Strada Panoramica delle Vette: non è solo un percorso, è un’emozione

Strada panoramica delle Vette in Friuli Venezia Giulia con vista sulle montagne e indicazione di traccia GPX gratuita.

Ciao Mondo!

Sei pronto a metterti in viaggio e a scoprire un angolo di paradiso che ti lascerà senza fiato? Non si tratta solo di una semplice gita, ma di un’esperienza che risveglierà i tuoi sensi e ti farà sentire in completa armonia con la natura.

Guarda qui il video completo 👉 https://youtu.be/m86gtCXDUYU

Immagina di percorrere una strada che si inerpica tra le cime delle Alpi Carniche, con ogni curva che svela un nuovo, incredibile panorama. Questa è la Panoramica delle Vette, un percorso mozzafiato che parte da Ravascletto e si trasforma in un facile sterrato, promettendo un’avventura indimenticabile.

Siamo partiti sotto un cielo minaccioso, ma la strada ci ha premiato con una giornata splendida. Abbiamo fatto una pausa caffè al suggestivo Lago dei Tre Comuni, conosciuto anche come il Lago di Cavazzo, e poi abbiamo continuato, affrontando il percorso con un’andatura tranquilla per goderci ogni istante e condividere la via con i ciclisti.

La strada, a tratti, si fa un po’ “scassata”, ma la vista ripaga ogni piccolo sobbalzo. Tratti di asfalto nuovo si alternano a sezioni sterrate, rendendo il percorso dinamico e mai noioso. E mentre il tuo sguardo si perde tra le valli sottostanti, le cime imponenti e le malghe che spuntano qua e là, ti sembrerà di essere dentro a una cartolina.

Tra cavalli al pascolo, paesaggi che sembrano dipinti e la sensazione di essere in un mondo a parte, questo viaggio ti regalerà emozioni uniche.

Per aiutarti a seguire le nostre orme e a vivere questa avventura, puoi scaricare gratuitamente la traccia GPX che trovi qui sotto. È il tuo lasciapassare per un’esperienza indimenticabile.


L’avventura ha inizio: la Panoramica delle Vette

Questo viaggio è stato un inno alla bellezza della natura. Nonostante la pioviggine iniziale, il cielo si è aperto per regalarci una giornata splendida. La prima tappa è stata un vero gioiello: una sosta rigenerante al Lago dei Tre Comuni. Un caffè in un bar che si affaccia direttamente sull’acqua, con una vista da sogno, è il modo perfetto per iniziare. Ma il vero spettacolo comincia poco dopo.

A Ravascletto, la strada si trasforma e l’emozione sale. Subito ci si rende conto che questa non è una normale strada di montagna. Da lì in poi, è un susseguirsi di emozioni e panorami da togliere il fiato. Nonostante il nostro mezzo fosse un po’ “scassato”, la strada ci ha regalato una navigazione piuttosto agevole, specialmente se affrontata con la giusta calma e un po’ di attenzione ai ciclisti che si incontrano in curva.

Il percorso è un’esperienza a sé stante: tratti di asfalto nuovissimo si alternano a sterrati che mettono alla prova, ma che offrono anche i panorami più belli. Non a caso la chiamano “Panoramica delle Vette”. Ogni curva, ogni salita, ogni piccolo borgo che si intravede in lontananza è uno spettacolo. In alcuni punti ti fermi a guardare la strada che hai appena percorso, e ti senti come se avessi scalato il mondo.

Incontri, panorami e cartoline viventi

Che bello che c’è la musica, che bello che c’è la musica, che bello che c’è la musica. Mi sono ritrovato a esclamare “Che storia, che roba!”. E proprio in questo spirito si vive l’intera avventura. Dagli scorci su cavalli al pascolo che sembrano usciti da un film, alle malghe nascoste che ti invitano a una sosta, l’aria che si respira è un mix di avventura e poesia.

Durante il percorso non mancheranno i momenti per una foto, per un sospiro di meraviglia o, come è successo a noi, per una pausa panino. E quando la parte sterrata sembra finire, la malinconia si fa sentire, ma il bello è che il viaggio continua con altre sorprese e la possibilità di fermarsi in una delle tante baite per assaggiare i piatti locali.

Per aiutarti a seguire le nostre orme e a vivere questa avventura, puoi scaricare gratuitamente la traccia GPX che trovi qui sotto. È il tuo lasciapassare per un’esperienza indimenticabile.

Disclaimer Leggi con la massima attenzione PRIMA di scaricare le tracce GPX

IMPORTANTISSIMO, leggere prima di scaricare la traccia: Questo percorso GPX è fornito solo a scopo informativo. L’utente si assume ogni responsabilità per l’utilizzo di queste informazioni. L’autore non è responsabile per eventuali incidenti o lesioni che potrebbero verificarsi durante il percorso. Si consiglia vivamente di verificare le condizioni del sentiero prima di intraprendere l’escursione. Il percorso è stato creato sulla base di informazioni disponibili al momento della pubblicazione e le condizioni potrebbero essere cambiate. L’utilizzo del percorso è a proprio rischio e pericolo, e l’autore non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni a persone o cose.

Scaricando, visualizzando o utilizzando la traccia GPX messa a disposizione in questa pagina:

  • Ti assumi la piena e totale responsabilità della tua sicurezza e delle tue azioni.
  • Comprendi e accetti che il percorso può presentare pericoli oggettivi (pendenze elevate, tratti sterrati, curve strette, animali sulla carreggiata, condizioni meteo variabili).
  • Riconosci che potresti subire danni fisici, materiali o legali, incluse ma non limitate a: incidenti, cadute, multe, violazioni del codice della strada, danni al mezzo o a terzi.
  • Accetti che né io né il sito unposticino.it potremo essere ritenuti responsabili in alcun modo per lesioni personali, danni materiali, sanzioni o altre conseguenze derivanti dall’utilizzo di questa traccia o dal compimento del percorso.
  • È tua responsabilità verificare la fattibilità, sicurezza e legalità del tragitto in base alle tue capacità, al mezzo utilizzato e alle condizioni al momento dell’escursione.

In sintesi: scarichi, parti e vivi l’avventura a tuo rischio e pericolo.

Come scaricare la traccia GPX

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Scarica qui il percorso GPX 👉 https://drive.google.com/file/d/1uHn_lulyxYv0kbzfTsIJNzzJZ_qtNyKw/view?usp=drive_link

Beta Alp 4.0: La Guida Completa per Iniziare le Tue AvventureBeta Alp 4.0: La Piccola Esploratrice che Ti Sorprende!

Beta Alp 4.0: La Moto Perfetta per Iniziare (e non solo) tra Strade e Sentieri

Ciao Mondo!

oggi ti parlo di una moto che mi ha sorpreso più di quanto mi aspettassi: la Beta Alp 4.0. Ho avuto modo di provarla finalmente, dopo averla vista a EICMA due anni fa, e devo dirti che questa “piccolina” mi ha davvero convinto. Nonostante i suoi soli 27 cavalli, ha dimostrato di essere molto più di una semplice “motocicletta da passeggio”.

Trovi qui la video recensione completa: https://youtu.be/mdCK7g8OXoo

Una Scout che ti fa Sorridere

La Beta Alp 4.0 è una moto che fa dell’agilità e della leggerezza i suoi punti di forza. Pensala come la tua compagna perfetta per esplorare sentieri nascosti, boschi e prati, senza troppe pretese, ma con un pizzico di pepe che ti fa sorridere. Leggera, maneggevole, e sì, molto divertente da guidare.

Quella che inizialmente pensavo sarebbe stata una moto “lenta”, si è rivelata piuttosto pronta. Nonostante i suoi 27 cavalli, la Alp 4.0 offre prestazioni brillanti che sorprendono, soprattutto per la sua categoria. Adatta sia a chi cerca un mezzo da utilizzare in mezzo alla natura che a chi ha bisogno di una moto agile per spostamenti più brevi.

Caratteristiche Tecniche e Sensazioni

Partiamo da ciò che salta subito agli occhi: il blocchetto, un po’ diverso da quello che potresti aspettarti. Ma subito dopo ci si accorge che questa moto è un gioiellino. Parliamo di una ruota anteriore da 21 pollici e una posteriore da 18, caratteristiche ideali per un’ottima stabilità, soprattutto su terreni più irregolari. E poi la forcella a steli tradizionali, che regala una certa sensazione di “solidezze” che in moto da enduro non guasta mai.

Le vibrazioni sono ovviamente presenti, come è normale per un monocilindrico, ma non sono affatto fastidiose. È una moto che, nonostante le vibrazioni, riesce comunque a mantenere un buon confort di guida, a patto che tu non stia cercando la comodità di una moto da turismo.

Un Cinghiale Leggero

Ciò che più colpisce, però, è la sua leggerezza. La Beta Alp 4.0 sembra quasi galleggiare sopra il terreno, tanto che se non stai attento, ti troverai a pensare di avere tra le mani una moto ben più potente e grande di quella che stai effettivamente guidando. Può sembrare piccola, ma la stabilità è sorprendente. Le asperità del terreno, sì, le senti tutte, ma la moto rimane agile e controllabile. Soprattutto quando vai a prendere le curve, l’Alp ti lascia fare il bello e il cattivo tempo.

Ideale per Brevi Esplorazioni

Ora, è chiaro che non si tratta di una moto per lunghe distanze o viaggi impegnativi. Se sei alto 1,86 m come me, la triangolazione della sella è buona, ma la moto è comunque piuttosto stretta e piccola e la guida in piedi è praticamente impossibile. L’idea di fare lunghe traversate in due potrebbe risultare poco comoda, e se hai bisogno di più prestazioni in salita o con carico extra, ti consiglio di guardare altrove. Però, per piccole escursioni o per essere caricato su un camper per il weekend, beh, è la moto che ti serve.

La Guida: Semplice e Gratificante

In sella alla Beta Alp 4.0, la guida è intuitiva e, a dir poco, divertente. Ti fa sentire in totale controllo, e nonostante la sua leggerezza, la moto frena molto bene e non affonda mai eccessivamente in frenata. Insomma, se sei alla ricerca di una moto agile, divertente e facile da gestire, non posso che consigliarla.

Il Display TFT: Piccolo ma Completo

Anche se il display TFT è piccolo, è abbastanza per darti tutte le informazioni che ti servono: giri motore, velocità, marcia ingranata, temperatura e livello carburante. Ogni dato è ben visibile e facile da consultare mentre guidi. Il che è sempre un punto a favore quando si esplora in mezzo alla natura!

Prezzo e Conclusioni

La Beta Alp 4.0 è una moto che costa intorno ai 5.000 euro e, per il prezzo che ha, offre una fantastica esperienza di guida. È leggera, maneggevole e ti permette di esplorare senza pensieri. Se stai cercando una moto da portare in giro con il camper, da usare per brevi escursioni o per divertirti nel fuoristrada leggero, non puoi davvero sbagliare.

Se questa descrizione ti ha incuriosito, ti consiglio vivamente di fare un giro di prova: vedrai che ti divertirai!

Alla prossima, Mondo!

Voge Valico 900 DSX: maxienduro adventure da viaggio con motore BMW

Voge Valico 900 DSX: l’endurona che unisce stile, potenza e comfort

Ciao Mondo!
Oggi voglio portarti con me alla scoperta di una moto che ha tutte le carte in regola per diventare la compagna ideale dei tuoi viaggi: la Voge Valico 900 DSX. Se cerchi un equilibrio tra sportività e comodità da turismo, questa moto potrebbe davvero sorprenderti. È una di quelle che ti fa venire voglia di girare la chiave e partire, senza troppe esitazioni.

Guarda il video completo qui: https://youtu.be/IYwsMrrQW4g

Un design che ti conquista al primo sguardo

Ammettilo: l’occhio vuole la sua parte, e la Valico 900 DSX su questo fronte non sbaglia un colpo. Linee moderne, carenature muscolose e una presenza scenica che non passa inosservata. Ma dietro al fascino estetico c’è sostanza: sotto il serbatoio batte un motore bicilindrico di derivazione BMW, capace di sprigionare 95 cavalli. Una potenza generosa, ma mai ingestibile, pensata per farti godere la strada senza stressarti.

Una posizione di guida che sa di sport-touring

Salire in sella è già un piccolo piacere. La postura è leggermente caricata in avanti, quanto basta per sentirti protagonista della strada senza sacrificare troppo il comfort. Nelle curve la moto è agile e reattiva, trasmette sicurezza e ti invoglia a osare un po’ di più. Le sospensioni lavorano bene: le buche e le irregolarità del fondo vengono assorbite con efficacia, e questo significa meno fastidi e più voglia di macinare chilometri.

Il cuore della moto: un motore che convince

Qui Voge ha fatto centro. L’erogazione è fluida, corposa, mai brusca. Ti permette di divertirti quando vuoi aprire il gas, ma allo stesso tempo ti accompagna con dolcezza nei viaggi lunghi. A bordo trovi anche il quickshifter, che ti consente cambi marcia rapidi e precisi. È un po’ più rigido rispetto ad altri sistemi, ma svolge il suo compito senza incertezze.

Freni e display: controllo totale

Un’altra nota positiva è l’impianto frenante: modulabile, potente e pronto a trasmetterti fiducia in ogni situazione. Davanti ai tuoi occhi c’è un display TFT completo e leggibile, che non si limita a mostrarti le classiche informazioni, ma aggiunge chicche come la pressione degli pneumatici. Tutto quello che ti serve, sempre a portata di sguardo.

Comfort e dettagli tecnologici

La sella è un po’ rigida, ma nel complesso la comodità non manca: la triangolazione manubrio–pedane–sella è studiato bene, con una postura naturale che non affatica. Le leve regolabili permettono di adattare la moto alle tue mani, e il sistema keyless è quella comodità che non sapevi di desiderare… finché non inizi a usarlo.

A chi si rivolge?

La Valico 900 DSX è la moto giusta per chi ama viaggiare con un’anima sportiva. Se preferisci una guida molto eretta, forse non è il tuo terreno ideale. Ma se ti piace sentire la moto “viva” sotto di te e avere sempre la sensazione di essere parte della strada, allora questa Voge saprà conquistarti.

Conclusioni

In definitiva, la Voge Valico 900 DSX è una moto completa, curata nei dettagli e pronta a sorprendere anche i motociclisti più esigenti. Eleganza, prestazioni e comfort si fondono in un pacchetto che, considerando dotazioni e qualità generale, rappresenta una proposta davvero interessante.

Se vuoi una compagna di viaggio capace di unire emozione e praticità, merita assolutamente una prova su strada. E chissà… potrebbe diventare la tua prossima moto.

Dati Tecnici della Voge Valico 900 DSX

Motore:

  • Tipo: Bicilindrico 4 Tempi
  • Marca: VOGE
  • Raffreddamento: Liquido
  • Cilindrata: 895 cc
  • Potenza Max: 70 kW (95,2 CV) a 8.250 giri/min
  • Distribuzione: Doppio albero a camme in testa (DOHC) – 4 valvole
  • Cambio: 6 marce

Ciclistica:

  • Telaio: Tubi di acciaio alto resistenziale
  • Sospensione Anteriore: Forcella KAYABA upside-down regolabile in precarico e idraulica
  • Sospensione Posteriore: Ammortizzatore singolo regolabile in precarico e idraulico
  • Freni: BREMBO con ABS a doppio canale
    • Ant. doppio disco ø 305 mm
    • Post. disco ø 265 mm
  • Pneumatici: Tubeless
    • Ant. 90/90 – 21
    • Post. 150/70 – R17

Dimensioni:

  • Dimensioni: 2.325×940×1.420 mm
  • Interasse a carico: 1.580 mm
  • Altezza Sella: 825 mm
  • Massa a vuoto: 218 kg
  • Serbatoio Carburante: 17 litri

Prestazioni:

  • Velocità Max: 210 km/h
  • Consumo: 20 km/l

Link diretto al sito Voge: https://vogeitaly.it/valico-900dsx/

Sul sentiero della frittella di banane di Martino Buran

Copertina del libro "Sul sentiero della frittella di banane" di Martino Buran. L'immagine mostra il profilo di una testa umana, all'interno della quale è rappresentato un paesaggio con un sentiero di banane che serpeggia attraverso campi verdi, palme, una casetta e un tramonto con montagne sullo sfondo.

Apro il libro e mi trovo subito una dedica che mi emoziona: “A Omar, da viaggiatore a viaggiatore, buona ricerca. Con affetto e gratitudine, Martino”.

La prima parte del libro è introspettiva e un po’ triste, ma poi l’autore arriva a Bangkok e il libro prende una svolta. Si percepisce subito la gioia dell’autore nell’essere in viaggio, non solo con il corpo, ma soprattutto con lo spirito e la mente.

Descrive molto bene le situazioni in cui si trova e le sensazioni che prova. I cambi di umore e della percezione del presente sono espressi in parole in modo così chiaro e tangibile da trasportarti con lui in quel preciso momento. È capace di catturare talmente in profondità l’attenzione da azzerare i rumori e gli odori che ti circondano mentre leggi.

Un libro da divorare! Non è una guida turistica, ma una vera fonte di ispirazione: un modo fresco, giovane e autentico di vivere il viaggio. Ed è proprio questa la parola chiave: viaggio. Perché un viaggio non è una vacanza. Sono due modi completamente diversi di approcciarsi a un luogo. Nessuno dei due è giusto per tutti, ma solo per chi li vive in prima persona.

Un viaggio introspettivo alla scoperta della parte più intima dell’io. Non amo i libri introspettivi, ma questa volta Martino ha fatto centro sulla mia anima. Una sincerità disarmante, una capacità di coinvolgermi, di trasportarmi direttamente nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti, nel suo mondo interiore, che in pochissimi libri così personali ho trovato.

Mi sento molto in sintonia con Martino quando condivide il suo punto di vista sulle scelte di vita che ciascuno di noi compie, spesso dando priorità a cose sbagliate. I consigli che offre, in modo discreto, sono particolarmente preziosi per i lettori più giovani, ma non solo: rappresentano spunti di riflessione utili a tutte le età.

Quando arriva in Cambogia, la descrizione che ne fa e la rievocazione della storia cambogiana riflettono perfettamente il mio pensiero, e quello di molti, sul non senso della violenza e la rabbia per i crimini e i criminali impuniti.

Se non hai letto il libro o visto il film “Into the Wild”, attento all’enorme spoiler che scappa a Martino in questo libro. Semmai, leggi prima “Into the Wild”.

Più che un semplice libro di viaggio, lo definirei un’autobiografia arricchita da un bellissimo diario che racconta anche del viaggio.

È anche un libro denuncia sui fatti accaduti durante le guerre che hanno sconvolto il Sud-est asiatico dagli anni ’60 agli anni ’80: il conflitto in Vietnam, con la pesante ingerenza degli USA, la tragedia dei Khmer Rossi in Cambogia e le tensioni in Laos. In tutti questi scenari, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo da protagonisti o burattinai dietro le quinte, contribuendo a destabilizzare la regione con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali.

“Sul sentiero della frittella di banane” è un libro di viaggio, un racconto, un viaggio introspettivo, un riassunto della storia moderna con gli occhi di chi l’ha vissuta sulla pelle… Consigliatissimo a tutti!

Un sentito grazie a Martino, prima di tutto per aver condiviso con noi queste sue esperienze così profonde e intense, e poi per la dedica all’inizio del libro, che mi ha colpito fin da subito, ma che, una volta terminata la lettura, ha assunto un significato ancora più profondo e toccante.

E poi, preparati a divorare la zuppa Khao Soi che ti catapulterà istantaneamente con Martino in Thailandia. E va bene… lo so che vuoi la ricetta, eccola:

Ingredienti (per 4 persone):

Per il curry:

• 2 cucchiai di olio vegetale

• 2 cucchiai di pasta di curry rosso (o giallo, se preferisci meno piccante)

• 1 cucchiaino di curry in polvere

• 1 cucchiaino di curcuma in polvere

Per la zuppa:

• 500 g di sovracosce di pollo disossate, a pezzi

• 400 ml di latte di cocco (una lattina)

• 500 ml di brodo di pollo o vegetale

• 1 cucchiaio di salsa di soia

• 1 cucchiaio di salsa di pesce

• 1 cucchiaino di zucchero di canna o di palma

• Sale q.b.

Per i noodles e la guarnizione:

• 300 g di noodles all’uovo cotti (una parte fritta croccante, una parte lessata)

• Cavolo sottaceto o crauti thai (oppure cavolo cappuccio marinato con aceto)

• Cipolla rossa affettata sottilmente

• Lime a spicchi

• Coriandolo fresco tritato

• Peperoncino in olio (facoltativo)

Procedimento:

1. Base del curry: in una pentola capiente scalda l’olio, aggiungi la pasta di curry e le spezie in polvere. Fai soffriggere un paio di minuti fino a sprigionare il profumo.

2. Aggiungi il pollo: unisci i pezzi di pollo e rosolali nella pasta di curry.

3. Brodo cremoso: versa metà del latte di cocco e lascia sobbollire per qualche minuto. Aggiungi il brodo, il resto del latte di cocco, salsa di soia, salsa di pesce e zucchero. Copri e cuoci a fuoco basso per 20-25 minuti, finché il pollo non sarà tenero.

4. Noodles: cuoci i noodles all’uovo e dividili in due parti. Una parte tienila lessata, l’altra friggila in olio bollente finché non sarà croccante (sarà la guarnizione).

5. Servizio: in una ciotola metti i noodles lessati, versa sopra la zuppa con il pollo. Guarnisci con noodles croccanti, cipolla rossa, cavolo sottaceto, coriandolo e una spruzzata di lime.

Risultato: una zuppa ricca, cremosa e profumata, con il contrasto dei noodles morbidi e croccanti.

Strada delle Malghe in Friuli

Strada delle Malghe - Friuli

Ciao Mondo,

oggi ti porto in sella con me per uno dei giri più tosti, selvaggi e scenograficamente spettacolari che puoi fare in Friuli: la Strada delle Malghe, con partenza da Sauris ed arrivo a Mione.

Puoi vedere il video completo qui: https://youtu.be/1R1kcYF2dCk

Prima di partire, però, te lo dico subito: non è un itinerario per tutti e non è adatto a tutte le moto. Se stai pensando “beh, io me la cavo sempre”… fidati, leggi fino in fondo.

Questo giro ti mette davanti a tutto ciò che un amante dell’enduro e dell’avventura può desiderare: sterrati lunghi e sconnessi, pietraie che ti faranno sudare il doppio, e pendenze che — in alcuni punti — arrivano anche al 28% o forse di più. Ci sono tratti in cui la moto sembra guardarti e chiederti: “Sei sicuro?”

Il bello è che la ricompensa è sempre dietro l’angolo. I paesaggi qui sono da cartolina, con malghe che sembrano sospese nel tempo, boschi fitti, e viste panoramiche che ti fanno dimenticare per un attimo la fatica.

800 MTX su strada delle malghe - Friuli
800 MTX su strada delle malghe – Friuli

Ma poi il sentiero ti richiama all’attenzione: una curva stretta, una salita che diventa un muro, un fondo smosso dove basta un attimo di distrazione per ritrovarti fermo, magari di traverso.

Serve preparazione. Serve avere una moto adatta a terreni impegnativi, gomme giuste, e soprattutto esperienza nella guida in fuoristrada. Non sto parlando di “so fare due sterrati” — qui bisogna saper gestire la moto anche in situazioni critiche.

Pausa alla strada delle Malghe - Friuli
Un momento di fratellanza

E no, non è un giro da fare da soli: meglio affrontarlo in compagnia, così da potersi dare una mano nei punti più complessi.

Il fascino di questo itinerario sta proprio nella combinazione tra sfida e bellezza. Ti porta lontano dall’asfalto, dentro un Friuli che non tutti vedono, dove il tempo scorre più lento e l’aria sa di legna e pascolo.

Prati infiniti
Prati infiniti strada delle Malghe – Friuli

Se decidi di affrontarlo, fallo con rispetto per la montagna, prudenza, e… un bel po’ di gamba. Ti prometto che, se arrivi in fondo, la soddisfazione sarà immensa.

In fondo all’articolo trovi il file GPX da scaricare: usalo per orientarti, ma ricorda che qui la traccia non è un’autostrada — il terreno cambia, e l’avventura è garantita.

Arrivati in cima strada delle Malghe
Arrivati in cima strada delle Malghe

Scheda tecnica del Giro delle Malghe

  • Lunghezza: 44 km
  • Partenza: Sauris di sopra – altitudine 1.393 m
  • Arrivo: Mione – altitudine 703 m
  • Quota massima: 1.840 m
  • Quota minima: 703 m
  • Dislivello complessivo: importante e con tratti ripidi fino al 28% (o oltre)
  • Tipo di percorso: sterrato, pietraie, tratti di asfalto secondario
  • Difficoltà: alta – adatto solo a moto da enduro o adventur e a piloti avvezzi al fuoristrada
  • Periodo consigliato: estate (verificare sempre le condizioni meteo e del terreno)
  • Equipaggiamento consigliato:
    • Moto da enduro o adventur (meglio con il 21 rispetto al 19) in ottime condizioni
    • Gomme tassellate
    • Protezioni complete (casco, guanti, giacca e pantaloni con protezioni, stivali tecnici)
    • Navigatore GPS o smartphone con mappa offline e traccia GPX
    • Acqua e snack energetici
    • Compagno/a di avventura (meglio non affrontare il giro da soli)

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    Triumph Scrambler 1200

    Triumph Scrambler 1200

    Guarda la video recensione completa qui: https://youtu.be/_AYe8NJlXtw

    Ciao Mondo!

    C’è un suono che mi fa impazzire, una melodia che non mi stanco mai di sentire: il rombo del motore. E credimi, quello della Triumph Scrambler 1200 è musica per le mie orecchie. Questa volta, però, ho avuto una compagna di avventura speciale: la Vale!

    Trovi la video recensione completa qui: https://youtu.be/_AYe8NJlXtw

    Il motore

    Porca paletta, che motore! È corposo, ha una schiena che ti spinge con una rotondità avvolgente e un rumore che ti entra dentro. È un’esperienza esaltante, una di quelle che ti fa parlare poco perché sei troppo preso a godertela.

    Le sospensioni

    Le sospensioni lavorano da dio. Bella morbida, ma allo stesso tempo mi ha sostenuto alla grande, anche con il peso extra della Vale seduta dietro. Certo, l’aria in faccia non manca, è una scrambler dopotutto, ma non mi aspettavo un tale comfort. E sai una cosa? Pensavo che la marmitta scaldasse un sacco, invece il calore è decisamente sopportabile.

    Triumph scrambler 1200 POV
    Triumph scrambler 1200 POV

    Maneggevolezza

    La guida è un sogno. È così maneggevole che ti permette di fare sorpassi con una facilità disarmante. E i freni? Precisi e modulabili, facilissimi da gestire. In piega va giù che è un piacere, veramente facile, anche se non ho potuto esagerare per paura di… beh, che mi scappasse via la Vale! E senti che bei scoppiettini che fa lo scarico! Una goduria.

    Comodità alla guida

    A proposito di viaggi, le vibrazioni sono quasi inesistenti, cosa che apprezzo tantissimo. Non la vedo come la moto ideale per i lunghi viaggi su asfalto, ma se il tuo sogno è esplorare, soprattutto strade bianche, allora questa è la moto per te. È la classica moto che ti porti dietro col carrello del camper, la tiri giù e ti godi una giornata a esplorare il mondo.

    Triumph Scrambler 1200 nera
    Triumph Scrambler 1200 nera

    Considerazioni finali

    La prova finisce qui. Mondo, te lo dico dal profondo del cuore: vai a provarla! È una signora moto e merita tutta la tua attenzione.

    I noiosissimi dati tecnici:

    Ciao Mondo!

    Ecco a te i dati tecnici della Triumph Scrambler 1200, così puoi avere tutti i numeri di questa fantastica moto a portata di mano. Tieni presente che ci sono diverse versioni (come la X e la XE), quindi alcuni dati potrebbero variare leggermente.

    Motore e Trasmissione

    • Motore: Bicilindrico parallelo raffreddato a liquido, 8 valvole, SOHC, manovellismo 270°.
    • Cilindrata: 1200 cc.
    • Alesaggio x Corsa: 97.6 mm x 80 mm.
    • Rapporto di compressione: 11:1.
    • Potenza Massima: 90 CV (66.2 kW) a 7.000 giri/min.
    • Coppia Massima: 110 Nm a 4.500 giri/min.
    • Sistema di iniezione: Iniezione elettronica Multipoint sequenziale.
    • Scarico: Scarico alto 2 in 2 e silenziatori in alluminio spazzolato.
    • Trasmissione finale: Catena X-ring.
    • Frizione: Frizione assistita multidisco a bagno d’olio.
    • Cambio: 6 rapporti.

    Ciclistica e Telaio

    • Telaio: Tubolare in acciaio.
    • Forcellone: Doppio braccio in alluminio.
    • Ruota Anteriore: Cerchio in alluminio a 36 raggi Tubeless, 21 x 2.15.
    • Ruota Posteriore: Cerchio in alluminio a 32 raggi Tubeless, 17 x 4.25.
    • Pneumatico Anteriore: 90/90-21.
    • Pneumatico Posteriore: 150/70 R17.
    • Sospensione Anteriore: Forcelle Marzocchi™ USD non regolabili, escursione 170 mm.
    • Sospensione Posteriore: Doppio ammortizzatore Marzocchi RSU con serbatoio separato, precarico regolabile, escursione 170 mm.
    • Freno Anteriore: Doppio disco da 310 mm, pinze a 2 pistoncini Nissin ad attacco assiale, ABS.
    • Freno Posteriore: Disco singolo da 255 mm, pinza Nissin a singolo pistoncino, ABS.

    Dimensioni e Peso

    • Larghezza Manubrio: 834 mm.
    • Altezza senza Specchietti: 1185 mm.
    • Altezza Sella: 820 mm.
    • Interasse: 1525 mm.
    • Angolo di inclinazione: 26.2º.
    • Avancorsa: 125 mm.
    • Capacità Serbatoio: 15 L.
    • Peso in ordine di marcia: 228 kg.

    Consumi e Manutenzione

    • Consumo carburante: 4.4 l/100 km.
    • Emissioni CO2: 105 g/km.
    • Intervallo di manutenzione: 16.000 KM o 12 mesi, a seconda della condizione che si verifica prima.

    Link al sito triumph: https://www.triumphmotorcycles.it/moto/classic/bonneville-scrambler-1200

    Carpuride W702 Pro

    carpuride

    Aggiornamento importante: dopo 10 mesi e più di 10.000km percorsi assieme con enorme soddisfazione, ha improvvisamente smesso di funzionare: ho provato a collegarlo anche con l’attacco USB ma nulla di fatto. Sembra un problema di schermo perchè il mio Iphone si connette ad Apple CarPlay. Ho contattato l’azienda produttrice e attendo loro risposta. Ti tengo aggiornato!
    Risoluzione velocissima! Ottima la risposta di Carpuride: in meno di 24 ore hanno analizzato il problema tramite il codice prodotto e la mia descrizione accurata. Verificato il guasto al display, mi inviano un nuovo dispositivo per continuare il mio long-test. Difficilmente trovo aziende con un’efficienza così: bravi i tecnici di Carpuride! Un problema tecnico può capitare a qualsiasi prodotto (ne ho avuti anche su telefoni da oltre 1.000 euro, senza fare nomi “fruttosi”), l’importante è la capacità e la tempistica di risoluzione… e soprattutto avere un contatto con pronta risposta senza essere “ghostati”, come dicono i giovani oggi!

    Guarda la video recensione qui: https://youtu.be/cS1mXNMQp6c?si=ydjwQR5lDPglrb-Z

    Buongiorno Mondo,

    oggi voglio raccontarti com’è andata la mia esperienza con il Carpuride W702 Pro, un sistema di infotainment pensato per la moto, che ti permette di portare a bordo Apple CarPlay e Android Auto in modalità completamente wireless. Se come me ami avere musica, navigazione e messaggi sempre sotto controllo anche in viaggio, potresti trovare in questo dispositivo un alleato molto interessante.

    Carpuride
    Carpuride W702pro menu’ principale

    Montaggio semplice, costruzione robusta

    La prima cosa che ho notato appena aperta la confezione è stata la qualità costruttiva: il W702 Pro ha un aspetto solido, ben rifinito, e trasmette una bella sensazione di robustezza. Il montaggio è stato semplicissimo grazie al supporto RAM incluso, che si fissa al manubrio o al traversino, come nel mio caso, in pochi minuti e tiene ben saldo il display anche su strade dissestate.

    Per quanto riguarda l’alimentazione, hai due opzioni:

    • Collegamento diretto alla batteria, usando i classici capicorda o anelli per batteria (oppure altri attacchi, se la tua moto è già predisposta).
    • Cavo USB, che però ha un limite importante: perdi l’impermeabilità IP67 del dispositivo. Quindi se vuoi usarlo sotto la pioggia (e immagino di sì, se vai in moto), meglio optare per il collegamento fisso da 12V / 1A, come raccomandato.
    Capruride w702 installazione
    Capruride w702 installazione

    Schermo leggibile sempre, ovunque

    Uno dei punti forti del Carpuride è il suo schermo HD IPS da 7 pollici. È un display capacitivo, quindi risponde molto bene al tocco, ma la cosa che mi ha colpito di più è la leggibilità in ogni condizione: sole pieno, cielo nuvoloso, notte o pioggia — sempre perfettamente visibile.
    Merito anche del sensore di luce integrato, che regola automaticamente la luminosità in base all’ambiente, anche se, non sempre rende al 100%. Una di quelle piccole cose che ti semplificano la vita, soprattutto quando passi da gallerie a strade aperte (quando funziona, e si perché a volte non abbassala luminosità, soprattutto quando le gallerie sono corte).


    Carpuride vista d'insieme
    Carpuride vista d’insieme

    CarPlay e Android Auto funzionano alla grande

    Il W702 Pro si connette senza fili sia con iPhone che con smartphone Android, e durante il mio test — circa 700 km di viaggionon ha mai perso la connessione con il mio IPhone. Un risultato davvero notevole, considerando che altri dispositivi simili tendono a disconnettersi nei momenti meno opportuni.

    Il touchscreen è molto reattivo nella modalità CarPlay, il che rende l’utilizzo comodo e piacevole. L’unica nota stonata è l’interfaccia nativa del Carpuride, dove il touch risulta un pò lento e non preciso. Curioso, visto che in CarPlay fila tutto liscio.


    Carpuride w702 pro musica
    Carpuride w702 pro musica

    Audio e interfono: qualche pecca

    Il dispositivo integra un trasmettitore Bluetooth e supporta sia connessioni audio singole che connessioni doppie, quindi puoi usarlo con il tuo interfono o condividerlo con un secondo passeggero.
    In più, c’è anche una porta per schede TF, utile se vuoi caricare musica offline.

    Tuttavia, ho notato un problema nel volume del microfono: anche impostandolo al massimo dalle impostazioni, dall’altra parte mi sentono basso e a tratti disturbato. E non dipende dall’interfono, perché con altri dispositivi funziona perfettamente. Un dettaglio che spero venga migliorato con un aggiornamento firmware.


    Funzioni extra e un piccolo difetto di sicurezza

    Oltre alla parte di infotainment, il Carpuride integra anche una bussola digitale e un barometro, utili se ti avventuri spesso su strade di montagna o off-road. Non sono funzioni da usare ogni giorno, ma sapere l’altitudine o la direzione in zone remote può tornare molto utile. Stesso vale per il sistema TPMS (opzionale) che rende visibile a display la temperatura e pressione pneumatici.

    L’unica vera pecca strutturale è che manca uno sgancio rapido: se vuoi togliere il dispositivo quando parcheggi, devi smontarlo manualmente — operazione un po’ macchinosa. Paradossalmente, però, non è abbastanza sicuro contro i furti: basta sapere dove mettere le mani e via. Un sistema più pratico e sicuro sarebbe davvero gradito.


    Navigazione, GPX e batteria dello smartphone

    Essendo un sistema di infotainment, il Carpuride ha bisogno dello smartphone connesso per funzionare. La connessione è wireless (comodissima), ma consuma parecchia batteria. Quindi, se pianifichi lunghi viaggi, porta con te un cavo di ricarica o una presa USB da manubrio per mantenere vivo il telefono.

    Puoi usare app come Google Maps, Apple Mappe o Waze in tutta comodità, anche con mappe offline — cosa molto utile se ti trovi all’estero, dove traffico dati e roaming possono costare cari.

    Se invece ami seguire tracce GPX, dovrai affidarti a un’app esterna come Osmand. Attenzione però: per farla funzionare su CarPlay serve un abbonamento, il più economico è Mappe+ a circa 10 euro l’anno. Una spesa accettabile se usi spesso questa funzione, ma da tenere a mente.

    Mappe su Carpuride W702 pro
    Mappe su Carpuride W702 pro

    In conclusione

    Il Carpuride W702 Pro è un dispositivo che ha davvero tanto da offrire.
    È robusto, facile da installare, sempre visibile, e la connessione wireless stabile lo rende ideale per chi vuole portare la comodità dello smartphone anche sulla moto, senza cavi volanti.

    Ha ancora qualche dettaglio da migliorare, come l’interfaccia nativa poco reattiva, la gestione dell’audio delle chiamate e il sistema di rimozione/sicurezza. Ma nel complesso è un prodotto ben riuscito, affidabile, e perfetto per i motociclisti moderni che cercano tecnologia senza complicazioni.

    Alla prossima strada, e… buon viaggio!

    Link al prodotto (non affiliato): https://carpuride.com/it/collections/frontpage/products/carpuride-w702s-motorcycle-stereo-with-universal-mounting-bracket-bm05

    Codice sconto da inserire in fase di ordine: UNPOSTICINO30

    Questo codice ti permetterà di avere uno sconto del 30% sull’acquisto di questo prodotto…. non male come sconticino!

    KTM 890 ADVENTURE R

    KTM 890 ADVENTUR R

    Buongiorno Mondo!

    Preparati, perché oggi ti porto in un viaggio adrenalinico tra le colline dell’Emilia-Romagna, a bordo di un mezzo che promette scintille: la KTM 890 ADVENTURE R modello 2025. E credimi, le promesse le ha mantenute tutte, con gli interessi!

    Trovi il video della prova qui: https://youtu.be/JQqpIAsNJak?si=tY8fA745bKGMAgyc

    miniatura video youtube KTM 890 Adventur R

    La Bestia Arancione: Un Esame Approfondito

    Appena salito in sella, la prima cosa che noti è quella sensazione di solidità tipica delle KTM. La sua ciclistica, con il telaio in acciaio al cromo-molibdeno che usa il motore come elemento stressato, è una vera scultura ingegneristica. Verniciato a polvere, non è solo bello da vedere, ma offre una maneggevolezza che ti fa sentire tutt’uno con la moto. È un vero bisturi tra le curve, anche se la sella, dobbiamo dirlo, è un po’ la classica “tavola” da off-road: rigida quanto basta per non affondare nelle accelerazioni più rabbiose, ma forse non proprio l’ideale per i lunghi trasferimenti. Ma ehi, chi pensa ai lunghi viaggi quando c’è da spingere un po’ il ritmo?

    Sospensioni da Mondiale e Un Motore da Urlo

    Parliamo del reparto sospensioni. Qui KTM non scherza, affidandosi a WP Suspension. Per chi non lo sapesse, WP è un nome di peso nel motocross, ma la loro fama precede la polvere: pensa che nel ’94 fornirono le sospensioni alla Benetton di un certo Michael Schumacher, contribuendo al suo primo titolo mondiale! Sulla 890 ADVENTURE R, con 240 mm di escursione sia all’anteriore che al posteriore, lavorano talmente bene che copiano ogni asperità della strada come se non ci fosse. Ma il vero spettacolo lo danno nell’off-road.

    E a proposito di off-road, ho avuto la fortuna di metterla alla prova sul serio, in compagnia di una leggenda vivente: Jacopo Cerruti, fresco vincitore dell’Africa Eco Race 2025! Abbiamo scorrazzato insieme alla Rally Experience organizzata da Eicma al Riding Fest di Misano 2025. E lì, la KTM ha sfoderato il suo asso nella manica: il motore da 105 CV e 100 Nm di coppia. Una vera bomba! Già dai bassi regimi ti regala una schiena che perdona parecchi errori, permettendo dei “salvataggi in extremis” con un colpetto di acceleratore. Te lo dice uno che, per un attimo di distrazione, ha messo la ruota anteriore su un canale che portava dritto a un fosso… un piccolo colpo di gas e la moto mi ha tirato fuori dall’impaccio senza che quasi percepissi il pericolo scampato. Miracoli? No, solo tanta, tanta coppia!

    Ergonomia e Frenata: Luci e Qualche Ombra

    Unica nota, per me che sono un “lungo” di 1,86 metri, la triangolazione non è delle migliori: le pedane sono un po’ alte e il manubrio basso rende la guida in piedi leggermente scomoda. Ma niente di irrisolvibile, con qualche piccola modifica si può migliorare parecchio la situazione. E sì, le vibrazioni ci sono, come sulla maggior parte dei motori KTM, ma sono un piccolo prezzo da pagare per tanta grinta.

    Sul fronte freni, KTM non si smentisce: all’anteriore troviamo due pinze a 4 pistoncini con attacco radiale e al posteriore una pinza flottante a 2 pistoncini. Anche se non espressamente marchiati, sappiamo che solitamente KTM si affida a J. Juan (azienda acquisita da Brembo) o direttamente a Brembo stessa. E poi c’è lui, il salvatore: l’ABS Cornering Bosch 9.3 MP con sensore di inerzia IMU a 6 assi. Tradotto? Puoi pinzare di cattiveria anche in curva, lui ci pensa a mantenere la traiettoria. Lavora in modo egregio e, per i puristi del fango, è disattivabile nelle modalità Off-Road o Rally. Una vera chicca per chi ama sentire la moto in mano, ma con un paracadute sempre pronto.

    Insomma, la KTM 890 ADVENTURE R 2025 è una moto che ti regala emozioni forti, perfetta per chi ama l’avventura e non ha paura di sporcarsi le ruote. E tu, sei pronto a metterti in sella e a farla ululare tra i sentieri?

    CF MOTO 800 MT-X

    CFMOTO800MTX

    Puoi vedere la video recensione completa qui: https://youtu.be/Ot96_OoO8PM?si=OGhjoH17CwkxS2vy

    La CFMOTO 800MT-X messa alla prova in una recensione approfondita! Scopri tutti i segreti di questa moto avventurosa, dalle prestazioni su strada alle sue capacità off-road. Un'analisi dettagliata per aiutarti a capire se è la compagna di viaggio perfetta per te. Non perderti la mia video recensione completa su YouTube!

    Buongiorno, Mondo! Oggi ti parlo della CF MOTO 800 MTX, un’avventura a due ruote che ha fatto girare la testa a molti di noi fin dalla sua presentazione all’EICMA 2023. Ti ricordi l’attesa? Beh, posso dirti che ne è valsa la pena.
    Un’estetica che colpisce
    Salta subito all’occhio il suo design, un mix di freschezza e linee pulite che strizzano l’occhio alle “arancioni” che tanto amiamo, ma con un tocco di originalità.
    Il cuore pulsante: un motore da brividi
    Il motore, un derivato del collaudatissimo KTM LC8C, è una vera delizia: 95 cavalli e 87 Nm di coppia a 6500 giri. Un’erogazione dolce ma decisa, che ti farà sorridere a ogni accelerata.
    Nata per l’avventura
    Con il suo cerchio anteriore da 21″ e posteriore da 18″, entrambi a raggi ma tubeless (una vera manna dal cielo per la sicurezza su strada), questa moto è pronta a portarti ovunque tu voglia. Le sospensioni, completamente regolabili, ti permettono di adattarla a ogni tipo di terreno. Certo, la taratura di serie è un po’ morbida, perfetta per l’off-road, ma se vuoi spingere un po’ di più sull’asfalto, ti consiglio di giocare un po’ con le regolazioni.

    La CFMOTO 800MT-X si staglia fiera contro il blu intenso del cielo e dell'acqua, pronta a solcare nuovi orizzonti. Il suo design audace e il suo spirito avventuroso si fondono armoniosamente con la tranquillità del paesaggio lacustre, creando un connubio perfetto tra potenza e serenità. Un invito a esplorare, a lasciarsi trasportare dalla bellezza del viaggio, a scoprire angoli nascosti dove la natura incontra la tecnologia
    Dove l’avventura incontra la tranquillità: la CFMOTO 800MT-X in riva alla laguna


    Un cambio che fa discutere
    Il cambio, con quick shift, è un invito alla guida sportiva. Devo essere sincero, all’inizio ho avuto qualche difficoltà con l’inserimento della seconda, ma con il passare dei chilometri la situazione è migliorata. Aspetto con ansia il tagliando dei 1.000 km per vedere se un olio meno denso risolverà definitivamente il problema.
    Freni: un compromesso
    I freni J.Juan hanno un mordente non esagerato, ottimo per l’off-road, ma un po’ limitati se si guida in modo aggressivo su strada.
    Dettagli che fanno la differenza
    Il telaietto posteriore imbullonato è una chicca, soprattutto per chi ama l’off-road: in caso di caduta, sostituirlo è un gioco da ragazzi. Le plastiche sono di buona qualità, anche se gli adesivi sopra il lucido potrebbero graffiarsi facilmente. Forse una scelta pensata per l’off-road, dove la personalizzazione è all’ordine del giorno.
    Comfort e tecnologia
    Il cupolino regolabile in altezza è pratico e funzionale, così come il TFT da 7 pollici verticale, chiaro e leggibile in ogni situazione. Unico neo: quando si passa alla modalità telefono o musica, l’indicatore di velocità scompare.
    Un serbatoio da record
    Il serbatoio da 22,5 litri, basso e ben posizionato, garantisce un’autonomia da vera globetrotter (disponibile come optional un ulteriore serbatoio posteriore da 8 litri, portando la capacità totale a quasi 30 litri!) e un baricentro basso che rende la moto incredibilmente maneggevole.
    Sembra leggera come una piuma
    Nonostante i suoi 215 kg in ordine di marcia, la 800 MTX è sorprendentemente agile e facile da guidare, grazie a un bilanciamento dei pesi impeccabile. Anche la movimentazione da fermi risulta facile.

    L'avventura ti aspetta in cima alla montagna. La CFMOTO 800MT-X, con il suo design audace e il suo spirito indomito, è pronta a portarti dove l'orizzonte si fonde con il cielo. Un'esplorazione senza limiti, dove la passione per la guida incontra la maestosità della natura
    CFMOTO 800MT-X: pronta per conquistare nuove vette


    In conclusione
    La CF MOTO 800 MTX è una moto versatile e divertente, perfetta per chi ama l’avventura senza compromessi. Certo, ha qualche piccolo difetto, ma nel complesso è una compagna di viaggi appagante ed emozionante.

    Into the Wild il film

    into the wild locandina

    Mondo, hai presente quella sensazione di voler scappare da tutto, di immergerti nella natura più selvaggia e trovare te stesso? ‘Into the Wild’ è un pugno nello stomaco proprio per chi ha provato questo desiderio.

    Il film ti catapulta nei paesaggi mozzafiato dell’Alaska, dove il protagonista, Chris McCandless, decide di abbandonare la sua vita per vivere un’avventura estrema. Le riprese sono talmente immersive che ti senti quasi parte del suo viaggio: le telecamere che lo seguono come un’ombra, i panorami maestosi, tutto contribuisce a farti vivere questa esperienza in prima persona.

    Ma ‘Into the Wild’ non è solo un film d’avventura. È un’indagine profonda nell’animo umano, una riflessione sulla società, sul consumismo, e sul desiderio di libertà. Chris è un ragazzo intelligente, sensibile, con una sete di conoscenza insaziabile. Le sue citazioni dai grandi autori e i suoi diari ci offrono uno spaccato della sua anima tormentata.

    Tuttavia, il film non nasconde i pericoli di un’avventura del genere. Chris si spinge oltre i limiti, mettendo a rischio la sua stessa vita. Ci sono scene crude, che potrebbero non essere adatte a tutti, ma che servono a sottolineare l’importanza di rispettare la natura e i suoi pericoli.

    ‘Into the Wild’ è un film che ti fa riflettere, che ti emoziona, e che ti lascia con molte domande. È un viaggio introspettivo, un’esperienza che ti invita a metterti in gioco e a cercare il tuo posto nel mondo.

    Un consiglio: guardalo con calma, senza distrazioni, e preparati a essere travolto dalla sua intensità.”

    Tratto dal romanzo Nelle terre estreme, di Jon Krakauer, e si rifà alla vera storia di Christopher McCandless. Trovi infatti online una vera foto, un’autoscatto trovato nel rullino della macchina fotografica di Critopher…. ma non ti spoilero nulla.

    La foto originale la trovi qui, assieme a qualche info curiosa sul bus: https://www.linkiesta.it/2020/06/magic-bus-142-into-the-wild-sean-penn/

    Lo hai già visto? Cosa ne pensi, Mondo?

    A presto!

    Puoi trovare il libro qui: https://amzn.eu/d/2G2OOqa

    Puoi vederlo su Prime Video o acquistarlo o noleggiarlo su YouTube qui: https://youtu.be/kAynNE7iNeU?si=L7NCiTkuapqmcG7t

    O ancora puoi acquistare il DVD qui: https://amzn.eu/d/4T2T0m1