessariamente abbinato un buon paio di paramani coprenti, o delle moffole (che io non amo e trovo di impaccio nella guida)

## La maglia e i pantaloni (secondo strato)

Il secondo strato di abbigliamento che dobbiamo indossare è quello che copre il busto e le gambe. Qui, il criterio da seguire è quello di vestirsi a cipolla, ovvero di sovrapporre più strati di tessuto, che creano una camera d’aria isolante tra di loro. Il primo strato, dopo l’intimo termico, dovrebbe essere una maglia di pile o di lana, che tenga caldo e sia morbida sulla pelle. Per quanto riguarda le gambe, io uso pantaloni in jeans da moto (quelli primaverili) che hanno una buona resistenza al vento… ma quello che a me interessa è la loro resistenza all’abrasione e la protezione che offrono in caso di caduta. L’incombenza di riparare dal vento e dal freddo la lascio al terzo strato.

## Il giubbotto e i sovrapantaloni (terzo strato)

Il terzo strato, invece, dovrebbe essere un capo impermeabile e antivento, che protegga dal maltempo e dalle intemperie. Un’ottima scelta sono i copri pantaloni antivento in piuma (vera o sintetica), che si indossano sopra i jeans o i pantaloni in tessuto (ovviamente pantaloni tecnici da moto), e che hanno una membrana traspirante che impedisce al vento di entrare. I copri pantaloni antivento hanno anche delle cerniere laterali alle caviglie, per poterli indossare e togliere facilmente, e delle fasce riflettenti, per aumentare la visibilità in condizioni di scarsa luce (non tutti).

Un altro capo indispensabile per chi va in moto in inverno è il giubbotto invernale, che deve essere caldo, possibilmente impermeabile e dotato di protezioni. Esistono diversi modelli di giubbotti invernali per moto, che si adattano a vari stili e esigenze. Per esempio, puoi scegliere un giubbotto in Goretex, che offre un’ottima resistenza all’abrasione e ha il pregio di essere impermeabile, cosi da non dover ricorrere ad una tuta antipioggia in caso di leggere precipitazioni o nebbia (hanno però il brutto vizio di costare veramente tanto). Oppure, puoi optare per un giubbotto in tessuto tecnico, che ha anch’esso un’ottima traspirabilità e leggerezza, e che è più facile da lavare. In ogni caso, il giubbotto invernale deve avere una fodera termica staccabile, per poterlo usare anche nelle stagioni più calde, e delle cerniere di ventilazione, per regolare il flusso d’aria. Inoltre, il giubbotto invernale deve avere delle tasche interne ed esterne, per riporre i tuoi oggetti personali, e delle bande riflettenti, per aumentare la tua visibilità sulle strade.

giubbotto goretex

## Il passamontagna, lo scaldacollo, i calzini termici, le suolette in pile e gli stivali da moto

Infine, non dobbiamo dimenticarci di proteggere la testa, il collo, i piedi e le caviglie, che sono zone sensibili al freddo e che possono influire sul nostro benessere generale. Per la testa, il capo più indicato è il passamontagna, che copre tutto il viso tranne gli occhi, e che si può indossare sotto il casco. Il passamontagna deve essere realizzato in un materiale traspirante e anti odore, come il cotone o la lana merino. Per il collo, invece, possiamo usare uno scaldacollo, che è una sorta di tubolare di tessuto che si infila sopra la testa e che si può alzare o abbassare a piacere. Lo scaldacollo deve essere morbido e confortevole, e può avere anche una funzione decorativa, se scegliamo un colore o una fantasia che ci piace (io ne ho un paio in pile, comodi, caldi e moooolto economici).

Per i piedi, invece, dobbiamo indossare dei calzini termici, che non siano spessi ma che mantengano regolata la nostra temperatura; non troppo stretti, per non impedire la circolazione (importantissimo se non vuoi avere l’effetto contrario… non scherzo, provato sulla mia pelle!!. I calzini termici devono essere in lana o in pile, e devono arrivare almeno fino a metà polpaccio. Per aumentare il comfort, possiamo anche inserire delle suolette in pile nelle nostre scarpe, che creano un ulteriore strato isolante e ammortizzante. Ci sono delle suolette in lana o suolette riscaldanti…valuta in base a quanto spazio hai nello stivale e a quanto soffri il freddo. Le scarpe, infine, devono essere degli stivali da moto, che siano impermeabili, robusti e con una suola antiscivolo. Gli stivali da moto devono anche avere delle protezioni per la caviglia, il tallone e la punta, per prevenire eventuali lesioni in caso di caduta.

## Conclusioni

Come hai visto, divertirsi in moto in inverno è possibile, a patto di scegliere l’abbigliamento giusto, che ti protegga dal freddo e dall’umidità, senza rinunciare alla comodità e alla sicurezza. L’abbigliamento moto in inverno deve essere composto da tre diversi strati di tessuto, che creino una barriera isolante tra il nostro corpo e l’ambiente esterno. Inoltre, dobbiamo prestare particolare attenzione alle parti del corpo più esposte al vento e al gelo, come le mani, la testa, il collo e i piedi, e usare dei capi specifici, come i guanti riscaldati, il passamontagna, lo scaldacollo, i calzini termici, le suolette in pile e gli stivali da moto. Seguendo questi semplici consigli, potrai goderti la moto anche nei mesi più freddi, e scoprire il fascino di guidare su strade innevate (ma pulite, mi raccomando)con paesaggi mozzafiato e sensazioni uniche.

## Bonus moto

Bravo, sei arrivato fino qui, quindi anche tu hai una passione sfrenata per la moto ed il viaggio in ogni condizione. Ti dico cosa io faccio per rendere la moto piu’ sicura in inverno:

moto con pelliccia

Pneumatici M+S o invernali, rigorosamente!!!!! Pressione piu’ bassa di 0.2 bar rispetto l’estate o la mezza stagione cosi da aumentare la superficie dello pneumatico a terra ed aumentare il grip a discapito della scorrevolezza e dei consumi.

Al rientro, appena possibile, sciacquo ABBONDANTEMENTE con acqua tutto il fondo della moto e reingrasso la catena. Questo per togliere il sale che viene messo in strada per evitare il ghiaccio, ma che si rivela altamente corrosivo per la nostra moto.

Anche se non percorro strade con sale, l’ingrassaggio della catena in inverno (dicembre-febbraio) lo faccio ogni 300km, e non ogni 500km come faccio nelle altre stagioni.

Oooooh, basta leggere…. vestiti, accendi la moto e vatti a fare un giro!

Guzzi V100 Mandello, buona per viaggiare?

Guzzi V100 Mandello marina militare

Maneggevole ma non troppo, questa Guzzi V100 Mandello risulta essere una moto non proprio adatta ai neofiti, non solo per la potenza, ma anche per il bilanciamento dei pesi e la mole complessiva della moto. Sebbene le sovrastrutture diano l’impressione di essere state studiate minuziosamente per creare la giusta armonia tra peso e funzionalità (otre che a curare l’estetica a parer mio spettacolare), motore e telaio si fanno sentire nelle manovre a basse velocità.

Il motore regala sicuramente emozioni, ma non da Guzzi. Mi spiego: questa non è una critica ne un elogio… poiché tanto dipende dalla percezione personale! Le vecchie Guzzi regalavano una cosa unica… incomparabile….: l’effetto giroscopico in fase di accelerazione. Amato ed odiato dai motociclisti un pò datati… è una sensazione che di certo non troverai in questa nuova Guzzi. Infatti il motore “compact block”, oltre ad essere compatto (come si evince dalla denominazione che gli è stata assegnata), non restituisce quella sensazione di essere buttati a sinistra in accelerazione. Molto fluido e mai imprevedibile, la spinta e la sensazione di corposità ti accompagnano dai bassi agli alti giri senza mai spaventare. Tutta questa innovazione, porta la V100 al parsimonioso consumo che si attesta a 21 kilometri al litro. Tagliandi ogni 12.000 kilometri permettono di studiare un viaggio “standard” in totale relax, senza dover organizzare tagliandi in posti sconosciuti. I 115 cavalli a 8.700 giri ed i 107 Nm a 6.750 giri, sono più che sufficienti per divertirsi e viaggiare in comodità.

Sospensioni di tutto rispetto, sia nella versione standard, dove monta delle kayaba a steli rovesciati da ø41 mm regolabili sia in precarico che in estensione, mono anch’esso regolabile in precarico ed estensione, sia, e sopratutto, nella versione S che monta delle Ohlins Smart EC 2.0 con steli rovesciati da ø43 mm completamente regolabili e con regolazione semiattiva di compressione ed estensione. Non di meno al mono, dove monta sempre Ohlins Smart EC 2.0 anch’esso completamente regolabile e con regolazione semiadattiva in compressione ed estensione.

Guzzi V100 Mandello Mono posteriore

Quando si parla di comodità nella posizione di guida, la Moto Guzzi V100 Mandello si distingue positivamente. Ha un’ergonomia studiata per offrire una posizione di guida confortevole, con manubrio, sella e pedane posizionati in modo tale da ridurre l’affaticamento durante i medi viaggi. Il design della moto permette ai piloti di affrontare parecchi chilometri senza dover sacrificare la comodità a favore delle prestazioni. Ottima l’azione delle appendici aerodinamiche mobili automatiche, che aiutano a deviare l’aria, a favore di una maggior comodità del pilota.

Le percezione delle vibrazioni alla guida possono variare da persona a persona. Alcuni piloti apprezzano la sensazione di connessione con la strada che queste vibrazioni offrono, considerandola parte integrante dell’esperienza di guida su una Moto Guzzi. Altri, invece, potrebbero trovarle fastidiose e scomode, soprattutto durante lunghi viaggi.

Moto Guzzi ha affrontato questa questione introducendo una serie di miglioramenti nel design del telaio e del motore per ridurre le vibrazioni ai medi giri. Tuttavia, questi miglioramenti non hanno eliminato completamente le vibrazioni, poiché farlo comprometterebbe l’essenza della moto. Lo sai benissimo: il bilanciamento tra potenza e comfort è una sfida per qualsiasi produttore di motociclette.

I piloti interessati alla V100 Mandello dovrebbero prendere in considerazione le proprie preferenze personali. Se amate l’emozione e la connessione diretta con la strada che le vibrazioni ai medi giri offrono, questa potrebbe essere la moto perfetta per voi. Al contrario, se cercate un’esperienza di guida più “liscia” e confortevole, potreste dover esplorare altre opzioni.

In conclusione, ti consiglierei questa moto per il divertimento del fine settimana, e per viaggi con brevi/medie tappe, nell’ordine dei 300 – 400km al giorno.

Senza ombra di dubbio, questa moto esprime un carattere distintivo, sopratutto nella livrea dedicata all’ Aviazione Navale.

Quindi Mondo, trova un rivenditore Guzzi e VAI A PROVARLA!!!!

Bivacco in moto

Visto che sarà un articolo lungo, se non sei amante della lettura, evidenzio le parti cruciali così risparmi un sacco di tempo. Perdi il contesto… ma dovrebbe essere comunque abbastanza chiaro…. spero.

Ciao Mondo, affronto questo argomento ostico, spigoloso, e molto, molto difficile!

Perché ho scritto questo? Perché ci sono persone che lo confondono con il campeggio abusivo, altre che vedono il bivacco giustificato solo in alta quota, non c’è una legge nazionale che lo regoli, ma viene demandato alle regioni, che lo demanda alle provincie che lo demandano ai comuni…. I parchi naturali hanno norme a se, ci sono poi aree geologicamente instabili regolate dalla guardia forestale ecc ecc ecc. Insomma, un vespaio che nasconde bene la sua regina. Ma una cosa puoi vedere come regola fondamentale: rispetta il posto dove sei, la natura, gli animali… compi le azioni giuste… e nessuno ti darà mai fastidio.

Una sola volta, in un bosco del Veneto, sono stato avvicinato da persone in divisa… ma hanno solo chiesto se tutto andasse bene e se avessi bisogno di aiuto. Come ti poni, come ti muovi e come prepari la tua postazione di bivacco…. dicono tutto di te!

Partiamo dal definire cos’è per me il bivacco: una sosta veloce, solo per pernottare, dal tramonto (o meglio, poco prima, e poi vedremo il perché) all’alba. Lasciare come, o meglio di come si è trovato il posto. I falò…. ne parliamo dopo approfonditamente, ma no, non accenderli se anche hai un solo dubbio…. e se non lo hai, fermati e chiediti se è sicuro…. insomma… non accenderli che fai prima!!!

Quale attrezzatura usare? La domanda del secolo! Impossibile rispondere…. davvero!!! D’estate? D’inverno? Mezze stagioni? Sopra i 1000 metri? Sotto? Sopra i 2000? Nel bosco? In un prato? Ceni li? Ceni in ristorante e poi vai li? Sei solo? Siete in due? Tre? Tenda? Tarp? Sei freddoloso? Ecc ecc ecc.

Tagliamo la testa al toro e ti faccio l’esempio di cosa porto io. Qualche anno di esperienza ce l’ho… ma per le mie esigenze. Quindi leggi, ma confronta con altri (poi ti metterò qualche link) e fatti una tua idea. Lo sò, è furba come idea, purtroppo solo tu capirai con l’esperienza cosa ti potrà servire. Io cerco di accompagnarti nel tuo primo bivacco…. ma occhi aperti… non è una guida definitiva… e nessuna lo può essere.

Il primo consiglio super mega scontato? Le prime uscite falle con chi ha già esperienza. Ho scoperto l’acqua calda, vero? Beh, io non lo ho fatto! Sono uscito da solo e poi, quando ormai avevo già una mia esperienza, sono uscito con persone che il bivacco lo masticano mattina pomeriggio e sera. Differenze? Poche, a parte il costo dei materiali…. io sono rimasto con i miei super economici… loro, hanno magliette che costano come tutta la mia attrezzatura.

La tenda: sono partito dalle marche piu’ blasonate, e poi ho usato per anni la tenda economica della diecidiscipline (hai capito di quale catena parlo, vero?). Ho superato diluvi, neve, caldo, umido… Adesso uso la 2 SECONDS EASY FRESH & BLACK per la facilità d’uso e la sua comodità. Ti spiego: quando arrivi nel posto prescelto (e poi vediamo come mi creo delle opzioni da casa), è possibile che stia piovendo o nevicando. Con la tenda economica (ma anche con molte tende costose), devi prima montare la parte interna (che è una zanzariera con pavimento cerato) e la paleria, e poi mettere la copertura esterna. Vien da sè che l’interno si bagna, e non è decisamente simpatico. Con il caldo, poi, tutto si complica! Sudi come una bestia per montare la tenda… e quando sei in bivacco è scomodissimo lavare gli indumenti e lavarsi quando si è sudati…. Ecco perché, a discapito della trasportabilità (la 2 second è molto piu ingombrante da chiusa), ho cambiato tenda con una facile e veloce da aprire… basta tirare due cordini. Questo mi torna utile anche con il freddo… diminuendo i tempi di preparazione del bivacco.

Sotto la tenda metto sempre un telo cerato…. in caso di pioggia, giro i bordi in modo che il telo rimanga sotto la tenda e non sbordi MAI, piuttosto rimane il perimetro della tenda a contatto con il terreno, questo per evitare che il telo si trasformi in un recipiente d’acqua. Perché uso un telo? Per non sporcare la tenda con le foglie umide o il fango, o la sabbia o quello che trovo e perché trattiene l’umidità dal terreno.

Con il freddo, io metto una coperta termica d’emergenza (ne trovi usa e getta da 3 euro o riutilizzabili a 8-9 euro) dentro alla tenda, sotto al materasso.

Prima di partire prova almeno 2-3 volte a richiudere la tenda. Nelle prime uscite ti renderai conto che è l’operazione piu’ difficile.

Il materasso: ho iniziato con materassini in schiuma pieghevoli, per poi passare agli auto gonfianti. Per un bel po di anni ho utilizzato il materasso entry-level super economico sempre della diecidiscipline, Ora utilizzo un super compatto che ha un buon compromesso tra prezzo, spazi utilizzati da chiuso, comodità , e comfort di temperatura.

Perché dovresti preoccuparti del materasso quando vai in bivacco? La risposta è semplice: il sonno di qualità è fondamentale per recuperare l’energia fisica e mentale durante un’avventura all’aperto. Ricorda che poi dovrai guidare la tua moto. Un buon materasso da trekking/campeggio offre isolamento dal terreno duro e freddo, permettendoti di dormire comodamente e svegliarti pronto per affrontare nuove strade.

Le Opzioni Disponibili

  1. Materassi ad Aria: Questi materassi sono leggeri e compatti ma offrono un buon isolamento dal terreno. Sono gonfiati con una pompa manuale o elettrica, e possono essere regolati per ottenere il livello di comfort desiderato.
  2. Materassi Autoinflabili: Questi materassi combinano schiuma e aria per offrire comfort e isolamento. Si autoinflano quando si apre una valvola e possono essere sgonfiati per il trasporto. Sono più pesanti rispetto ai materassi ad aria ma sono molto comodi.
  3. Materassi in Schiuma: Questi sono leggeri e resistenti ma offrono un comfort limitato rispetto agli altri tipi. Sono pieghevoli e facili da trasportare, ideali per escursioni ultraleggere.
  4. Materassi Ibridi: Alcuni modelli combinano schiuma e aria per ottenere un compromesso tra comfort e peso. Sono una scelta popolare per chi cerca il giusto equilibrio tra peso e comfort.

Cosa Considerare nella Scelta

  • Peso e Dimensioni: Se fai viaggi lunghi o hai bisogno di risparmiare spazio, opta per materassi leggeri e compatti.
  • Isolamento Termico: Verifica l’indice R-value del materasso. Un valore più alto indica un migliore isolamento termico. Questo è particolarmente importante in condizioni di freddo.
  • Comodità: Il comfort è soggettivo, quindi prova diversi materassi prima di scegliere quello giusto per te. Alcuni preferiscono una superficie più rigida, mentre altri vogliono il massimo comfort.
  • Durabilità: Investi in un materasso di qualità che duri nel tempo. I materassi più economici possono sviluppare perdite o perdere la loro capacità di isolamento con l’uso frequente (tranne alcune eccezioni come il succitato materasso economico della diecidiscipline).
  • Facilità d’Uso: Alcuni materassi richiedono più tempo e sforzo per gonfiarsi e sgonfiarsi, mentre altri sono rapidi e facili da usare.

Cuscino. Non dimenticarti il cuscino! Io ho il cuscino incorporato nel materasso, ma prima usavo il sempre super economico cuscino della diecidiscipline (e si… compro quasi tutto lì perché trovo il giusto compromesso prezzo-qualità a mè serve).

Sacco a pelo Anche qui, sono partito con sacchi a peli di marche blasonate che costano e soprattutto costavano un occhio della testa! Una vera follia per i tempi!. E’ anche vero, però, che sono comodissimi, sono durati per anni (in realtà sono ancora in ottime condizioni), tengono caldo e sono anche belli da vedere. Però, ora indovina cosa uso? E si, proprio gli economici della diecidiscipline: uno da confort 20 gradi e uno da 10 gradi, in base alle condizioni in cui mi troverò. Per le temperature piu fredde, invece, mi affido ad altre marche, ma solo per mie esigenze, non certo per la differenza di qualità.

I Due Principali Tipi di Sacchi a Pelo

  1. Mummia: I sacchi a pelo mummia sono progettati per aderire strettamente al tuo corpo, minimizzando lo spazio vuoto e massimizzando l’isolamento termico. Sono ideali per condizioni di freddo estremo.
  2. Rettangolari: Questi sacchi a pelo sono un po’ più spaziosi e offrono più libertà di movimento rispetto a quelli a forma di mummia. Sono ottimi per campeggiatori che preferiscono un po’ di spazio extra.

I Materiali Contano

La maggior parte dei sacchi a pelo è realizzata con uno strato esterno in nylon resistente e uno strato interno in materiale isolante. Le opzioni di isolamento includono piuma d’oca e sintetico. Le piume d’oca offrono un’eccellente capacità di isolamento e compressibilità, ma sono più costose e richiedono cure speciali. I sacchi a pelo sintetici sono più economici, resistenti all’umidità e richiedono meno manutenzione.

Dimensioni e Peso

Ovviamente valuta tu quanto peso puoi stivare e quali dimensioni servono a te! A partita di prestazioni, cambiando i materiali, utilizzerai piu’ o meno spazio e peso.

Cerniere e Tasche Le cerniere di alta qualità sono essenziali per evitare fastidiosi inceppamenti. Alcuni sacchi a pelo hanno cerniere lunghe che consentono di aprire completamente il sacco, mentre altri hanno cerniere più corte per un isolamento migliore (la zip è uno dei punti di dispersione del calore). Le tasche interne possono essere utili per tenere oggetti personali come telefono, torcia o documenti a portata di mano durante la notte.

Consigli per la Cura

  1. **Aria il sacco a pelo dopo ogni utilizzo per evitare la formazione di odori sgradevoli.
  2. **Lava il sacco a pelo solo quando è necessario e segui le istruzioni del produttore.
  3. **Conserva il sacco a pelo in un luogo asciutto e evita di comprimerlo per lunghi periodi quando non è in uso.

Ma se non sai come funziona un sacco a pelo, rischi di usarlo nel modo sbagliato e subire il freddo o il caldo.

Un sacco a pelo è un dispositivo progettato per mantenere caldo chiunque vi dorma all’interno, fornendo un isolamento termico tra il corpo dell’utente e l’ambiente esterno. Funziona principalmente attraverso tre principi chiave: isolamento, trattenimento del calore corporeo e limitazione della perdita di calore.

Hai capito quindi che è il tuo calore a scaldare l’aria all’interno del sacco a pelo, e non il sacco a pelo stesso che scalda te. Questo principio è importantissimo…. Il modo migliore per ottenere le massime prestazioni è dormire in mutande, o al massimo con abbigliamento tecnico traspirante. Se ti metti il pigiamone…. non otterrai il caldo voluto. Anche l’alimentazione è importante per questo scopo: devi mangiare qualcosa di sostanzioso che doni energia al tuo corpo. Una cena leggera in inverno, significa meno energie a disposizione per il tuo corpo, quindi, meno caldo. Un pò diverso il discorso se parliamo di temperature estremamente fredde…. ma dopo ti darò qualche dritta scoperta e provata sul campo.

1. Isolamento: I sacchi a pelo sono costituiti da materiali isolanti che riducono al minimo la conduzione del calore tra il corpo e l’ambiente circostante. Questo isolamento è tipicamente realizzato con uno strato di materiale termicamente resistente, come piuma d’oca o sintetico, all’interno del sacco a pelo. Questo materiale agisce come una barriera termica, impedendo al calore del corpo di disperdersi nell’ambiente.

2. Trattenimento del Calore Corporeo: Quando una persona si infila in un sacco a pelo, il suo corpo inizia a riscaldare l’aria all’interno del sacco. Il calore corporeo viene intrappolato dal materiale isolante del sacco a pelo e crea un ambiente più caldo all’interno rispetto all’esterno. Questo processo continua finché l’aria all’interno del sacco raggiunge una temperatura stabile in cui il corpo smette di perdere calore in modo significativo.

3. Limitazione della Perdita di Calore: Per evitare la perdita di calore, alcuni sacchi a pelo sono progettati con una chiusura superiore che può essere tirata sopra la testa, lasciando solo un piccolo foro per il viso. Questo contribuisce a trattenere il calore corporeo e a evitare che l’aria fredda entri nel sacco. Inoltre, i sacchi a pelo spesso includono cerniere lungo i lati, in modo che possano essere completamente chiusi, lasciando solo una piccola apertura per la testa, o aperti completamente se fa troppo caldo.

In sintesi, un sacco a pelo funziona creando una barriera isolante tra il corpo dell’utente e l’ambiente circostante, trattenendo il calore corporeo e limitando la perdita di calore. Questo permette a chiunque lo utilizzi di rimanere al caldo e comodo durante la notte all’aperto o in qualsiasi ambiente in cui sia necessario isolamento termico.

Come valutare le temperature riportare nei sacchi a pelo? Solitamente sono riportate tre temperature (standard europeo EN ISO 23537-1:2016:

Temperatura Massima di Confort è la temperatura massima in cui puoi usare quel sacco a pelo

Temperatura di Confort è la temperatura ideale per utilizzare quel sacco a pelo per un sonno riposante

Limite Inferiore di Confort (o Temperatura Minima di Confort) è la temperatura in cui il sacco a pelo permette un sonno rannicchiato per otto ore senza svegliarsi per il freddo

Temperatura Estrema è la minima temperatura di utilizzo che permette di non entrare in ipotermia per un tempo massimo di 6 ore

Quindi mi raccomando Mondo, la temperatura estrema, non la devi proprio considerare! La temperatura minima in cui puoi usare il tuo sacco a pelo è la Confort, al massimo, se non soffri il freddo come me, puoi prendere il limite inferiore di confort come temperatura minima. Ricorda che il freddo uccide silenziosamente.

Bene, ora abbiamo tutto ciò che ci serve per dormire, ma prima di dormire, dobbiamo mangiare. E quì si apre un mondo… ma come sempre, io ti scrivo quello che IO faccio e quello che IO mi porto nei miei viaggi.

La cucina da campo Se sei abituato a mangiare panini o cibi pronti, salta pure questo capitolo, altrimenti…. mettiamo il cappello da sheff ed iniziamo.

Ciò che mi sono reso conto essere indispensabile per un bel vivere la cena, sono il tavolino e la sedia. Lo so lo so, tavolino e sedia sono sinonimo di campeggio e comportano la multa, ma io li uso per il tempo strettamente necessario a cuocere e mangiare, dopo di che smonto tutto e carico in moto. Il tavolino l’ho preso dalla diecidiscipline, mentre la sedia l’ho comprata dal negozio online con la virgola (capito no?). E se la sedia tiene me…. è veramente robusta. Entrambi leggeri, il tavolino leggermente ingombrante da portare in moto (ce ne sono di piu pieghevoli ma anche piu costosi), la sedia entra agevolmente nel bauletto se non è troppo carico.

Partiamo dalla preparazione del cibo: un buon tagliere in miniatura e un buon coltello non devono mancare. Attenzione…. sul coltello si apre una finestra sulle leggi penali di detenzione armi proprie ed improprie che ti consiglio di tenere bene a mente! Ti lascio sotto qualche link al riguardo. Anche un mestolo in legno a cui ho tagliato il manico alla misura a me congeniale per poterlo riporre in moto.

Posate, io uso delle posate pieghevoli e separabili che anni fà mi ha regalato Vale e che ancora uso e custodisco gelosamente. Sono uno dei miei gioiellini.

Pentole: io porto sempre un classico pentolino da campeggio ed una padella con manico pieghevole acquistati da…. ormai sono stufo di scriverlo…. diecidiscipline. Devo parlare con loro…. potrebbero farmi da sponsor!!

Cucina: io adotto due soluzioni: un gas da trekking e una griglia portatile (dipende dalla situazione e dal luogo). Tieni a mente che non sempre è possibile cucinare, neanche con un gas da trekking, ad esempio in pieno estate, magari con un bel prato secco o nel bosco con il fondo di foglie secche…. valuta sempre bene se puoi o no cucinare senza causare incendio. Quando le condizioni lo permettono, una bella grigliata nessuno me la toglie! Il paravento è essenziale, permette di risparmiare tempo e gas, ed in caso di vento, anche debole, è l’unico modo per poter cucinare.

Piatto: ovviamente non lo uso…. ho una ciottola che fà parte del set pentolino da campeggio che uso esclusivamente per riversare il sugo: infatti, prima cucino il sugo e poi, sullo stesso pentolino, la pasta. Mangio direttamente nel pentolino, o, in caso di carne, uso il tagliere come piatto. La verdura, invece, la mangio nella ciottola che ho citato prima.

Pulizia posate e stoviglie: porto metà spugnetta da cucina e uso un contenitore di igenizzante usato per portare con me del sapone per piatti eco compatibile (quello che uso anche in camper, lo trovi nei negozzi specializzati, appunto, in prodotti per camper, forse anche dai rivenditori di prodotti per la pulizia della casa che trovi nel tuo paese). Uso una retina da lavatrice per appendere tutto ciò che ho lavato ad un albero e lasciare che si asciughi.

Caffè: io non ne posso fare a meno, tranne quando ho un buon the a disposizione. Quindi una moca da uno è sempre con me in questi viaggi. Uso gli involucri per i giochi che si trovano dentro gli ovetti di cioccolato e latte per bambini… quelli gialli per intenderci. Gli stessi li uso anche per il sale. Lo zucchero, invece, lo porto nelle bustine di carta. Lo bevo in una ciottola in metallo con manici chiudibili, lo stesso, può essere usato anche per scaldare l’acqua o altro. Quando possibile, cerco di portare prodotti che possano avere piu’ utilizzi per minimizzare gli spazzi ed il peso.

Stivare il cibo: uso una borsa frigo e come ghiaccioli uso due bottiglie d’acqua che faccio ghiacciare nel congelatore di casa prima di partire. Durano abbastanza e poi ho acqua fresca a disposizione. Lo spazio è troppo prezioso per essere sprecato con i ghiaccioli da frigo portatile.

Acqua: dimenticati il cibo e sarai triste, dimenticati l’acqua e passerai dei guai!!! Io uso delle borracce termiche che mi aiutano tantissimo sia d’inverno che e soprattutto d’estate. Già solo acquistare l’acqua da un supermercato climatizzato e metterla subito nella borraccia… mantiene una gustosa freschezza. D’estate, uso anche sali minerali.. ma è una cosa mia… prima di usarli informati. In Italia trovi qualche fontanella con acqua potabile, in questo caso, se hai android, potresti trovare utile l’app fontanelle d’italia, mentre per Ios non ne ho ancora trovata una degna di nota. Esiste poi un’altra possibilità: un filtro potabilizzatore da trekking che ti permette di bere acque da fiumi e torrenti… ma noi che abbiamo la moto adisposizione… forse non ne abbiamo una gran necessità.

Igiene Personale: dopo aver mangiato, bevuto il caffè e smontato il tavolo, la sedia e riposto tutto… è ora di andare a riposare. Ma prima… bisogna lavarsi. Portare una doccia solare sarebbe bellissimo…. è anche piccola e leggere quando è vuota… ma se la devo portare con me con 5-6 litri d’acqua…. sono 5 o 6 kili che non mi posso permettere. La soluzione che uso da anni è la salviettina umidificata per la pulizia dei neonati. Uso quella perché, dopo varie prove, la trovo meno invasiva e piu profumata. Ero titubante la prima volta, ma devo dire che con gli anni e le mille e mille volte che l’ho usata… è un’ottima soluzione. Se la usiamo con i nostri bimbi… perché mai non dovremmo usarla per noi? Per quanto riguarda i denti… semplice spazzolino con dentifricio (piccolo, tipo i campioni… li trovi nei negozi che vendono prodotti per la cura della persona, basta chiedere prodotti per i viaggi)

Trovare il posto per il bivacco: puoi usare diversi modi… ma per iniziare

vai su google maps e ingrandisci quanto piu’ possibile per cerca di capire se ci sono strade praticabili (ovviamente sterrate) per arrivare in quel determinato posto. Quando arrivi lì. valuta… potresti trovare posti che non avevi visto su maps o che non sono segnati in park4night. Controlla bene le condizioni del posto, ma di questo ne parlo dopo. Da evitare come la peste sono i greti dei fiumi e dei torrenti oltre alle zone franate (potrebbero esserci smottamenti anche importanti). Attento anche ai posti che creano delle conche… in caso di pioggia potresti non viverla proprio bene trovandoti in mezzo ad un lago!

Gli animali selvatici Cerca tracce di passaggio di animali e valuta quali siano… se vedi tracce di cervi o cinghiali e presta massima attenzione. Solitamente non si avvicinano… sentono la tua presenza da kilometri di distanza e credimi, hanno piu paura loro di te di quanta tu ne possa avere di loro. Ma è sempre bene evitare posti di passaggio. Non tenere cibi che emanano odori forti in tenda (ad esempio affettati, carne in genere o frutta). Io li appendo ad un albero a parecchi metri di distanza, dove appendo anche le mondizie (non serve che ti dica di portare con te le monnezze quando te ne vai, vero?).

Spero di averti dato buoni spunti per iniziare la tua scoperta del bivacco… questo modo meraviglioso di vivere il viaggio! Documentati, cerca corsi, viaggia con persone che abbiano esperienza ed inizia a saggiare questo modo di vivere la natura! Non te ne pentirai!!

Se ti è piacuto questo articolo puoi offrirmi un caffé su kofee a questo link https://ko-fi.com/unposticino

Fornelletto a legna per campeggio

Modello: Fornellino a legna MH500

Rivenditore: Decathlon

Prezzo € 49,99 (aprile 2022)

Un grande compagno di viaggio.

Questo fornelletto, come molti altri di altre marche, è davvero utile per chi, come noi, ama la vita all’aria aperta.

Permette di cucinare utilizzando legnetti che si trovano praticamente ovunque, quindi non servono motoseghe o asce per poterlo usare.

Nel nostro canale YouTube unposticino, troverai dei video in cui lo presentiamo e lo usiamo per cuocere.

Utile anche d’inverno per avere il semplice e romantico calore e rumore del fuoco in totale sicurezza.

Molto robusto e leggero da trasportare, anche se risulta un po’ ingombrante. Fortunatamente ha un suo astuccio dedicato che permette di fissarlo all’esterno dello zaino o al portapacchi della bici, ad esempio.

Ha una camera appositamente studiata per smorzare il fumo grazie al flusso d’aria.

Ovviamente, utilizzando legna, il fuoco arriva ad ottime temperature per portare velocemente ad ebollizione l’acqua per la pasta, o cuocere velocemente i nostri amati fagioli alla Terence Hill.

Un comodissimo portello di carico, permette di alimentare il fuoco anche quando la pentola è sulla bocca principale. Chiudendolo, si evita il rischio di veder volare tizzoni ardenti.

100% acciaio inossidabile….. vedremo se nel tempo creerà o meno ruggine.

Cosa aggiungere? Basta un po’ di spirito d’avventura, qualche legnetto, un’esca accendifuoco…. ed il gioco è fatto!

CAMPEGGIO IN MOTO

Cose essenziali che porto via per un weekend
Tenda
Telo sottotenda
Materasso autogonfiante o ad aria con relativa pompa
Cuscino
Fornello a gas e gas
Pentolino
Asciugamano
Beauty con docciashampoo, dentifricio e spazzolino
Powerbanks (uno da 10.000 e uno da 20.000 mAh)
Spina industriale per campeggio (quella a 3 poli per intenderci)
Presa multipla usb e cavi
Sedia pieghevole
Abbigliamento
Sacca moto della LIDL
Borracce acqua

Qui nel web ho trovato tanti articoli interessanti inerenti a moto e campeggio, ma sono per lo più mirati a chi si muove con maxi-enduro, o comunque moto dall’elevata possibilità di carico. Ma se volessi viaggiare leggero?

Fantic Caballero 500
La piccola Fantic Caballero 500 pronta a partire..

Tra le passate moto, ne abbiamo avute anche dalla grande capienza di carico, in cui non c’erano sicuramente problemi nel decidere cosa portarsi dietro, nemmeno viaggiando in due!

Ora abbiamo deciso di alleggerire il parco moto di casa, e tenere due moto dinamiche e di facile gestione, in previsione di progetti futuri riguardanti i prossimi viaggi, ma non ti spoilero nulla!

Ci siamo quindi chiesti: come sarebbe vivere il campeggio o il bivacco con queste gazzelle? Mi sono subito ricordato dei primi viaggi con il mitico Piaggio Ciao! Te lo ricordi?

Fortunatamente le tecnologie sono cambiate e gli ingombri dei materiali pure! Ma serve un budget non indifferente per acquistarli.

Mi metto nei panni di un giovane che vuole iniziare a viaggiare con la sua moto senza “impegnare un polmone”!

Vediamo assieme cosa ci portiamo noi nei nostri viaggi in moto. Parliamo dell’essenziale ovviamente, per una gita di un fine settimana con temperature umane.

Viaggiare in inverno comporta necessariamente attrezzatura tecnica che non trattiamo in questo articolo, anche perché ne trovi a migliaia qui sul web.

Royal Enfield Bullet 500
Perso tra le montagne con la Royal Enfield Bullet 500 ….. carica come un mulo!

Come sempre, noi ti diamo solo l’esempio di quello che NOI facciamo, sulla base delle nostre personalissime esigenze. I nostri non sono dei tutorial, vogliamo solo regalarti la nostra esperienza.

La tenda: noi usiamo una tenda della decatlon, che ci accompagna ormai da 6 anni circa. Mai avuto problemi ne con il vento, ne tantomeno con la pioggia. Un pò calda d’estate, ma facilmente gestibile.

Materasso: usiamo materassi autogonfianti che non occupano troppo spazio e risultano facili da gonfiare (i nostri necessitano di 5 o 6 boccate d’aria di aiuto per essere gonfi il giusto)

Sedia: portiamo sempre con noi le sedia della decathlon che ci permettono di sfilare stivali in comodità e mangiare seduti, senza doversi sacrificare mangiando a bordo tenda.

Sacco a pelo: ormai sono introvabili sul mercato, credo abbiamo 25 anni circa ma fanno ancora il loro sporco lavoro! Li teniamo anche in camper per qualsiasi emergenza possa nascere in inverno. Non sono piccoli e leggeri da trasportare, ma ci adattiamo.

Telo sottotenda: sopratutto in bivacco, dove solitamente trovi sottobosco e fango, il telo sottotenda isola dall’umidità e permette di mantenere la tenda pulita. Non potremmo farne a meno!

Guzzi Breva 1100
Con la Guzzi Breva 1100 al Lago di Santa Croce

Due powerbank, uno da 10.000 e uno da 25.000 mAh ci hanno sempre permesso di fare 3 giorni e 2 notti in totale tranquillità con i nostri device. Portiamo sempre con noi, comunque, una multipresa usb e cavi di ricarica. Magari se ci fermiamo al ristorante chiedo se posso caricare i powerbank mentre mangio…. non me lo hanno mai negato. Ovvio con le moto più capienti portavo anche presa industriale e prolunga per collegarmi alla colonnina del campeggio, quando lo preferivo al bivacco per varie ragioni (o regolamenti comunali)

Un fornellino a gas ed un pentolino, ti permetteranno di farti una cenetta coi fiocchi! Non è vero, ma almeno non muori di fame 😉 Li trovi in tutti i negozi specializzati in campeggio, o nei negozi di articoli sportivi.

Cuscino gonfiabile, piccolo e comodissimo. Tante volte ho usato l’abbigliamento moto arrotolato come cuscino, ma ci sono almeno 2 controindicazioni:
1 – le protezioni danno un fastidio bestia quando ti muovi la notte e si spostano rendendo il pallotolato scomodissimo

– 2 – se becchi pioggia per strada, non li puoi usare, altrimenti, addio cervicali!!

Guzzi Breva 1100 al Mugello
Una giornata al Mugiello

Facciamo un riepilogo dei costi da affrontare (ovviamente non considero il costo della moto e dell’abbigliamento da moto come casco, tuta o giubbotto e pantaloni, para schiena, guanti ecc ecc)

Tenda: le nostre non si trovano più, ma ne ho vista una simile a circa 30 euro
Cuscino: 4 euro circa
Telo cerato sottotenda : 10 – 15 euro, anche su Amazon
Materasso: 15-30 euro (a 30 euro trovi quelli autogonfianti)
Sedia: 5 euro
Sacco a pelo: i nostri ovviamente non li trovi più in vendita, ma ne ho visti sui 40 euro dichiarati zero gradi, significa che sono testati fino a zero gradi…. e per quello di cui stiamo parlando ora vanno più che bene.
Sacca da sella della LIDL marca Crivit pagata intorno ai 20 euro…. non ricordo quanto di preciso. Molto belle quelle della Kappa o della Givi che si aggirano sui 60 euro.
Gas e fornelletto 25 euro

Quindi, diciamo che con un investimento iniziale di circa 200 euro, riesci ad avere il necessario per il tuoi fine settimana in moto.
Emmmm ovviamente vestiti, pentolino, asciugamano, oltre alla moto…. dò per scontato che già li possiedi!

Buon viaggio!!!!!!

Crociera secondo unposticino (con la compagnia Costa Crociere)

Buongiorno Mondo, parliamo di crociera.

Tutto inizia dal polo crociere, dove in un salottino, o al bar, attendi il tuo turno per l’imbarco.

polo crociera Venezia Costa Crociere

Ne abbiamo fatte parecchie, e sono state meravigliose, con i loro alti e bassi.

Ci siamo sempre appoggiati a Costa Crociere e siamo partiti da Venezia o da Savona

E’ una vacanza itinerante, ogni mattina ti svegli in un posto diverso, ed è meraviglioso.

L’argomento costi, lo affrontiamo piu’ in là, nell’articolo.

La vita da crociera è molto frenetica. In qualsiasi istante della giornata, fino all’una di notte, c’è sempre qualcosa da fare o da mangiare!!

Pizzaiolo che spiega come fare la pizza, immortalata la pizza che vola!!
Una pizza che vola!!!!

Balli di gruppo, che possono piacere oppure no, giochi stile giochi senza frontiere… te lo ricordi? 

Artisti che creano in diretta sculture con il ghiaccio, il teatro, il cinema 4D, le piscine, la palestra, la spa, il casinò, le discoteche, le sale da ballo, i bar, i ristoranti, la biblioteca il ponte con i negozi…. una vera e completa città turistica in mare!

Il teatro della nave Costa Favolosa che si sviluppa in tre piani (tre ponti)
Il teatro di Costa Favolosa

Colazione, spuntino, pranzo, merenda cena e volendo anche dopocena… i buffè sono praticamente sempre aperti e ricchissimi di prelibatezze che accontentano la maggior parte dei palati!

Bere un cocktail sul ponte più alto della nave ed ammirare il mare o l’oceano… l’immensità del nulla…. e, fortunati noi, i delfini che giocano a prua!

In nave poi, è possibile fare tante belle amicizie, che poi forse… è una nostra peculiarità, in ogni vacanza, in ogni posto che visitiamo, conosciamo splendide persone con grande cuore e grande anima! O siamo estremamente fortunati noi, o il mondo è pieno di persone meravigliose!! Forse basta solo riconoscerle!!

Come prenotare la crociera di costa crociere (descrizione del sito Costa Crocere)

E’ possibile prenotare la crociera tramite agenzia di viaggio o direttamente dal sito di costa crociere (lo trovi qui). 

Da quest’ultimo è sufficente scegliere la crociera in base alla destinazione, alla partenza, o al periodo; si possono combinare anche piu’ esigenze per scegliere quella giusta. 

Consigliamo: in basso a destra c’è l’icona “chiama”. Usando questo numero verrai assistito da un personal cruiser che ti cucirà addosso la tua crociera con i servizi più’ affini alle tue esigenze. 

Noi lo abbiamo usato nelle nostre ultime tre crociere e ci siamo trovati benissimo!! Molto meglio di altri servizi.

Assicurazione

Se usi il servizio diretto dal sito costa crociere, l’assicurazione sanitaria è compresa. Se ti appoggi ad agenzie di viaggio, ricorda di farla inserire sempre. Sei in paesi stranieri, non sempre facenti parte dell’unione Europea, meglio sempre essere assicurati.

Quali documenti portare con se

Ricorda di portare con te documento identità (chiedi in fase di prenotazione se serve o meno il passaporto per le destinazioni che hai scelto)

Il biglietto e la copia dell’assicurazione che ti consegna l’agenzia o ti arriva via mail nel caso utilizzi il personal cruiser di Costa Crociere)

Cosa è compreso e cosa no nel prezzo

Tutto dipende da quali pacchetti aggiuntivi acquisti in fase di prenotazione.

Lo Squok club (ne parliamo dopo)

Acqua depurata, trovi dipenser nei self service sempre disponibili

Buffè (tutti: colazione, mezza mattina, pranzo, mezzo pomeriggio, cena)

Ristorante prenotato per la cena (la cena al ristorante assegnato in fase di acquisto è completamente gratuita), compresa l’acqua, mentre le altre bibite sono escluse (a meno di non avere pacchetti bevante)

Le piscine, tutte tranne quelle della SPA

La palestra

Il teatro

La biblioteca

Lo scivolo esterno (se presente) e/o parchi a tema esterni

Il minigolf

L’utilizzo delle sdraie nei ponti interni ed esterni

Tutta l’animazione

Le discoteche

Utilizzo giochi di società

Se hai un qualsiasi dubbio, sfrutta l’help disk, banalmente il banco informazioni che trovi nel ponte centrale.

Cosa non è compreso nel costo iniziale

Le quote di servizio, sono circa 10€ a notte per adulto che paghi direttamente in nave, o meglio, ti vengono addebitati sulla tua costa card. E’ una quota che versi come rimborso della pulizia della camera ed altri servizi. Sostanzialmente, è la quota di mancia che viene erogata al personale “nascosto”, cioè tutte quelle persone che non hanno contatti con i viaggiatori e non hanno quindi la possibilità di ricevere le tue mance direttamente da te.

Ci sono formule all-inclusive che comprendono già anche questa quota.

Cimena 4D

Sala giochi

Casinò

La SPA

Shopping nei negozi

Pizzeria

Paninoteca d’autore

Consumazione ai bar (a meno di non utilizzare un pacchetto bevande)

Servizio in camera (ma potrebbe essere incluso nel pacchetto d’acquisto, ma te ne parlo dopo)

Simulatore F1 se presente

Lavanderia

Il ristorante a pranzo

Pacchetto bevande e altri pacchetti

L’acqua depurata è sempre gratuita, ma puoi scegliere di acquistare un pacchetto bevande da usufruire in tutti i bar, al buffè e nel ristorante.

Noi abbiamo sempre scelto il pacchetto Brindiamo che comprende buona parte dei cocktail alcolici ed analcolici, prosecco e vini, birra, caffè, acqua e bibite analcoliche. Continua a leggere l’articolo se ti interessano i costi.

Puoi anche scegliere di acquistare il pacchetto Acqua Bottle che ti permette di ottenere due bottiglie da 0,5l al giorno. Noi lo usiamo per avere sempre acqua a disposizione in cabina la notte. 

Squok

Lo Squak è un miniclub per i più’ piccoli. 

Nostra figlia ne và letteralmente pazza. 

Una sorta di villaggio turistico con animazione dedicato ai più’ piccoli, ultra sicuro ed iper controllato. 

Nel club i bimbi vengono intrattenuti con giochi, film, attività all’aria aperta, merenda, pranzo… ogni giorno hanno un programma diverso che trovi nel giornalino dello squok.

Possono passare la giornata con coetanei provenienti da molti paesi, e credimi, non so’ come, ma si capiscono e nascono amicizie stupende!!

Considera anche che…. Se i piccoli sono li, tu puoi goderti in piena serenità tutti i servizi della nave!

Aperto dalle 09.00 fino a mezzanotte, con una pausa dalle 20.00 alle 20.30. Solo nei giorni di navigazione i bimbi possono rimanere anche a cena.

Puoi portare i tuoi piccoli quando vuoi ed andare a riprenderli quando vuoi, anche piu’ volte al giorno.

Cassetta posta dove trovi le info

Fuori dalla porta della cabina, trovi una cassetta della posta dove viene messo ogni giorno il giornale di bordo, promozioni di SPA, dello shop o altro, inviti ad eventi legati al costa club, parliamo dopo anche di questo 

Diario di bordo

Ogni sera viene consegnato il diario di bordo che riporta info utili su tutto ciò che accadrà in nave l giorno seguente, compresi orari e luoghi per lo sbarco e l’imbarco.

Troverai nel dettaglio gli orari ed i luoghi in cui si svolgeranno le varie attività.

Escursioni

Le escursioni sono secondo noi la parte più’ eccitante del viaggio…. Scoprire paesi nuovi, assaggiare nuove cucine, conoscere nuove persone….

Hai tre macro scelte per quanto riguarda le escursioni

1- fai da te, decidi tu tutto, come muoverti, cosa visitare, dove mangiare… tutto. Ti tornerà utile affidarti alla ricerca su google di articoli scritti da altri croceristi che spiegano come e dove muoverti. Noi non abbiamo mai trovato nessun articolo dettagliato e che spieghi tutto nella perfezione. Noterai che il buco principale lo trovi dal ponte della Nave a dove trovare il primo mezzo pubblico da prendere. Ti devi un pò inventare come tour oprato, nulla di impossibile!

2 – quando sbarchi troverai una schiera di tour operator del posto professionali o improvvisati. Sta a te capire di chi fidarti. A quel punto tratta, ma tratta seriamente il prezzo!! Questa è un oprzione molto interessante se magari fai amicizia in nave e vuoi condividere il tour potendo cosi divedere anche il costo

3- ti affidi al costa tour. Servizio ineccepibile con costi che variano dai 50 ai 200 o piu’ euro a persona. Hai la certezza di avere una guida nella tua lingua ben preparata, i migliori posti da visitare, salti le code nei musei o altri siti…. E sopratutto, qualsiasi cosa succeda, la nave ti aspetta!

Cos’è la costa card, come si usa e come si ricarica o associa a carta di credito

Al tuo arrivo in cabina, trovi, oltre ad altri fogli informativi sulla vita a bordo, la tua costa card (una per ogni ospite).

E’ la tua carta di credito personale e il tuo documento personale all’interno della nave. Unico mezzo di pagamento consentito (tranne le mance, quelle le dai in contanti, se vuoi, e vanno benissimo gli euro)

Il giorno dell’imbarco, ti devi presentare ai totem che trovi nel ponte centrale e collegare la tua costa club alla tua carta di credito. In alternativa puoi ricaricarla in contanti nel banco informazioni, in questo caso preparati ad una lunga attesa in coda.

Quando esci e rientri dalla nave per le escursioni, questa card funge da tuo documento di identità. Il personale costa la scansiona con un lettore che gli propone anche la tua foto (te la scattano all’imbarco) per un maggiore controllo.

I vari pacchetti bevande o altro vengono specificati nella card.

Costa club

Costa club è una affiliazione a Costa Crociere gratuita che ti permette di accumulare punti in funzione alle crociere fatte. Ti comporta qualche piccolo privilegio come ad esempio la coccola di un buon prosecco con bicchieri di cristallo in cabina, spillette commemorative, foto omaggio ed altri simpatici gadget.

Le valigie le consegni al polocrociera al tuo arrivo e le trovi dentro alla camera. Ricorda la sera prima dello sbarco di ritorno, di mettere le valigie fuori dalla porta della tua camera. Importantissimo, tieni a disposizione il cambio per lo sbarco e tieni uno zaino dove riporre pigiami e beauti. Non vorrai mica sbarcare in pigiama e ciabatte? Credimi, è successo!!

Lavanderia disponibile, in alternativa puoi lavare qualche maglietta o intimo ed usufruire di un filo retraibile nel box doccia. L’aria condizionata della cabina favorisce una veloce asciugatura. 

Costi

Parliamo di costi

Come tute le vacanze, decidi tu quanto spendere… da circa 450 euro a persona fino a enne euro, veramente puoi spendere un capitale.

Noi ti portiamo l’esempio pratico di quanto abbiamo speso nel 2019 per una crociera di 10 giorni e 9 notti.

Partenza da Savona con destinazione:

Marsiglia

Navigazione (giornata in mare aperto senza sbarchi)

Malaga

Navigazione

Lisbona 2 giorni

Cadice

Barcellona

Savona

Costo crociera 2.650 euro a cui vanno aggiunti autostrada, carburante, albergo (siamo arrivati la notte prima per essere comodi al mattino dell’imbarco e siamo partiti il giorno dopo lo sbarco), parcheggio auto e sopratutto le spese per le escursioni.

Considera circa altri 2.000 euro per stare un minimo comodo.

Totalone: 4.650 euro

Il prezzo della crociera comprende 2 adulti, 1 bambino sotto i 12 anni in cabina con balcone, cioè il tuo terrazzino privato, pacchetto brindiamo, pacchetto acqua bottle, promo super all-inclusive, speciale soddisfatto o rimborsato. 

Considera che facendo parte del costa club ed essendo la nostra ennesima crocerà, ci hanno proposto uno sconto di circa 1.200 euro al costo di listino.

Quanto costano le vacanze in camper?

Buongiorno Mondo,

Facciamo un piccolo resoconto dei costi della nostra vacanza in Toscana. 

Magari ti puo’ tornare utile un esempio di spesa per una famiglia come la nostra: composta da due adulti, di cui uno FAMELICO, una bimba ed un cagnolino. 

Ovviamente parliamo di esempio… ogni famiglia ed ogni persona ha le sue esigenze, e quindi i costi possono cambiare anche drasticamente.

Dodici giorni e 1.300 km percorsi, tra le colline SPETTACOLARI della Toscana.

Ma abbiamo toccato anche Umbria ed Emilia Romagna, nonché, ultima tappa … semo tornai in Veneto per un bon spritz!!

Ma quali sono state le nostre tappe?

Casalborsetti

Casalborsetti

Castiglione del Lago

Castiglione del Lago

Montepulciano

Montepulciano

Monteriggioni

monteriggioni
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Piombino

Pisa

pisa

Siena

siena

Sottomarina e Chioggia

Chioggia

190 € di carburante…. Per 1300 km percorsi con salite anche impegnative, fino al 20%! Quindi, pienamente soddisfatto ed in linea con i classici consumi da camper. Possiamo dire che ci siamo attestati in un consumo di circa 10 km al litro.

350€ di spese alimentari, inteso come spesa per poi consumare e cucinare in camper, ma considera che amiamo provare le delizie delle tavole locali ed i vini dei luoghi visitati… e si sà…. si fan pagare!

E meritatamente direi!!

Ma come puoi non provare i coioni del mulo, nota bontà tipica di Norcia, o l’olio di Montepulciano, o i pici con la Chianina!

salumi di norcia

350€ di ristorazione…. Un buon gelato, una cenetta di sushi, caffè, succhi, frullati…. È giusto dare il nostro sostegno alle attività locali anche solo fermandoci per un buon caffè, un gelato, un the, un succo…. Un’ottima occasione per rubare i segreti del posto e chiedere cosa c’è di veramente bello da vedere!

64€ area sosta, una media di 12 euro al giorno, ne abbiamo passati 5 in tutto approfittando per ricaricare batteria servizi (ne abbiamo una da 100 ampere) e powerbank aiutando il nostro pannellino solare che non se l’è cavata affatto male!!

Mentre due giorni sono stati “obbligati” per utilizzare il nostro condizionatore in giornate con un caldo infernale… ma di questo ne parleremo in un video dedicato.

Il resto in sosta libera, rispettando le regole e rimanendo più anonimi possibile

25€ lavanderie a gettoni, utilizzando programma lavaggio ed asciugatura. Usale, sono una grande comodità e permettono di viaggiare senza doverci portare dietro un’intero armadio. Questa, come molte altre, sono abitudini che ci portiamo dietro dai viaggi in moto, dove lo spazio è essenziale.

14,50€ di autostrada…. Volevamo gustarci quanto piu’ possibile il paesaggio, abbiamo quindi usato l’autostrada solo per un piccolo tratto di trasferimento, il resto… tutte stradine basse che ci hanno permesso di godere dei paesini nel tragitto.

Tolti suppellettili, souvenir e ammennicoli vari, possiamo dire di aver speso 1000 euro per una vacanza da 12 giorni in Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Veneto con una percorrenza di 1300 km!

Direi niente male!! 

Considera che puoi tranquillamente spendere meno o puoi tranquillamente spendere piu’ del doppio.

La vacanza in camper, come tutte le altre, te le puoi cucire addosso!! 

Vuoi piu’ comodità? Vai  in campeggio e spendi una media di 50€ giorno, per 12 giorni… aggiungi circa 600 euro ai 1000 sopra…

Vuoi essere piu’ wild? Mangi pasta e fagioli, eviti come la peste bar e ristoranti…. e la tua spesa si dimezza!

Ricorda che ti sto parlando di vacanze estive, per quanto concerne l’inverno devi aggiungere i costi per il riscaldamento: gas o gasolio e  devi fare i conti con i consumi delle batterie

Spero ti torni utile questo resoconto, a me sarebbe piaciuto tanto che qualcuno mi desse degli esempi di costi di vacanza in camper. 

Ciao Mondooooo.

Acqua in camper, autonomia e sicurezza

Buongiorno Mondo, oggi parliamo di acqua in camper, di come si carica, come si igienizzano i serbatoi ed i tubi, come si scarica e parliamo anche di autonomia, questa grande paura, passatemi il termine, “infondata” che in molti hanno.

Partiamo con il parlare della igienizzazione e sanificazione dell’impianto idrico del nostro camperozzo.

Ci sono molti prodotti specifici in commercio, io ad esempio uso i prodotti di AcquaTravel, ma ne esistono molti, molti altri. In molti usano metodi tradionali, come ad esempio l’amuchina. Qualsiasi sia il prodotto che scegli di usare, ricorda di fare una sanificazione almeno una volta ogni due-tre mesi per essere supertranquillo, in base all’utilizzo che fai del camper.

Io procedo in questo modo;

– scarico completamente il serbatoio delle acque chiare, del boiler e delle acque grigie

per scaricare il serbatoio delle acque chiare, dapprima apro la valvola di scarico del serbatoio, quando è quasi scarico, apro tutti i rubinetti (acqua calda e fredda) e lascio che la pompa finisca di scaricare il serbatoio svuotando anche i tubi. Appena sento la pompa girare a vuoto spengo il consenso della pompa, lasciando i rubinetti aperti. Riapro la valvola di scarico del serbatoio e la lascio aperta una ventina di minuti. Fatto tutto questo, richiudo rubinetti e valvola scarico, mi reco in un area servizio e scarico le grigie.

– in una bottiglia metto il contenuto della bustina di igienizzante che io uso (è specificata la quantità per litro, basta che dosiate in base al vostro serbatoio), e riempio d’acqua per poi agitarlo per un minuto circa. Lo svuoto poi nel serbatoio

– a questo punto, finisco di riempire il serbatoio, ma non pieno pieno…. lascio qualche centimetro d’aria all’interno, così che poi, l’acqua abbia lo spazio di muoversi, ma lo vediamo tra un attimo…

-ora, serbatoio quasi pieno, prendo il mio camperozzo, e mi godo un giretto di qualche chilometro, magari in una bella strada un pò dissestata, girando di tanto in tanto a destra e sinistra…. dando modo all’intruglio magico di mescolarsi bene e fare il suo lavoro nelle pareti del serbatoio.

-rientrato a casa, lo lascio agire per 24 ore minimo. Al termine, apro i rubinetti e faccio in modo che tutta l’acqua del serbatoio delle chiare si riversi nel serbatoio delle grigie.

-altro giretto come sopra e altre 24 ore di “stagionatura”, così igienizzo pure il serbatoio delle grigie.

-area servizio, scarico le grigie ed il gioco è fatto!!

Per quanto riguarda il carico dell’acqua, io uso sempre un filtro per sedimenti e sabbia, da interporre tra la gomma e il serbatoio; uso anche un connettore rapido che mi aiuta nell’operazione di carico, evitandomi di dover stare in piedi a tener la gomma tutto il tempo.

heosolution adattatore per serbatoio camper

Prima di effettuare il carico, metto una pastiglia di cloro e anti alga nel serbatoio (controlla sempre le dosi). ATTENZIONE: io uso queste pastiglie perchè noi l’acqua del camper la utliziamo per doccia, lavare piatti e lavarci mani e viso. Per uso alimentare e lavaggio denti, usiamo acqua alimentare da bottiglia.

Autonomia……. quanta acqua mi serve??? E se rimango senza acqua????

Dando per scontato che tu abbia sempre un paio di bottiglie da litro a disposizione per bere, l’acqua del camper non è un bene irreperibile. Ci sono tantissime fontane, basta che ti attrezzi con i connettori giusti che puoi trovare nei vari brico, leroymerlin, sme, amazon, wish e chi più ne ha…. più ne ha!!! Ma ne parliamo dopo…

Parliamo di autonomia…. solitamente abbiamo un serbatoio da 100 litri…… CENTO LITRI….. sono tanti, credimi. Considera che una doccia, fatta in modo responsabile, quindi quantomeno spegnendo l’acqua mentre ti insaponi, ti “costa” dai 5 ai 10 litri (dipende da te).,… mettiamo una media di 7 litri!!! Devi poi considerare che parte dell’acqua viene utilizzata dal wc e parte per lavare piatti. Noi, equipaggio di 3 persone, doccia serale e lavaggio piatti, nonché seduta al trono giornaliera, 3 giorni li facciamo tranquillamente. E ricorda sempre, ci sono fontane ovunque dove poterti ricaricare!!!

Cosa mi devo portare via?

Mi sento di consigliarti la presa rubinetto universale (quella con la vite a farfalla) da usare nelle fontanelle chiamate anche nasoni, o in quelle situazioni dove il rubinetto non ha filettatura, e una presa 3/4 – 1/2 che hanno già il riduttore incluso, così da avere già due misure a disposizione. Oltre a questo, sbizzarisciti…. ma io già con questi due accessori non ho avuto problemi di sorta.

adattatore universale rubinetti nasoni
adattatore multiplo rubinetto

Una buona gomma da 10 – 15 metri o anche più se ti è possibile, magri dividendo la gomma e unendola poi con l’apposito raccordo a sgancio rapido, un imbuto ed una tanica di quelle morbide (che occupano meno spazio). Se non ci arrivi con la gomma, puoi sempre usare la tanica e l’imbuto!!

adattatore prolunga gomma acqua

Quindi, abbiamo igienizzato, sanificato, riempito, abbiamo con noi tutto il necessario per ricaricare l’acqua…. cosa ci manca?? Ci manca solo accendere il camperozzo, lasciare a casa la paura di non aver abbastanza acqua, partire e goderci la nostra gitarella!!!!

Ciao!!!

INVERNO IN CAMPER come affrontarlo e difendersi dal freddo

INVERNO IN CAMPER come affrontarlo e difendersi dal freddo

Viaggiare in camper è una gioia, e deve esserlo tutto l’anno. 

Così come abbiamo i mezzi per difenderci dal caldo in estate, allo stesso modo, anzi, forse più facilmente, possiamo difenderci dal freddo e godere dei paesaggi invernali accompagnati dal nostro amato camper.

Come prima cosa, dobbiamo capire quali sono i punti deboli dei nostri camperozzi:

  • cabina di guida 
  • pavimento 
  • porta della cellula 
  • finestre della cellula

Cabina guida: da qui arriva la maggior fonte di freddo, dobbiamo ti dò quindi questi piccoli consigli:

  • chiudi le bocchette dell’aria, impedendo così l’ingresso dell’aria fredda dall’esterno (ci sono in commercio anche delle coperture per l’intero cruscotto, o puoi costruirtela tu con un panno sette strati)
  • Usa un oscurante esterno (da preferire a quello interno poiché coibenta meglio ed evita il formarsi di fastidiosa condensa in cabina)
  • Isolare la cabina dalla cellula utilizzando un panno sette strati tagliato su misura, o in alternativa, una bella coperta…. quelle di una volta che isolano bene!

Già a questo punto abbiamo fatto un gran bel lavoro, ma proseguiamo per step…

Con cosa ci riscaldiamo?

Solitamente i camper sono muniti di una stufa a gas, se hai una truma, accendila e lasciala a 4, vedrai che in poco tempo scalderà benissimo la cellula, farai sempre in tempo ad aumentare la temperatura (se è ventilata, lascia la ventilazione in automatico, farà bene il suo lavoro)

Apriamo una parentesi sul gas; le nostre bombole sono una miscela di butano e propano. Chiedi le bombole con la maggior percentuale di propano possibile, in quanto questo elemento, diventa gassoso anche con temperature al di sotto dello 0, mentre il butano, già vicino agli 0 gradi, rimane liquido, e ci lascia quindi al freddo.

Và da sè che devi fare i conti con una minor autonomia delle tue bombole.

In aggiunta, o sostituzione della stufa a gas, puoi montare un riscaldatore a gasolio, che però assorbe più energia dalle batterie, e ovviamente consuma gasolio, anche se quest’ultimo è un consumo molto parsimonioso. (C’è ne sono i commercio con costi che si aggirano sui 130 euro, a cui va sommato il costo dell’installazione, se non ne hai le capacita).

In ogni caso, lascia sempre gli oblò leggermente aperti, permetterà il ricircolo dell’ossigeno e lascerà uscire la condensa derivata dal nostro respiro (da non sottovalutare). 

Tieni presente che la stufa a gas asciuga tantissimo l’aria, quindi organizzati con un umidificatore (anche quelli che si usavano una volta appesi ai termi), se non lo fai, rischi di svegliarti con un bel mal di testa e la gola secchissima, credimi!

Il pavimento, questo amico – nemico….

Metti dei tappeti, così da diminuire la dispersione del calore, meglio se ti organizzi con un “secondo pavimento” usando guaina o corsie in gomma o simili (sempre che tu non abbia un camperozzo nuovo nuovo con il doppio pavimento)

La notte, chiudi gli oscuranti delle finestre, aiuterà tantissimo a maniere all’interno il calore.

Se hai una mansardato, metti un panno sette strati sotto al materasso, eviterai di sentire freddo alla schiena, e se hai la mansarda alta come la mia, fatti fare un materasso su misura in memory, oltre al confort, aumenterà a dismisura l’insolazione dalla temperatura della cabina, sia d’estate che d’inverno.

Porta della cellula: puoi isolarla utilizzando un panno sette strati tagliato su misura, ma ricorda di lasciare libera la griglia di aerazione (se è presente)

E l’acqua del camper in inverno?

Bisogna prestare attenzione, se si ghiaccia, espandendosi romperà i tubi!

Tre semplici accortezze ti permetteranno di non correre rischi:

  • quando la temperatura è sotto i 6 gradi, tieni la stufa accesa al minimo, così da mantenere i tubi caldi all’interno della cellula 
  • con un tubicino, soffia nello scarico dei lavandini dopo averli usati, così facendo eviterai che l’acqua ristagni nel tubo di scarico evitando possibili rotture dovute al ghiaccio
  • quando rientri, scarica sempre completamente i serbatoi delle acque chiare ed il boiler.

Per quanto riguarda i serbatoi delle grigie e delle nere, puoi usare del sale (abbastanza sale) ma non sò se questo potrà creare problemi alla lunga alle guarnizioni. Io non mi sono mai trovato con le ghigliottine bloccate dal ghiaccio perché vivo vicino al mare, dove le temperature non sono mai rigide e fortunatamente ho una area servizi vicino casa.

Autonomia energetica

Oltre alla batteria servizi, per le uscite nei fine settimana, porto sempre con me due powerbank, uno da 20.000 mah e una da 25.000 mah che mi permettono una grandissima autonomia per i device che usiamo, lasciando alla batteria servizi il compito di alimentare canalizzazione aria della stufa, luci e la pompa dell’acqua.

E se si spegne tutto di notte in mezzo alla neve?

Niente panico, di certo non aiuta!

Tieni sempre dei sacco a pelo in camper (tanti quanti sono i membri del tuo equipaggio), buoni, che tengano temperature sotto lo zero.

Metti i bimbi, sei li hai, tra te e il tuo/a compagno, infilatevi nei sacco a pelo, metteteci sopra le coperte che avete, dormite sereni e domani ci pensate!

Tieni un radiatore ad olio, è più lento a riscaldarsi, ma poi fà un bel caldino e consuma poco (da usare solo se collegato a colonnina ovviamente)

Se hai un albergo vicino, ciao ciao camper e porta il tuo equipaggio al caldo, e domani ci pensi!!

Ultima nota, dotati di allarmi per gas, da posizionare nel basso, visto che butano e propano sono pesanti, e di estintori e coperta antifuoco, meglio essere previdenti. Lascio a te la scelta dell’estintore in base a quanto suggerito dal tuo venditore DI FIDUCIA ( ti consiglio o polvere o schiuma, vedi il video dove spiego le differenze)

Spero di esserti stato utile

Ciao

Viaggiare in camper è una gioia, e deve esserlo tutto l’anno. 

Così come abbiamo i mezzi per difenderci dal caldo in estate, allo stesso modo, anzi, forse più facilmente, possiamo difenderci dal freddo e godere dei paesaggi invernali accompagnati dal nostro amato camper.

Come prima cosa, dobbiamo capire quali sono i punti deboli dei nostri camperozzi:

  • cabina di guida 
  • pavimento 
  • porta della cellula 
  • finestre della cellula

Cabina guida: da qui arriva la maggior fonte di freddo, dobbiamo ti dò quindi questi piccoli consigli:

  • chiudi le bocchette dell’aria, impedendo così l’ingresso dell’aria fredda dall’esterno (ci sono in commercio anche delle coperture per l’intero cruscotto, o puoi costruirtela tu con un panno sette strati)
  • Usa un oscurante esterno (da preferire a quello interno poiché coibenta meglio ed evita il formarsi di fastidiosa condensa in cabina)
  • Isolare la cabina dalla cellula utilizzando un panno sette strati tagliato su misura, o in alternativa, una bella coperta…. quelle di una volta che isolano bene!

Già a questo punto abbiamo fatto un gran bel lavoro, ma proseguiamo per step…

Con cosa ci riscaldiamo?

Solitamente i camper sono muniti di una stufa a gas, se hai una truma, accendila e lasciala a 4, vedrai che in poco tempo scalderà benissimo la cellula, farai sempre in tempo ad aumentare la temperatura (se è ventilata, lascia la ventilazione in automatico, farà bene il suo lavoro)

Apriamo una parentesi sul gas; le nostre bombole sono una miscela di butano e propano. Chiedi le bombole con la maggior percentuale di propano possibile, in quanto questo elemento, diventa gassoso anche con temperature al di sotto dello 0, mentre il butano, già vicino agli 0 gradi, rimane liquido, e ci lascia quindi al freddo.

Và da sè che devi fare i conti con una minor autonomia delle tue bombole.

In aggiunta, o sostituzione della stufa a gas, puoi montare un riscaldatore a gasolio, che però assorbe più energia dalle batterie, e ovviamente consuma gasolio, anche se quest’ultimo è un consumo molto parsimonioso. (C’è ne sono i commercio con costi che si aggirano sui 130 euro, a cui va sommato il costo dell’installazione, se non ne hai le capacita).

In ogni caso, lascia sempre gli oblò leggermente aperti, permetterà il ricircolo dell’ossigeno e lascerà uscire la condensa derivata dal nostro respiro (da non sottovalutare). 

Tieni presente che la stufa a gas asciuga tantissimo l’aria, quindi organizzati con un umidificatore (anche quelli che si usavano una volta appesi ai termi), se non lo fai, rischi di svegliarti con un bel mal di testa e la gola secchissima, credimi!

Il pavimento, questo amico – nemico….

Metti dei tappeti, così da diminuire la dispersione del calore, meglio se ti organizzi con un “secondo pavimento” usando guaina o corsie in gomma o simili (sempre che tu non abbia un camperozzo nuovo nuovo con il doppio pavimento)

La notte, chiudi gli oscuranti delle finestre, aiuterà tantissimo a maniere all’interno il calore.

Se hai una mansardato, metti un panno sette strati sotto al materasso, eviterai di sentire freddo alla schiena, e se hai la mansarda alta come la mia, fatti fare un materasso su misura in memory, oltre al confort, aumenterà a dismisura l’insolazione dalla temperatura della cabina, sia d’estate che d’inverno.

Porta della cellula: puoi isolarla utilizzando un panno sette strati tagliato su misura, ma ricorda di lasciare libera la griglia di aerazione (se è presente)

E l’acqua del camper in inverno?

Bisogna prestare attenzione, se si ghiaccia, espandendosi romperà i tubi!

Tre semplici accortezze ti permetteranno di non correre rischi:

  • quando la temperatura è sotto i 6 gradi, tieni la stufa accesa al minimo, così da mantenere i tubi caldi all’interno della cellula 
  • con un tubicino, soffia nello scarico dei lavandini dopo averli usati, così facendo eviterai che l’acqua ristagni nel tubo di scarico evitando possibili rotture dovute al ghiaccio
  • quando rientri, scarica sempre completamente i serbatoi delle acque chiare ed il boiler.

Per quanto riguarda i serbatoi delle grigie e delle nere, puoi usare del sale (abbastanza sale) ma non sò se questo potrà creare problemi alla lunga alle guarnizioni. Io non mi sono mai trovato con le ghigliottine bloccate dal ghiaccio perché vivo vicino al mare, dove le temperature non sono mai rigide e fortunatamente ho una area servizi vicino casa.

Autonomia energetica

Oltre alla batteria servizi, per le uscite nei fine settimana, porto sempre con me due powerbank, uno da 20.000 mah e una da 25.000 mah che mi permettono una grandissima autonomia per i device che usiamo, lasciando alla batteria servizi il compito di alimentare canalizzazione aria della stufa, luci e la pompa dell’acqua.

E se si spegne tutto di notte in mezzo alla neve?

Niente panico, di certo non aiuta!

Tieni sempre dei sacco a pelo in camper (tanti quanti sono i membri del tuo equipaggio), buoni, che tengano temperature sotto lo zero.

Metti i bimbi, sei li hai, tra te e il tuo/a compagno, infilatevi nei sacco a pelo, metteteci sopra le coperte che avete, dormite sereni e domani ci pensate!

Tieni un radiatore ad olio, è più lento a riscaldarsi, ma poi fà un bel caldino e consuma poco (da usare solo se collegato a colonnina ovviamente)

Se hai un albergo vicino, ciao ciao camper e porta il tuo equipaggio al caldo, e domani ci pensi!!

Ultima nota, dotati di allarmi per gas, da posizionare nel basso, visto che butano e propano sono pesanti, e di estintori e coperta antifuoco, meglio essere previdenti. Lascio a te la scelta dell’estintore in base a quanto suggerito dal tuo venditore DI FIDUCIA ( ti consiglio o polvere o schiuma, vedi il video dove spiego le differenze)

Spero di esserti stato utile

Ciao