Forte Marghera – Venezia
Buongiorno Mondo.
Se pensi che per scoprire qualcosa di autentico a Venezia tu debba per forza salire su un vaporetto e perderti tra le calli, forse non hai ancora messo piede a Forte Marghera. Qui la Serenissima si racconta da una prospettiva diversa: quella della terraferma, dei bastioni e dei canali che per due secoli hanno protetto la città lagunare. Ti porto con me.
Guarda qui il video completo: https://youtu.be/5fNgjevGrks
Forte Marghera | Venezia, Veneto
Paese: Italia Regione: Veneto Località: Marghera, Venezia Come ci sono arrivato: camper Costo giornaliero: gratuito Periodo consigliato: autunno Spostamenti in loco: a piedi Alloggio: camper
Il forte
Forte Marghera si trova a soli cinque chilometri dal centro storico di Venezia, ma sembra un mondo a parte. I lavori di costruzione iniziarono nei primissimi anni dell’Ottocento, nel 1805, per volontà degli austriaci, che individuarono in questo punto della terraferma il luogo ideale per difendere Venezia: da qui, infatti, le nuove artiglierie avrebbero potuto colpire la città lagunare, distante appena quattro chilometri in linea d’aria. Il forte sorse su un’area paludosa e acquitrinosa, attraversata da un intrico di canali e ghebi, dove un tempo si trovava l’antico borgo di Malghera. Proprio da quel nome, secondo una delle interpretazioni più suggestive, deriverebbe l’etimologia di Marghera: “il mare c’era”.
Il momento più drammatico e insieme più eroico della sua storia arrivò nel 1848. Da qui partì la sortita dei patrioti che riuscirono a liberare temporaneamente Mestre dagli austriaci, prima di doverla abbandonare. Nell’estate seguente, circa 2.500 volontari della Repubblica di Manin resistettero all’assedio di un’armata austriaca di 30.000 uomini, prima che il forte cadesse il 27 maggio 1849, aprendo la strada all’assedio finale di Venezia, che si arrese il 22 agosto dello stesso anno.
Oggi il complesso è di proprietà del Comune di Venezia ed è diventato un parco pubblico e un polo culturale, sede anche di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia e di mostre promosse dai Musei Civici.
Curiosità: un forte che ha vissuto più vite di quante ne immagini
Quello che colpisce di più di Forte Marghera è quanto abbia saputo reinventarsi nel tempo, restando comunque fedele alla sua natura di luogo di confine tra acqua e terra.
All’interno del forte si trova ancora la spalla di un ponte cinquecentesco che un tempo attraversava il fiume Marzenego. Quando gli austriaci costruirono la fortezza, il ponte venne inglobato e trasformato, chiudendone le arcate, prima in magazzino e poi in un vero e proprio edificio. Oggi quella struttura ospita la biblioteca di Forte Marghera: un pezzo di storia veneziana che da luogo di passaggio è diventato luogo di lettura.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il forte perse ormai da tempo la sua funzione offensiva e venne utilizzato come deposito di mezzi e munizioni. Al momento della ritirata, i tedeschi presero in considerazione l’idea di farlo saltare in aria: un’ipotesi che, fortunatamente, non venne mai messa in pratica, permettendo al forte di arrivare fino a noi.
Il progetto originario della fortezza, concepito dagli austriaci, venne poi ripreso e ampliato durante l’occupazione francese secondo i disegni dell’architetto Marescò, che previde sei nuovi bastioni esterni e un doppio fossato. La forma stellata, tipica delle fortificazioni ottocentesche, non era un vezzo estetico: serviva a eliminare ogni zona d’ombra e a garantire il fuoco incrociato dei bastioni triangolari su qualsiasi punto di attacco.
Il legame del forte con l’acqua non è solo difensivo. I fossati potevano essere alimentati dai canali vicini e, grazie a un sistema di chiaviche, era possibile allagare volontariamente il terreno circostante per isolare la fortezza in caso di pericolo: un’ingegneria idraulica che anticipava di secoli molte soluzioni oggi considerate moderne.
Sul fronte cinematografico, Marghera e il suo territorio hanno ispirato più di un racconto per immagini. Il regista Andrea Segre ha dedicato al quartiere e al vicino Porto Marghera il documentario “Il pianeta in mare”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, un ritratto delle tante lingue e culture che ancora oggi animano quest’area storicamente legata all’industria.
Chi ama la fotografia troverà pane per i suoi denti tra le caserme francesi, la polveriera austriaca e quella francese, e i numerosi edifici che, nel loro stato di abbandono parziale, rientrano ormai nella categoria dell’archeologia industriale: un contrasto affascinante con i terrapieni rinaturalizzati che li circondano.
Cosa ho visitato
Interessanti da visitare sono la mostra coperta e scoperta della Grande Guerra, dove è possibile vedere cimeli storici di grande valore. L’ingresso è gratuito. Se vuoi approfondire, questo è il link dell’associazione del Museo Storico Militare di Forte Marghera: museofortemarghera.it
Nella parte est del forte si trova un ricovero per gatti, con casette molto simpatiche e naturalmente gatti ovunque: se come noi viaggi con un cane poco incline alla compagnia felina, tienine conto lungo il percorso.
Nei canali non mancano i relitti di barche abbandonate, che regalano scorci e scatti fotografici davvero suggestivi.
Ti consiglio di seguire il percorso naturalistico: è una passeggiata rilassante immersa nel verde, tra alberi secolari come pioppi, tigli e platani. Noi, seguendolo, abbiamo trovato perfino la tana del bianconiglio.
Dove ho mangiato
All’interno del sito c’è un locale dove è possibile pranzare e cenare. Alla sera abbiamo mangiato pizza e panini (spettacolari) Non perderti la crostata, vale la sosta da sola. All’esterno c’è anche un chiosco per una bibita al volo, e in autunno inoltrato trovi pure le caldarroste.
Un consiglio pratico
Se arrivi in camper, ti conviene usare il parcheggio in terra battuta poco distante da quello principale: è gratuito, ma fai attenzione alla sbarra d’ingresso, leggermente piegata, quindi occhio alla mansarda. Presta anche attenzione a eventuali vicini di sosta non proprio raccomandabili: nulla di allarmante, ma è sempre meglio tenere gli occhi aperti.
Forte Marghera è la dimostrazione che non serve andare lontano per trovare un luogo che unisce storia, natura e un pizzico di mistero. Bastano cinque chilometri da Venezia, e tutto un altro racconto della Serenissima si apre davanti a te.



