Ciao Mondo.
Ti è mai capitato di sentire il richiamo della strada prima ancora di aver acceso il motore? Quella strana, dolcissima urgenza che ti spinge a guardare oltre l’orizzonte, chiedendoti cosa ci sia dopo la prossima curva, oltre il confine, dove la mappa sfuma in territori che non hai mai osato calpestare? Se la risposta è sì, allora mettiti comodo, perché oggi voglio parlarti di un compagno di viaggio che non può mancare nella tua borsa da serbatoio o sul cruscotto del tuo camper: **”In Vespa” di Giorgio Bettinelli.**
Esistono libri che si leggono e libri che si vivono. L’opera di Bettinelli appartiene prepotentemente alla seconda categoria. Non è solo un diario di bordo; è un invito al viaggio puro, quello spogliato da ogni tecnicismo e sovrastruttura. La bellezza di questo racconto risiede proprio nella sua disarmante semplicità. La scrittura di Bettinelli è fluida, limpida, priva di quegli artifici letterari che spesso creano una distanza tra l’autore e il lettore. Al contrario, qui la parola si fa trasparente: leggendo, avrai la sensazione fisica di sederti sul sedile posteriore della sua Vespa, con il vento che ti sferza il viso e l’odore della miscela che impregna l’aria intorno a te.
La storia, se ci pensi, ha dell’incredibile e racchiude in sé l’essenza stessa dell’avventura casuale che cambia la vita. Immagina di trovarti in Indonesia, avvolto dal caldo umido dei tropici, e di ricevere in regalo una vecchia Vespa. Fino a quel momento, Giorgio non aveva mai guidato un veicolo a due ruote. Eppure, è proprio lì, tra i sentieri indonesiani, che avviene il suo “apprendistato scooteristico”. È un dettaglio che trovo meraviglioso: ci insegna che non serve essere esperti meccanici o piloti collaudati per abbracciare la libertà. Serve solo il coraggio di ingranare la prima marcia.
Da quel primo, incerto approccio nasce un’impresa epica: un viaggio da Roma a Saigon. Ventiquattromila chilometri. Dieci paesi da attraversare. Un’odissea su due ruote che Bettinelli trasforma in un mosaico di emozioni. Ogni capitolo è un universo a sé, una nazione diversa che si svela ai tuoi occhi con le sue contraddizioni. Ti ritroverai a percorrere strade in condizioni pietose, dove l’asfalto è un ricordo lontano e il fango sembra voler inghiottire le piccole ruote dello scooter. Attraverserai con lui terre tormentate da conflitti e guerriglie, percependone la tensione ma anche l’incredibile dignità dei popoli che le abitano.
Bettinelli possiede il raro dono di descrivere i luoghi e le persone in modo profondo, senza mai risultare pedante o noioso. La sua è una scrittura intraprendente, che non teme di mostrare l’Asia nella sua interezza: quella misera delle baraccopoli e quella opulenta dei palazzi, quella tragica della guerra e quella esilarante degli incontri fortuiti in qualche sperduta locanda di confine. Non c’è giudizio nelle sue parole, solo una curiosità insaziabile e un rispetto profondo per le persone.
Ma ciò che ti colpirà di più, ne sono certo, è il senso di sfrenata libertà che emana da ogni pagina. La Vespa non è solo un mezzo di trasporto; diventa un passaporto universale, un “grimaldello” che scardina le diffidenze e apre le porte delle case e dei cuori. Viaggiare a bassa velocità, con il ronzio costante del motore come colonna sonora, permette di cogliere dettagli che a bordo di un mezzo veloce andrebbero perduti: il profumo delle spezie in un mercato, il sorriso di un bambino lungo la strada, il mutare dei colori del cielo al tramonto sulle risaie.
“In Vespa” è un inno alla lentezza consapevole e alla scoperta genuina. Ti spinge a riflettere sulla filosofia del viaggio: non è importante la meta, né la velocità con cui la raggiungi, ma la qualità dello sguardo che posi sul mondo mentre lo attraversi. È un libro che parla di confini superati, non solo geografici ma soprattutto interiori.
Ti invito caldamente a lasciarti trasportare da Bettinelli in questa traversata leggendaria. Che tu sia un motociclista che macina chilometri ogni weekend o un sognatore che progetta il suo prossimo grande on the road, troverai in queste pagine linfa vitale per il tuo spirito vagabondo. Leggere questo libro significa riscoprire che il mondo, nonostante tutto, è ancora un posto immenso, terribile e magnifico, pronto a essere esplorato da chiunque abbia il cuore abbastanza leggero da seguirne il ritmo.
Proprio come facciamo noi qui su *unposticino.it*, Bettinelli ci ricorda che la vera avventura inizia dove finiscono le certezze e dove la strada smette di essere una linea su una mappa per diventare vita vissuta.
Prendi questo libro, mettiti in sella e lasciati portare lontano. Buon viaggio.
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