Apro il libro e mi trovo subito una dedica che mi emoziona: “A Omar, da viaggiatore a viaggiatore, buona ricerca. Con affetto e gratitudine, Martino”.
La prima parte del libro è introspettiva e un po’ triste, ma poi l’autore arriva a Bangkok e il libro prende una svolta. Si percepisce subito la gioia dell’autore nell’essere in viaggio, non solo con il corpo, ma soprattutto con lo spirito e la mente.
Descrive molto bene le situazioni in cui si trova e le sensazioni che prova. I cambi di umore e della percezione del presente sono espressi in parole in modo così chiaro e tangibile da trasportarti con lui in quel preciso momento. È capace di catturare talmente in profondità l’attenzione da azzerare i rumori e gli odori che ti circondano mentre leggi.
Un libro da divorare! Non è una guida turistica, ma una vera fonte di ispirazione: un modo fresco, giovane e autentico di vivere il viaggio. Ed è proprio questa la parola chiave: viaggio. Perché un viaggio non è una vacanza. Sono due modi completamente diversi di approcciarsi a un luogo. Nessuno dei due è giusto per tutti, ma solo per chi li vive in prima persona.
Un viaggio introspettivo alla scoperta della parte più intima dell’io. Non amo i libri introspettivi, ma questa volta Martino ha fatto centro sulla mia anima. Una sincerità disarmante, una capacità di coinvolgermi, di trasportarmi direttamente nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti, nel suo mondo interiore, che in pochissimi libri così personali ho trovato.
Mi sento molto in sintonia con Martino quando condivide il suo punto di vista sulle scelte di vita che ciascuno di noi compie, spesso dando priorità a cose sbagliate. I consigli che offre, in modo discreto, sono particolarmente preziosi per i lettori più giovani, ma non solo: rappresentano spunti di riflessione utili a tutte le età.
Quando arriva in Cambogia, la descrizione che ne fa e la rievocazione della storia cambogiana riflettono perfettamente il mio pensiero, e quello di molti, sul non senso della violenza e la rabbia per i crimini e i criminali impuniti.
Se non hai letto il libro o visto il film “Into the Wild”, attento all’enorme spoiler che scappa a Martino in questo libro. Semmai, leggi prima “Into the Wild”.
Più che un semplice libro di viaggio, lo definirei un’autobiografia arricchita da un bellissimo diario che racconta anche del viaggio.
È anche un libro denuncia sui fatti accaduti durante le guerre che hanno sconvolto il Sud-est asiatico dagli anni ’60 agli anni ’80: il conflitto in Vietnam, con la pesante ingerenza degli USA, la tragedia dei Khmer Rossi in Cambogia e le tensioni in Laos. In tutti questi scenari, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo da protagonisti o burattinai dietro le quinte, contribuendo a destabilizzare la regione con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali.
“Sul sentiero della frittella di banane” è un libro di viaggio, un racconto, un viaggio introspettivo, un riassunto della storia moderna con gli occhi di chi l’ha vissuta sulla pelle… Consigliatissimo a tutti!
Un sentito grazie a Martino, prima di tutto per aver condiviso con noi queste sue esperienze così profonde e intense, e poi per la dedica all’inizio del libro, che mi ha colpito fin da subito, ma che, una volta terminata la lettura, ha assunto un significato ancora più profondo e toccante.
E poi, preparati a divorare la zuppa Khao Soi che ti catapulterà istantaneamente con Martino in Thailandia. E va bene… lo so che vuoi la ricetta, eccola:
Ingredienti (per 4 persone):
Per il curry:
• 2 cucchiai di olio vegetale
• 2 cucchiai di pasta di curry rosso (o giallo, se preferisci meno piccante)
• 1 cucchiaino di curry in polvere
• 1 cucchiaino di curcuma in polvere
Per la zuppa:
• 500 g di sovracosce di pollo disossate, a pezzi
• 400 ml di latte di cocco (una lattina)
• 500 ml di brodo di pollo o vegetale
• 1 cucchiaio di salsa di soia
• 1 cucchiaio di salsa di pesce
• 1 cucchiaino di zucchero di canna o di palma
• Sale q.b.
Per i noodles e la guarnizione:
• 300 g di noodles all’uovo cotti (una parte fritta croccante, una parte lessata)
• Cavolo sottaceto o crauti thai (oppure cavolo cappuccio marinato con aceto)
• Cipolla rossa affettata sottilmente
• Lime a spicchi
• Coriandolo fresco tritato
• Peperoncino in olio (facoltativo)
Procedimento:
1. Base del curry: in una pentola capiente scalda l’olio, aggiungi la pasta di curry e le spezie in polvere. Fai soffriggere un paio di minuti fino a sprigionare il profumo.
2. Aggiungi il pollo: unisci i pezzi di pollo e rosolali nella pasta di curry.
3. Brodo cremoso: versa metà del latte di cocco e lascia sobbollire per qualche minuto. Aggiungi il brodo, il resto del latte di cocco, salsa di soia, salsa di pesce e zucchero. Copri e cuoci a fuoco basso per 20-25 minuti, finché il pollo non sarà tenero.
4. Noodles: cuoci i noodles all’uovo e dividili in due parti. Una parte tienila lessata, l’altra friggila in olio bollente finché non sarà croccante (sarà la guarnizione).
5. Servizio: in una ciotola metti i noodles lessati, versa sopra la zuppa con il pollo. Guarnisci con noodles croccanti, cipolla rossa, cavolo sottaceto, coriandolo e una spruzzata di lime.
Risultato: una zuppa ricca, cremosa e profumata, con il contrasto dei noodles morbidi e croccanti.

