Ciao Mondo.
Se stai cercando un angolo di Friuli dove la montagna si specchia nell’acqua e il tempo sembra rallentare, il Lago di Cavazzo potrebbe essere esattamente quello che cerchi. Ti racconto la mia esperienza, con qualche curiosità che forse non ti aspetti.
Lago di Cavazzo (o Lago dei Tre Comuni) | Udine, Friuli Venezia Giulia
Paese: Italia Regione: Friuli Venezia Giulia Località: Cavazzo Carnico, Trasaghis, Bordano Come ci sono arrivato: camper, moto, auto Costo giornaliero: 4 € per la sosta (prezzo 2020) Periodo consigliato: primavera, estate, autunno Spostamenti in loco: a piedi, in bicicletta Alloggio: sosta libera tollerata
Puoi vedere il video qui: youtu.be/te4olkidDaw
Il lago
Il Lago di Cavazzo è il più grande specchio d’acqua naturale del Friuli Venezia Giulia, con un’origine che si perde nell’epoca preglaciale: fu il Tagliamento, prima di deviare il proprio corso, a scavare il solco poi ampliato dal ghiacciaio. Lo chiamano anche Lago dei Tre Comuni perché tocca i territori di Cavazzo Carnico, Trasaghis e Bordano. Si trova a 195 metri sul livello del mare, delimitato dal Monte San Simeone a nordest e dal massiccio del Monte Faéit a ovest, con una superficie di circa 1,18 chilometri quadrati e una profondità massima di 39 metri.
Trovarlo così sereno e riposante oggi non fa immaginare quanto fosse diverso prima dell’arrivo dell’industria idroelettrica. Nel 1957, con l’attivazione della centrale idroelettrica di Somplago, che quotidianamente immette nel lago notevoli quantità di acqua fredda, si sono determinati profondi cambiamenti nell’ecosistema lacustre.
Per quanto riguarda le attività, qui non ti annoi di certo: pesca, windsurf, canoa, vela, cicloturismo, trekking, parapendio, pedalò. La riva regala relax e sport a qualsiasi ritmo tu voglia impostare. Trovi qualche approfondimento sulle attività sul sito del Turismo FVG.
Curiosità: un lago che nasconde più storie di quanto sembri
Questo posto ha molto da raccontare, e parte di quello che racconta è decisamente fuori dal comune.
La storia più singolare è quella dell’Operazione Atlantide. Tra il 1969 e il 1970, in questo remoto angolo di Friuli, partì un esperimento scientifico visionario: dodici sommozzatori, chiamati “acquanauti”, vissero per lunghi periodi all’interno di speciali moduli subacquei a circa 17 metri di profondità, in tre enormi cilindri d’acciaio di circa 5.000 chilogrammi ciascuno, chiamati Alfa Tau, Drago II e Canetopo. L’obiettivo era studiare la possibilità di vita stabile sott’acqua. Quello che accadde nelle profondità del lago assunse toni leggendari: gli acquanauti recuperarono ordigni inesplosi della Seconda Guerra Mondiale rimasti sul fondale, e ci furono testimonianze di festini a base di polenta, cacciagione e prosecco, oltre a uscite serali dai moduli per andarsene al bar in superficie. L’esperimento si concluse nel 1971 per mancanza di finanziamenti. Oggi nelle profondità del lago ci sono ancora i resti delle enormi zavorre utilizzate per inabissare i moduli degli acquanauti, mentre in superficie le acque azzurre regalano una sensazione di pace e serenità.
C’è anche un collegamento con la Ferrari, e non è uno scherzo. Il 25 novembre 1916, l’asso dell’aviazione italiana Francesco Baracca intercettò un velivolo austro-ungarico nei cieli sopra Paluzza e Timau, vinse il duello aereo e costrinse l’avversario ad atterrare nei prati presso le ultime case di Cavazzo. Per il codice d’onore in uso all’epoca, il vincitore otteneva come simbolo lo stemma del velivolo sconfitto, che in questo caso era un cavallo nero, simbolo della città di Stoccarda. Nel 1923 la madre di Baracca donò quell’emblema al giovane Enzo Ferrari, che modificò la coda dell’animale, aggiunse uno sfondo giallo come il colore di Modena, e ne fece il simbolo prima delle sue vetture Alfa Romeo, poi della casa automobilistica che avrebbe fondato. Ogni volta che vedi una Ferrari, un pezzo di quella storia appartiene a questo lago.
Sul fronte letterario, il Lago di Cavazzo è citato nel romanzo “Lena delle farfalle” di Ilaria Tuti, e prima di lei scrittori come Ippolito Nievo e Franco Marchetta, e poeti come Siro Angeli e Mario Argante, ne hanno descritto le bellezze. Nel libro della Tuti, il lago e Bordano diventano lo sfondo inquietante di un’indagine su un omicidio avvenuto nella Casa delle Farfalle. Se ami i gialli e vuoi leggere qualcosa prima di venire qui, è un ottimo punto di partenza.
Sul fondale del lago, infine, vale la pena sapere che la principale fonte d’acqua originaria era costituita da polle larghe anche due metri presenti sul fondale stesso, e che sulla pratica della pesca nel lago si hanno notizie risalenti al 1212, anno in cui il Patriarca di Aquileia, Volchero, infeudò il lago al nobile Ottone di Gemona alla condizione che fornisse di pesce le mense patriarcali. Ottocento anni di storia ittica, insomma.
Dove mangiare
Ci sono food truck sulle sponde nord e sud, puntuali come un orologio svizzero nei weekend. Due bar affacciati sull’acqua completano l’offerta per chi vuole uno spuntino veloce o una pausa caffè con vista. Niente di elaborato, ma funziona bene.
Cosa ho visitato
I sentieri sono numerosi e adatti a tutti i livelli. Se vuoi costeggiare il lago a piedi, sappi che il percorso non è interamente pedonale: c’è un tratto di strada provinciale che devi affrontare, quindi tienilo presente.
La Casa delle Farfalle di Bordano è letteralmente a un passo, ma ne parleremo in un articolo dedicato. Vale la visita, soprattutto se hai letto il romanzo della Tuti.
La Riserva Naturale del Lago del Cornino, habitat del Grifone, è nelle vicinanze: ne parliamo qui.
Un consiglio che viene dal cuore
A Traseghis, raggiungibile in bicicletta, c’è un supermercato Maxi che merita una menzione speciale, non per quello che vende, ma per come ti tratta. Ci hanno offerto di portare la spesa al camper gratuitamente, senza che nessuno chiedesse nulla. Ma la scena che mi ha colpito di più è stata vedere la cassiera inseguire un anziano signore con un cioccolatino in mano: “cjape par il tò complean”, ovvero “tieni, per il tuo compleanno”. In friulano. Con naturalezza, come se fosse la cosa più normale del mondo. Ecco: certi posti li ricordi per i panorami, altri per le persone. Questo lo ricordo per entrambi.
Sosta libera
La sosta libera è tollerata, ma ricorda: sosta, non campeggio. Il parcheggio dove abbiamo sostato noi era ben illuminato, videosorvegliato e costava 4 euro al giorno (prezzo 2020). Per i camperisti è una base comoda e sicura.




Foto Gallery













