Piancavallo -PN

Ciao Mondo.

Benvenuto su un altopiano che non dimenticherai facilmente. Piancavallo è una frazione del comune di Aviano, conta una quarantina di residenti permanenti e, nonostante le dimensioni ridottissime, riesce a sorprendere in ogni stagione con un’offerta sportiva e naturalistica di tutto rispetto.

Paese: Italia Regione: Friuli Venezia Giulia Località: Piancavallo, frazione del Comune di Aviano Come arrivarci: in moto, in auto o in camper. Per i più sportivi, in bici Periodo: tutto l’anno (in moto non in inverno, presenza di ghiaccio) Spostamenti in loco: a piedi, in bici Alloggio: visita in giornata, oppure sosta libera o a pagamento per camper


D’inverno hai a disposizione 17 chilometri di piste da sci, escursioni con le ciaspole, pattinaggio su ghiaccio e molto altro. Dalla primavera all’autunno puoi sbizzarrirti con trekking di ogni livello — dall’impegnativo al rilassante — mountainbike, parapendio e deltaplano. E se non hai ancora provato il bob su rotaia, questo è il posto giusto per farlo: è un’esperienza che vale il viaggio da sola.

Guarda il video completo sul nostro canale: https://youtu.be/HPVVRl0bhL8

Per tutte le informazioni aggiornate sulle attività: turismofvg.it


Dove mangiare

Nella piazzetta centrale trovi un paio di bar che offrono panini e pasti veloci, ottimi per chi non vuole perdere tempo e tornare subito fuori. Non ho provato i ristoranti, ma l’offerta c’è.


Cosa vedere

Parti dal Sentiero Botanico, accessibile direttamente dalla piazzetta centrale: un percorso educativo immerso nella natura che stupisce per la varietà della flora alpina. Ma la vera protagonista è l’aria aperta: le passeggiate qui non sono mai banali. Vale la pena seguire anche la Passeggiata delle Malghe, un anello di circa 12 chilometri attraverso boschi e prati, con punti panoramici sulla pianura friulana e le tradizionali strutture d’alpeggio.


Consigli pratici per il camper

Piancavallo è particolarmente attrezzata per i viaggiatori in camper. Vicino al Palaghiaccio trovi diversi stalli con possibilità di pernottamento libero. C’è anche un’area servizi attrezzata con colonnine elettriche (circa 13 euro al giorno), 70 posti e WiFi gratuito.


Qualcosa che forse non sai su Piancavallo

Piancavallo non è solo una bella meta turistica. Ha una storia e delle curiosità che la rendono ancora più interessante.

Le origini preistoriche del terreno. Il massiccio del Monte Cavallo su cui sorge l’altopiano era completamente ricoperto da 100-200 metri di ghiaccio alla fine dell’ultima era glaciale. Con lo scioglimento dei ghiacci si formarono depositi di sedimenti tipo Loess che hanno reso l’area uno degli insediamenti umani più antichi del Friuli Occidentale, con tracce di presenza risalenti a circa 10.000 anni fa. Il terreno che calpesti quando cammini lungo i sentieri esposti verso la pianura ha ancora i segni di quel passato: pietroso, scarno di vegetazione, simile per certi versi al paesaggio carsico. Non ci sono grandi boschi come sul vicino Altopiano del Cansiglio, ma proprio per questo il paesaggio ha una sua austerità affascinante.

La prima salita alpinistica documentata. Nel 1726, due botanici — Giovanni Girolamo Zanichelli e Domenico Pietro Stefanelli — salirono per la prima volta la Cima Manera (2.251 m), la vetta più alta del Gruppo del Cavallo. Non si trattò di un’impresa sportiva in senso moderno, ma di una spedizione scientifica in cerca di specie vegetali rare. Rimane comunque una delle prime salite alpinistiche documentate in Italia, oltre un secolo prima che l’alpinismo diventasse uno sport diffuso.

I partigiani e la Chiesetta degli Alpini. Durante la Seconda guerra mondiale, l’altopiano e il suo rifugio divennero rifugio per la Brigata partigiana Ippolito Nievo. Nel settembre del 1944 il nascondiglio fu scoperto e distrutto dalle truppe tedesche. Nel 1951 fu costruita la Chiesetta degli Alpini in memoria dei caduti, utilizzando anche materiali recuperati dalle rovine del vecchio rifugio. La trovi ancora lì, e merita una sosta.

La prima stazione sciistica italiana con innevamento artificiale. Nata alla fine degli anni Sessanta, Piancavallo ha il primato di essere stata la prima stazione sciistica in Italia ad adottare un sistema di innevamento artificiale. Ha ospitato gare di Coppa del Mondo femminile di sci alpino dal 1979 agli inizi degli anni Novanta, e dal 1970 è sede del leggendario Rally Piancavallo, manifestazione di rilevanza europea.

Marco Pantani, il Giro d’Italia e la salita che fa paura. La strada che sale da Aviano a Piancavallo è una delle scalate più dure del Friuli Venezia Giulia: 14,5 chilometri con una pendenza media del 7,8% e punte del 14% nel tratto chiamato, non a caso, “muro del pianto”. Qui nel 1998 Marco Pantani vinse la tappa del Giro d’Italia che gli aprì la strada verso la storica doppietta Giro-Tour. Nel 2017 vinse Mikel Landa, nel 2020 Tao Geoghegan Hart. E nel maggio 2026, appena poche settimane fa, Piancavallo ha ospitato la ventesima tappa del Giro d’Italia 109, la più decisiva dell’intera corsa: i corridori hanno scalato la salita due volte, con Jonas Vingegaard che ha vinto da solo. Una salita entrata nella leggenda del ciclismo mondiale.

Verso il cielo anche d’estate. Ogni anno a Piancavallo si svolge la Skyrace del Monte Cavallo, gara di skyrunning che porta circa 250 atleti a percorrere il periplo dell’intero massiccio. E a fine agosto arriva la Piancavallo Cansiglio Ecotrail, con la sua Maratona lungo la panoramica strada della dorsale. La montagna qui non riposa mai.