Piancansiglio

Buongiorno Mondo.

C’è un posto dove la montagna si rovescia su se stessa, dove i prati stanno in basso e gli abeti più freddolosi crescono sotto i faggi, come se qualcuno avesse mescolato le regole della natura prima di servirtele. È il Pian del Cansiglio, e se ti piacciono i luoghi che hanno una storia da raccontare a ogni passo, qui ne troverai più di una.

Paese: Italia Regione: Veneto, Friuli Venezia Giulia Località: Pian del Cansiglio Come ci sono arrivato: camper, moto, auto Costo giornaliero: variabile Periodo consigliato: primavera, estate Spostamenti in loco: a piedi, in biciclettaAlloggio: camper

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L’altopiano

Il Pian del Cansiglio si trova esattamente sul confine tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, e quindi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. È una grande conca naturale racchiusa tra le cime rocciose del Costa, la Cima Valsotta, il Pizzoc e il Millifret, a un’altitudine compresa tra i 900 e i 1.200 metri.

La particolarità di questo altopiano carsico è che si comporta come una montagna capovolta: i pascoli stanno sul fondo della conca, mentre più si sale e più il clima si fa mite. È il fenomeno dell’inversione termica, generato dalla conformazione a scodella del terreno: l’aria fredda ristagna in basso, quella più calda risale. Il risultato pratico è che d’estate qui si respira un’aria fresca quasi ovunque, e la foresta che ricopre l’altopiano, la terza in Italia per estensione, diventa un rifugio naturale per chi non sopporta il caldo.

Tra i faggi e gli abeti vivono caprioli, cervi e daini, e se hai la pazienza di restare in zona al crepuscolo puoi avvistare marmotte, tassi, faine e la donnola, il più piccolo carnivoro italiano. Negli ultimi anni sono tornati anche i lupi, e capita che passi pure qualche lince. Tra settembre e ottobre, poi, il bosco si riempie dei bramiti dei cervi maschi in cerca di un harem: un suono primordiale che da solo vale la visita in quel periodo.

Una storia che parte da molto lontano

La prima testimonianza scritta legata al Cansiglio risale al 923 d.C., quando l’imperatore Berengario I donò il territorio al vescovo di Belluno. Nel 1404 passò sotto il controllo della Serenissima Repubblica di Venezia, che nel 1548 vi insediò un capitano forestale incaricato di sorvegliare lo sfruttamento del legname. Ogni singolo albero veniva censito, con età e previsione di taglio, e i trasgressori rischiavano pene severe: i faggi del Cansiglio, dritti e flessibili, erano perfetti per costruire i remi delle galee veneziane, tanto che il bosco fu soprannominato “Bosco da Reme” o “Bosco dei Dogi”. Camminando tra i sentieri puoi ancora individuare gli antichi cippi confinari, pietre numerate che segnavano le zone di taglio riservate all’Arsenale di Venezia.

Le radici della presenza umana qui sono però molto più antiche: reperti di selce ritrovati nell’Alpago testimoniano che l’uomo di Cromagnon utilizzava già questo altopiano come riserva di caccia estiva, oltre 10.000 anni fa.

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento arrivò qui un popolo di origine germanica, i Cimbri, abili lavoratori del legno specializzati nella produzione di scatole in faggio. Oggi puoi ancora visitare i loro villaggi storici, come Vallorch e Le Rotte: case in pietra e legno, tetti ripidi pensati per far scivolare la neve, un’atmosfera sospesa che racconta una vita fatta di isolamento e simbiosi con il bosco.

Curiosità che il bosco custodisce

Se ti piacciono le storie fuori dal comune, il Cansiglio non delude.

C’è il Bus de la Lum, un pozzo carsico naturale che sprofonda per circa 180 metri in località Malga Frare. Il nome, “Buco della Luce”, nasce da una leggenda: si racconta che dal fondo uscissero bagliori interpretati dai pastori come anime erranti. Un’altra versione popolare narra di fate anguane, creature simili a sirene maligne, che qui accendevano fuochi per arrostire i bambini rapiti nel vicino lago di Santa Croce, e che proprio quelle luci lontane diedero origine al nome del luogo.

Il folclore locale parla anche dei Mazarol, piccole creature simili a gnomi con cappelli rossi, custodi del bosco secondo la tradizione: pastori e boscaioli raccontavano di sentire risate e bisbigli provenire dagli alberi, attribuiti proprio a loro.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Cansiglio fu teatro di scontri tra partigiani e truppe nazifasciste, e si dice che alcuni nascondigli di armi nelle grotte della foresta non siano mai stati scoperti. Più curioso ancora è il bosco “a strisce” sopra il rifugio di Vallorch: una sequenza geometrica di filari di faggi alternati ad abeti, visibile soprattutto in autunno, che la leggenda locale attribuisce all’impronta di un orco gigante, ma che in realtà nasce da un rimboschimento ordinato seguito a un’offensiva nazista che rase al suolo quella zona di bosco.

Pochi sanno, infine, che durante la Guerra Fredda il Cansiglio ospitò una base NATO con postazioni di lancio per missili HAWK sul Monte Pizzoc, pronte a intercettare eventuali minacce dall’est. Oggi quelle strutture sono in gran parte dismesse, ma restano a testimoniare quanto questa posizione fosse considerata strategica.

Dove mangiare

L’area picnic Archetton è completamente attrezzata e gratuita, con tavoli e sedie a disposizione: perfetta se vuoi un pranzo comodo senza pensieri. Se invece preferisci lo stile picnic americano, stendi il tuo telo nel prato e goditi il pasto immerso nel bosco. Nei dintorni trovi anche un agriturismo e un paio di bar ristoranti dove assaggiare piatti tipici o un panino veloce. C’è poi un’altra area picnic, chiamata Bus de la Lum, che prende il nome proprio dal pozzo carsico di cui ti ho parlato sopra.

Cosa fare

Gli amanti del trekking e della mountain bike trovano qui diversi percorsi che si snodano nel bosco, con dislivelli quasi nulli ma distanze tutt’altro che brevi, ideali per chi cerca un’attività fisica leggera in un ambiente unico. Per i ciclisti segnalo il taxi bike Alpago (www.taxibikealpago.it), che noleggia e vende bici muscolari ed e-bike, oltre a offrire servizi di trasporto bagagli da albergo ad albergo. Per organizzare l’escursione, mappe stampabili e tracce GPX per MTB o trekking utilizzabili con Osmand le trovi su www.laviadelleprealpi.it.

Tieni presente che non ci sono negozi nelle vicinanze, quindi organizzati bene con viveri e acqua prima di partire. Vicino all’area picnic Archetton trovi comunque una fontanella di acqua potabile.

Sosta camper

C’è un’area sosta camper attrezzata con carico, scarico e colonnine elettriche. In alternativa, la sosta libera è tollerata, a patto che venga fatta nel pieno rispetto di un luogo che ha attraversato millenni di storia prima di arrivare fino a te.

prato del pian del cansiglio
Prato del Pian del Cansiglio
Bosco del Cansiglio
Bosco del Cansiglio
Area sosta camper Pian del Cansiglio
Area Sosta Camper Pian del Cansiglio