Molinetto della Croda

Molinetto della Croda – Refrontolo (TV)

Buongiorno Mondo.

Se hai voglia di un angolo di Veneto dove il tempo sembra essersi fermato al Seicento, e dove una cascata di dodici metri fa ancora girare la ruota di un vecchio mulino, il Molinetto della Croda è una tappa che merita il viaggio. Ti racconto cosa ho trovato, tra storia, curiosità e qualche consiglio pratico per chi arriva in camper.

Guarda qui il video completo: https://youtu.be/ZkaSkeCpoyY

Paese: Italia Regione: Veneto Località: Refrontolo (TV) Come ci sono arrivato: camper Costo giornaliero: gratuito (ingresso al mulino 3 € nel 2020, gratuito fino a 14 anni, prezzi agevolati per gruppi e scuole) Periodo consigliato: tutto l’anno (noi ci siamo stati d’inverno) Spostamenti in loco: a piedi, in bicicletta Alloggio: sosta libera in camper

Qui il link per saperne di più: molinettodellacroda.it

Il mulino

Il Molinetto della Croda nasce nel 1630 nella valle del torrente Lierza, proprio ai piedi di un salto d’acqua di dodici metri. Il nome non è un vezzo poetico: le fondamenta della costruzione poggiano letteralmente sulla roccia nuda, che da queste parti si chiama “croda”, un conglomerato di detriti duri e teneri cementati insieme nel corso di ere geologiche. L’edificio è cresciuto nel tempo con l’aggiunta di un alloggio per la famiglia del mugnaio, una stalla e un granaio, diventando piano piano quello che vedi oggi: un piccolo borgo rurale incastonato nella pietra.

Il mulino ha macinato farina ininterrottamente fino al 1953, quando l’arrivo dell’industrializzazione lo ha reso superato. Per quasi quarant’anni è rimasto abbandonato, esposto alle piene ricorrenti del Lierza, finché nel 1991 il Comune di Refrontolo lo ha acquistato e restaurato, ricostruendo fedelmente la macina interna e rimettendo in funzione la ruota. Oggi è uno dei pochissimi mulini ad acqua ancora attivi in Italia, ed è diventato anche un piccolo museo della molitura, con mostre temporanee di arte e artigianato locale.

Curiosità: un mulino che ha attraversato secoli, minatori e set cinematografici

Quello che rende speciale questo posto non è solo l’architettura, ma quante storie diverse si sono intrecciate qui.

La zona intorno al mulino ha un passato minerario che pochi si aspettano: tra il 1866 e il 1947 nella valle si estraeva lignite, un tipo di carbone fossile, con una cinquantina di operai al lavoro. Il materiale veniva trasportato fuori dalla valle con una piccola ferrovia dedicata e poi inviato a Castelfranco Veneto per uso siderurgico. Camminando sui sentieri che partono dal Molinetto si incontrano ancora oggi gallerie e tracce di quell’attività, oggi silenziose e inghiottite dal bosco.

Il fascino del luogo ha conquistato anche artisti e scrittori. Il poeta Andrea Zanzotto, che di queste colline era originario, descriveva il Molinetto come un’opera capace di fondersi completamente con il paesaggio, quasi un’estensione naturale della terra su cui sorge. Il pittore e scultore Angelo Lorenzon aveva il suo laboratorio proprio nei dintorni, e le sue opere ispirate al mulino sono state esposte più volte all’interno dell’edificio restaurato.

C’è anche un capitolo cinematografico: nel 1977 il regista Marco Vicario scelse il Molinetto della Croda come location per il film “Mogliamante”, con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli. All’epoca il mulino era ancora abbandonato e diroccato, e proprio quell’aspetto decadente e romantico convinse la produzione a girarci alcune scene. Vederlo oggi restaurato, con la ruota che gira di nuovo, rende quelle immagini d’epoca ancora più curiose da recuperare.

Un’ultima nota, meno lieta ma importante da conoscere prima di visitare il luogo: il 2 agosto 2014, durante la tradizionale Festa dei Omeni che si teneva nello spiazzo davanti al mulino, una violenta bomba d’acqua fece esondare il torrente Lierza in pochissimi minuti. L’ondata travolse gli stand della sagra e causò la morte di quattro persone. Il torrente, che nella maggior parte dell’anno scorre placido e quasi silenzioso, può trasformarsi molto rapidamente in caso di forti temporali a monte. Se decidi di fermarti a dormire con il camper nei pressi del parcheggio, tieni sempre monitorate le previsioni meteo: non è un dettaglio da sottovalutare.

Cosa ho visitato

L’interno del mulino ospita un piccolo museo dove si può vedere il cuore del meccanismo in funzione, con la macina che ancora oggi trasforma il grano in farina. Intorno all’edificio si snodano diversi sentieri, adatti anche a una passeggiata tranquilla, che permettono di respirare aria buona tra i boschi e le colline. E dato che ti trovi a Refrontolo, sarebbe un peccato non fermarsi per una degustazione del Prosecco Superiore DOCG prodotto in zona, uno dei vini simbolo di queste colline, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme a tutto il territorio di Conegliano e Valdobbiadene.

Consigli pratici

Il parcheggio è ampio e trovi facilmente posto anche con un mezzo ingombrante come un camper: noi ci abbiamo pernottato senza problemi particolari. Nei fine settimana capita che qualche ragazzo passi di notte con l’auto sfruttando il ghiaino per fare un po’ di rumore: basta un po’ di pazienza, dopo un po’ se ne vanno e torna la quiete.

Un avviso su Google Maps: se arrivi da Conegliano e usi il navigatore, tende a indirizzarti su una strada con una pendenza del 19%. È percorribile, ma con un mezzo grande può risultare piuttosto impegnativa. Quando vedi il cartello di divieto per le corriere, prosegui dritto: il navigatore ricalcolerà il percorso portandoti su una strada molto più semplice. Se sali leggermente rispetto al parcheggio principale, potrai anche goderti una bella vista del mulino dall’alto: vale la pena fare due passi in più.

Sosta libera

La sosta libera nei pressi del mulino è tollerata, ma resta appunto una sosta, non un campeggio attrezzato. È un buon punto d’appoggio per chi viaggia in camper e vuole visitare con calma Refrontolo e le colline del Prosecco circostanti, tenendo sempre d’occhio il meteo se decidi di fermarti a dormire.