Kawasaky Versys 650 dopo 40.000km

Kawasaky Versys 650

Buongiorno Mondo,

Oggi voglio raccontarti della mia incredibile esperienza con la Kawasaky Versys 650 del 2019, dopo aver percorso 40.000 chilometri (non sono tanti, ma neanche pochi). Ho affrontato ogni tipo di terreno immaginabile, dall’asfalto liscio alle strade sterrate, passando per ghiaia e superfici scivolose. L’ho portata anche nella sabbia. Ho guidato sotto la pioggia battente, attraversato nevicate, sfidato venti fortissimi, nebbie da paura e superato tappone spaccaossa (la piu’ lunga da oltre 1000km con tre soste da mezz’ora l’una).

Sempre mantenuta al massimo delle sue prestazioni, con tagliandi effettuati regolarmente, accurata pulizia e lubrificazione della catena, oltre a tutte le altre manutenzioni necessarie per garantire che mi accompagnasse e mi accompagni in ogni esplorazione con il massimo della sicurezza e affidabilità. Unica manutenzione straordinaria di cui ha avuto bisogno, è stato il cambio del cavo frizione perché era diventato un po’ duretto e ho dovuto far revisionare la pompa del freno anteriore. Oltre a questo, tagliandi, regolazione gioco valvole come da programma, 2 cambi trasmissione e 2 treni gomme (3 se contiamo quelle di primo equipaggiamento)

Kawasaky Versys 650
kawasaky versys 650 montenegro

Ho apportato pochissimi aggiornamenti, ma necessari alle mie esigenze: ho aggiunto il cavalletto centrale per la manutenzione della catena in viaggio, una griglia parasassi al radiatore, l’attacco per la borsa da serbatoio, portapacchi e attacco per bauletto. Ultimamente ho aggiunto le manopole riscaldate, accessorio che non ritenevo necessario avendo guanti invernali riscaldati, ma due occasioni sotto la pioggia estiva , una in Piemonte e una in Bosnia, mi hanno fatto ricredere….. le manopole riscaldate sono utili anche e soprattutto in estate e nelle mezze stagioni… ma questo è un altro capitolo della storia!

Come mi sono trovato con questa avventuriera? Direi bene, senza ombra di dubbio.

Kawasaky Versys 650 tourer plus
kawsaky e tenda

Affidabile e facile da usare, molto ben bilanciata nel peso, offre una potenza modesta che risulta comunque più che adeguata, evitando la sensazione di desiderare ulteriori cavalli. Questo è un aspetto cruciale che mi impedisce di trovare una valida sostituta, e, ad essere sincero, non sto nemmeno cercando di trovarne una.

Vibrazioni si, ci sono, mai invasive, però sempre presenti…. Sella comoda ma non troppo… sicuramente migliorabile. Le sospensioni lavorano veramente bene, sia all’anteriore che al posteriore. Ci ho messo un pò a cucirmele addosso (anteriore regolabile, posteriore solo al precarico)… ma poi non ho avuto mai la sensazione di ondeggiamento, di spostamento strano di masse o di incertezza in inserimento, percorrenza e uscita di curva.

Caricata come un mulo, mi ha permesso di vivere tantissime avventure in questi anni…. considera che ha trascorso con me gli anni di restrizione 2020-2022.. altrimenti i kilometri sarebbero molti, molti di piu’.

Anche in assetto da viaggio, e io viaggio con tutte le comodità appresso, non si scompone mai… mai un’esitazione.

Versys sulla neve
kawasaky versys 650 monte zoncolan

In Montenegro mi sono trovato ad affrontare un vero e proprio guado in città durante un’alluvione… la moto è stata sommersa fino quasi alla sella…. ma mi ha portato fuori… a riprova che i cavalli che ha nel motore bastano e avanzano per avventurarsi nel mondo. Ecco, a proposito, un problema che ho avuto è che con quella immersione, mi si è bruciato il sensore contamarce… ma non lo conto come difetto perchè la moto è comunque operativa e non dà nessun tipo di problema.

Fortunatamente non mi è ancora mai successo di aver bisogno di pezzi di ricambio, quindi non ti so dire se sono facili o meno da reperire, soprattutto fuori dall’Europa. In realtà non l’ho ancora mai portata fuori dall’Europa (geografica).

Cosa non mi è piaciuto? Ti sembrerà assurdo… ma è proprio la sua affidabilità. Mai una scodata, mai un’esitazione sulla frenata, mai un movimento scomposto… mai un’incertezza nell’accensione o qualsiasi altra cosa. Direi noiosa da quanto si comporta bene.

kawasaky tempesta in arrivo
kawasaky tempesta in arrivo

Una moto veramente emozionante è stata la Guzzi Breva 1100 ad esempio…. quella si era un’incognita ad ogni uscita, ogni scalata, ogni staccata… ma se ti interessano racconti di quella moto…. fammelo sapere.

La Kawa no, non è votata all’emozionare. E’ una compagna affidabile. E’ quella cosa che ti lascia lo spazio per te stesso… per goderti il paesaggio, il viaggio. Non devi pensare a lei, e lei che pensa a te! Sai che quando hai bisogno, lei è li, sempre pronta… dai 45 gradi ai -15, dal sole alla pioggia, dal mare alla montagna…. non si lamenta mai e ti perdona quando sbagli, quando osi troppo. Asfalto, polvere, sassi… lei và… carica come un mulo greco…. non si ferma mai!

Pneumatici Dunlop Mutant… trasmissione DID…. e Vaiana (questo è il nome che mia figlia a dato alla mia Versys) è pronta per qualsiasi terreno.

Ha l’anteriore da 17, ma lei non lo sa… ed io di certo non vado a dirglielo. Si crede una maxi enduro….

kawasaky sassaia
La versys nel greto del fiume

Ci sono moto migliori? Ovvio! Ci sono moto con piu’ cavalli, piu’ leggere, con il 19 all’anteriore…. Se parli con 100 persone, avrai 100 moto migliori al mondo! Ma io no, non mi affeziono ne al marchio ne al modello…. semplicemente in questo momento questa è la moto giusta per le mie esigenze…. come lo era il CBR, il Ninja, la Breva, il Caballero, la Royal e tutte le altre moto che mi hanno accompagnato in posti meravigliosi. Addiritura il Downtown ha avuto il suo giusto periodo nella mia vita…. e chissà… domani potrebbe essere il momento del Ciao.

Quando parli al bar di moto…. ascolta ma non assimilare. Non assimilare l’idea che se non hai almeno 120cv non ti diverti (prova una motard 500 2t)… non assimilare l’idea che se non hai una moto da 250kg non puoi viaggiare (Itchy Boots sta viaggiando in lungo e largo nel mondo con moto leggere da 25 cv… i tuoi amici esperti da bar… neanche sanno dove si trovano quei posti… o cosa significa imbarcare la moto in una zattera). Quando ti dicono di capire prima cosa vuoi dalla moto e poi decidere…. ricordati che Simone (Stepsover) ha attraversato il deserto in sella ad un CBR!

Pranzo con kawasaky
Pranzo con kawasaky

Non esiste la moto perfetta… esiste la moto giusta per quel determinato momento!

Ciao Mondo!!!

Se hai domande in merito a questa moto, contattami pure, e appena possibile ti risponderò volentieri!

Kawasaky a Limone del Garda
Kawasaky a Limone del Garda
kawasaky versys nel bosco
Nel bosco con la versys 650
Versys nel Tagliamento
kawasaky versys in riva al Talgiamento

Sul sentiero della frittella di banane di Martino Buran

Copertina del libro "Sul sentiero della frittella di banane" di Martino Buran. L'immagine mostra il profilo di una testa umana, all'interno della quale è rappresentato un paesaggio con un sentiero di banane che serpeggia attraverso campi verdi, palme, una casetta e un tramonto con montagne sullo sfondo.

Apro il libro e mi trovo subito una dedica che mi emoziona: “A Omar, da viaggiatore a viaggiatore, buona ricerca. Con affetto e gratitudine, Martino”.

La prima parte del libro è introspettiva e un po’ triste, ma poi l’autore arriva a Bangkok e il libro prende una svolta. Si percepisce subito la gioia dell’autore nell’essere in viaggio, non solo con il corpo, ma soprattutto con lo spirito e la mente.

Descrive molto bene le situazioni in cui si trova e le sensazioni che prova. I cambi di umore e della percezione del presente sono espressi in parole in modo così chiaro e tangibile da trasportarti con lui in quel preciso momento. È capace di catturare talmente in profondità l’attenzione da azzerare i rumori e gli odori che ti circondano mentre leggi.

Un libro da divorare! Non è una guida turistica, ma una vera fonte di ispirazione: un modo fresco, giovane e autentico di vivere il viaggio. Ed è proprio questa la parola chiave: viaggio. Perché un viaggio non è una vacanza. Sono due modi completamente diversi di approcciarsi a un luogo. Nessuno dei due è giusto per tutti, ma solo per chi li vive in prima persona.

Un viaggio introspettivo alla scoperta della parte più intima dell’io. Non amo i libri introspettivi, ma questa volta Martino ha fatto centro sulla mia anima. Una sincerità disarmante, una capacità di coinvolgermi, di trasportarmi direttamente nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti, nel suo mondo interiore, che in pochissimi libri così personali ho trovato.

Mi sento molto in sintonia con Martino quando condivide il suo punto di vista sulle scelte di vita che ciascuno di noi compie, spesso dando priorità a cose sbagliate. I consigli che offre, in modo discreto, sono particolarmente preziosi per i lettori più giovani, ma non solo: rappresentano spunti di riflessione utili a tutte le età.

Quando arriva in Cambogia, la descrizione che ne fa e la rievocazione della storia cambogiana riflettono perfettamente il mio pensiero, e quello di molti, sul non senso della violenza e la rabbia per i crimini e i criminali impuniti.

Se non hai letto il libro o visto il film “Into the Wild”, attento all’enorme spoiler che scappa a Martino in questo libro. Semmai, leggi prima “Into the Wild”.

Più che un semplice libro di viaggio, lo definirei un’autobiografia arricchita da un bellissimo diario che racconta anche del viaggio.

È anche un libro denuncia sui fatti accaduti durante le guerre che hanno sconvolto il Sud-est asiatico dagli anni ’60 agli anni ’80: il conflitto in Vietnam, con la pesante ingerenza degli USA, la tragedia dei Khmer Rossi in Cambogia e le tensioni in Laos. In tutti questi scenari, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo da protagonisti o burattinai dietro le quinte, contribuendo a destabilizzare la regione con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali.

“Sul sentiero della frittella di banane” è un libro di viaggio, un racconto, un viaggio introspettivo, un riassunto della storia moderna con gli occhi di chi l’ha vissuta sulla pelle… Consigliatissimo a tutti!

Un sentito grazie a Martino, prima di tutto per aver condiviso con noi queste sue esperienze così profonde e intense, e poi per la dedica all’inizio del libro, che mi ha colpito fin da subito, ma che, una volta terminata la lettura, ha assunto un significato ancora più profondo e toccante.

E poi, preparati a divorare la zuppa Khao Soi che ti catapulterà istantaneamente con Martino in Thailandia. E va bene… lo so che vuoi la ricetta, eccola:

Ingredienti (per 4 persone):

Per il curry:

• 2 cucchiai di olio vegetale

• 2 cucchiai di pasta di curry rosso (o giallo, se preferisci meno piccante)

• 1 cucchiaino di curry in polvere

• 1 cucchiaino di curcuma in polvere

Per la zuppa:

• 500 g di sovracosce di pollo disossate, a pezzi

• 400 ml di latte di cocco (una lattina)

• 500 ml di brodo di pollo o vegetale

• 1 cucchiaio di salsa di soia

• 1 cucchiaio di salsa di pesce

• 1 cucchiaino di zucchero di canna o di palma

• Sale q.b.

Per i noodles e la guarnizione:

• 300 g di noodles all’uovo cotti (una parte fritta croccante, una parte lessata)

• Cavolo sottaceto o crauti thai (oppure cavolo cappuccio marinato con aceto)

• Cipolla rossa affettata sottilmente

• Lime a spicchi

• Coriandolo fresco tritato

• Peperoncino in olio (facoltativo)

Procedimento:

1. Base del curry: in una pentola capiente scalda l’olio, aggiungi la pasta di curry e le spezie in polvere. Fai soffriggere un paio di minuti fino a sprigionare il profumo.

2. Aggiungi il pollo: unisci i pezzi di pollo e rosolali nella pasta di curry.

3. Brodo cremoso: versa metà del latte di cocco e lascia sobbollire per qualche minuto. Aggiungi il brodo, il resto del latte di cocco, salsa di soia, salsa di pesce e zucchero. Copri e cuoci a fuoco basso per 20-25 minuti, finché il pollo non sarà tenero.

4. Noodles: cuoci i noodles all’uovo e dividili in due parti. Una parte tienila lessata, l’altra friggila in olio bollente finché non sarà croccante (sarà la guarnizione).

5. Servizio: in una ciotola metti i noodles lessati, versa sopra la zuppa con il pollo. Guarnisci con noodles croccanti, cipolla rossa, cavolo sottaceto, coriandolo e una spruzzata di lime.

Risultato: una zuppa ricca, cremosa e profumata, con il contrasto dei noodles morbidi e croccanti.