Lago di Molveno – TN Ciao Mondo.
Se stai cercando un posto dove l’acqua è così limpida da farti venire il dubbio di stare guardando un’immagine ritoccata, e dove le montagne ti chiudono intorno come se volessero tenerti lì, il Lago di Molveno è la risposta. Ti racconto come è andata, cosa ho visto, e qualche storia che forse non ti aspetti.
Guarda il video completo sul nostro canale youtube https://youtu.be/aH9zIPRYr8w?feature=shared
Paese: Italia Regione: Trentino-Alto Adige Località: Molveno – TN Come ci sono arrivato: camper Costo giornaliero: 40,80 € area sosta (prezzo 2022) Periodo consigliato: estate Spostamenti in loco: a piedi, in bicicletta Alloggio: area sosta attrezzata (con corrente, se parcheggi nel posto giusto)
Il lago
Il Lago di Molveno è un lago alpino di origine naturale, formatosi circa quattromila anni fa a seguito di un’imponente frana che ha sbarrato la valle. Si trova a 823 metri sul livello del mare, nel cuore del Trentino occidentale, incastonato tra le Dolomiti di Brenta a ovest e il massiccio della Paganella a est. Con una profondità media di 47 metri e una massima di 124, è il più profondo del Trentino, e il secondo per estensione tra quelli interamente compresi nella regione.
Nel 2026, la Guida Blu di Legambiente e Touring Club ha assegnato al comune di Molveno e al suo lago il titolo di Lago più bello d’Italia per la decima volta, premiando la qualità delle acque, la spiaggia, l’efficienza dei servizi e l’attenzione alla tutela ambientale. Non è un titolo di facciata: quando ci sei dentro, capisci perché.
Le attività che puoi fare qui sono tante: vela, canoa, windsurf, kayak, pesca, MTB, trekking, cabinovia. La riva nord, dove si trova il paese di Molveno, scende verso il lago con prati e spiagge ampie. Se vuoi costeggiarlo a piedi ci vogliono circa tre ore con calma; in MTB, con le pause per le foto, un’ora e venti.
Curiosità: un lago che nasconde più di quanto mostri
Questo posto ha qualche storia interessante da raccontare, e parte di quello che racconta è rimasto nascosto sott’acqua per tremila anni.
Quando nel 1952 il lago fu svuotato per permettere la costruzione delle condutture che alimentano la centrale idroelettrica di Santa Massenza, sul fondale emerse qualcosa di inatteso: una foresta pietrificata composta da circa duecento tronchi, alcuni ancora in piedi e radicati nel vecchio terreno, altri sradicati e immersi nel limo, alcuni alti fino a trenta metri. Fu proprio l’analisi di questi resti, datati con il radiocarbonio, a permettere di collocare la nascita del bacino attorno al 1000 avanti Cristo, confermando che quella frana antica aveva sepolto non solo una vallata, ma una foresta intera e gli insediamenti umani che ci vivevano.
Lo svuotamento del lago non fu indolore: i pescatori si mobilitarono per salvare il salmerino alpino, specie ittica simbolo del lago, e la Pro Loco di Molveno protestò per i gravi danni all’economia turistica. E quando il lago tornò a riempirsi, aveva cambiato colore: l’apporto di limo glaciale proveniente dalle nuove condutture ne aveva modificato la trasparenza, e le temperature dell’acqua erano sensibilmente calate.
C’è anche un capitolo legato ai fortini che si trovano sul promontorio del Monte Corno, sulla riva occidentale. Tra il 1802 e il 1805 il Comando militare austriaco fece erigere queste opere difensive per contrastare l’avanzata delle truppe napoleoniche che risalivano le Giudicarie. Il nome “Fortini di Napoleone” è rimasto, un po’ per ironia, un po’ perché la storia ama i paradossi: li costruirono gli austriaci, ma il nome è quello del nemico. Oggi sono una tappa del giro del lago.
Sul fronte degli ospiti illustri, questo lago ha ricevuto visite che pochi luoghi possono vantare. Tra il 1926 e il 1930 erano ospiti abituali il re del Belgio Alberto I, gli artisti dell’opera di Vienna e del Covent Garden di Londra, e Franz Lehar, che proprio a Molveno compose l’opera “Eva”. Sigmund Freud venne qui col figlio Martin, e tra gli ospiti del Grand Hotel figurarono anche Guglielmo Marconi e il primo ministro inglese Chamberlain. Lo slogan dell’epoca recitava: “Molveno, uno dei luoghi classici di bellezza delle Alpi, idillio di serenità e di pace ai piedi delle Dolomiti.”
E poi c’è Antonio Fogazzaro, che non si limitò ad apprezzare il lago in silenzio: nel 1905 intervenne a Molveno a un convegno internazionale di scrittori e definì il lago “gemma purissima in superbo scrigno”, una frase che da allora non ha mai smesso di circolare.
Dove mangiare
In centro paese trovi diversi ristoranti e bar. Da non perdere un piccolo negozio di specialità tipiche locali, dove fermarsi anche solo per curiosare tra i prodotti del territorio. Noi ci siamo portati via una fetta di strudel che abbiamo consumato la mattina dopo per colazione: la decisione giusta.
Vicinissimo all’area sosta c’è un supermercato, ma tienilo presente solo per le emergenze: i prezzi sono alti e la selezione non è particolarmente ricca.
Cosa ho visitato
Il giro del lago è il modo migliore per capire dove sei. Lo puoi fare a piedi o in bici, ma se scegli la bici, prendi una MTB o una gravel: alcuni tratti del percorso sono sconnessi e con una bici da città rischi di trovarti in difficoltà. Non è adatto a bambini piccoli in bicicletta né con il passeggino.
Abbiamo fatto anche il battesimo in kayak del nostro cane Lili: prima uscita in acqua, e devo dire che se l’è cavata egregiamente. Meno bene di Lulu, la nostra veterana, ma è solo questione di allenamento.
La cabinovia che sale all’Altopiano del Pradel, a 1.367 metri, è una buona idea se vuoi cambiare prospettiva e vedere il lago dall’alto. Da lì partono sentieri verso i rifugi del Brenta, con vista che spazia fino al Lago di Garda.
Un consiglio sull’area sosta
Siamo arrivati in camper e abbiamo scelto l’area sosta attrezzata perché avevamo bisogno di ricaricare le ebike e i vari dispositivi. Il prezzo nel 2022 era di 40,80 euro per 24 ore, il che non è proprio economico. Tieni presente però una cosa: se parcheggi nel prato paghi la stessa cifra ma non hai accesso alla corrente elettrica. Ci hanno giustificato la cosa dicendo che nel prato hai più spazio, ma in realtà se stai sul lato lago hai comunque tutto lo spazio che ti serve dietro il camper per tavolo, sedie, bici e kayak.
Per il carico dell’acqua abbiamo saltato: l’area obbliga a usare il tubo installato, e visto che non sai mai come è stato usato dagli altri, abbiamo preferito rinunciare.
Ci sono possibilità di sosta libera, ma i cartelli di divieto campeggio sono tanti e l’impressione è che i controlli vengano fatti. Rispetta le regole e dormi sereno.

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